Benzina in aumento per la guerra. Urso: “Operazione trasparenza”

Benzina in aumento per la guerra. Urso: “Operazione trasparenza”

Per l’Unione nazionale consumatori per fare un pieno si spendono quasi 6 euro in più in meno di tre giorni. Scatta il Piano operativo della Guardia di Finanza contro il rischio di speculazioni o rincari ingiustificati dei prezzi.

La benzina aumenta per la guerra all’Iran, e per le conseguenze che ne derivano sulla logistica del petrolio (a cominciare dal blocco dello Stretto di Hormuz) e per le pressioni del mercato. Il ministro delle Imprese e del made in Italy Adolfo Urso parla di “operazione trasparenza“, ammette qualche episodio di speculazione, ma non di meno fa presente come si stiano portando avanti azioni di prevenzione. Tanto da coinvolgere la Guardia di Finanza.

Piano con le Fiamme Gialle

Dopo la riunione della commissione di allerta rapida sui prezzi, convocata per affrontare l’escalation delle tensioni geopolitiche in Medioriente e i possibili effetti sui mercati energetici e sui prodotti di consumo – osserva Urso – “abbiamo rafforzato il monitoraggio di Mister Prezzi su tutta la filiera, dalla produzione alla distribuzione, per impedire che le tensioni in Medioriente diventino un pretesto per speculazioni o rincari ingiustificati, e predisposto con il ministro Giorgetti un immediato Piano operativo di intervento della Guardia di Finanza“.

Benzina sfonda gli 1,8 euro al litro

In appena 2 giorni (dal 4 al 6 marzo) – spiega uno studio dell’Unione nazionale consumatori – il gasolio self è aumentato di 11,6 cent al litro in Sicilia pari a 5,80 euro in più per un pieno di 50 litri, mentre la benzina self ha sfondato la soglia di 1,8 euro in Calabria e a Bolzano. Per quanto riguarda i rincari del gasolio in self service, dopo la Sicilia, c’è il Molise (+10,6 centesimi equivalenti a 5,30 euro per un pieno), e la Campania (+10,5 cent, +5,25 euro a rifornimento); la regione più virtuosa è l’Umbria (+8,6 cent, +4,30 euro). Anche se l’incremento più basso è per le autostrade (+8 cent, +4 euro per un pieno), dove per la verità i prezzi sono già in valore assoluto più alti. Per la benzina dopo la Calabria e Bolzano, segue la Basilicata. La maggior crescita dei prezzi della benzina fai-da-te è in Campania e in Molise con una variazione di 4,4 cent al litro (2,20 euro per un pieno di 50 litri).

Prevenire le speculazioni

“Siamo tutti consapevoli che molto dipenderà dalla durata e dall’estensione del conflitto – afferma Urso – se dovesse perdurare, le conseguenze sarebbero ben più significative e proprio per questo dobbiamo prevenire eventuali fenomeni speculativi anche attraverso l’operazione trasparenza che siamo in condizione di mettere in campo. L’azione di prevenzione ci consente in tempo reale di prevenire e contrastare in maniera più efficace fenomeni speculativi e nel contempo eventualmente predisporre strumenti che possono contribuire a rasserenare i nostri cittadini. Al momento sulla rete dei distributori italiani non risultano diffusi fenomeni speculativi, al netto di una ventina di casi già segnalati da Mister Prezzi e ora all’esame dei militari delle Fiamme Gialle. L’attenzione si sta quindi ora concentrando sui passaggi a monte della filiera dei benzinai. Siamo in campo con questa ‘operazione trasparenza’ per monitorare la situazione e intervenire tempestivamente contro ogni forma di speculazione”.

Tensioni sugli approvvigionamenti

“Dall’ultimo fine settimana il prezzo internazionale del gasolio è aumentato di 350 dollari a tonnellata (+47%), pari a 26 centesimi di euro per litro – il presidente di Unem (ex Unione petrolifera) Gianni Murano in riunione sull’allerta prezzi convocata proprio dal ministro Urso – mentre la benzina, nello stesso periodo, è salita di 140 dollari (+21%), corrispondenti a 10 centesimi di euro per litro. Siamo di fronte a tensioni che riflettono la situazione nello Stretto di Hormuz che si aggiunge al blocco delle importazioni dalla Russia, che forniva all’Europa circa 10 milioni di tonnellate su una carenza complessiva di 19 milioni”.

Benzinai vedono la speculazione

“Arriva un momento in cui giravolte, bugie, strumentalizzazioni debbono trovare un termine – rilevano con più durezza i gestori dei distributori di carburanti (Faib Confesercenti, Fegica, Figisc/Anisa) – dopo 72 ore di continui aumenti dei prezzi dei carburanti a +20 centesimi per litro e oltre, ascoltare l’industria petrolifera e continuare a nascondersi dietro i soliti ‘numerelli’ e riferimenti che nessuno può minimamente verificare, è assolutamente insopportabile. Non è in alcun modo credibile e non può essere creduto che alle primissime fibrillazioni dei mercati internazionali corrispondesse necessariamente l’immediata reazione violenta dei listini di carburanti. La speculazione c’è e la vedono tutti”.

Intervenire con riduzione accise

Sia i consumatori che la Cgil chiedono interventi al governo, perché ormai il monitoraggio non è più sufficiente. Sul piatto, la portata ha un nome e si chiama ‘riduzione delle accise’.

“Sono evidenti le speculazioni – dice Massimiliano Dona, presidente dell’Unione nazionale consumatori – si faccia come il governo Draghi: si riducano le accise senza tante chiacchiere”.

“Non ci si può limitare a un semplice esercizio di monitoraggio – dichiara il segretario confederale della Cgil Gino Giove – la speculazione sui prezzi energetici è già in corso e rischia di produrre indebiti profitti lungo alcuni segmenti della filiera, con effetti inflattivi che finiranno per colpire imprese e lavoratori. Servono decisioni immediate. Occorre attivare subito gli strumenti già disponibili nell’ordinamento, a partire dalla sterilizzazione degli aumenti dell’Iva sui carburanti, destinando il maggiore gettito alla riduzione delle accise. Il ministro Urso deve farsi carico di quanto sta accadendo e introdurre rapidamente un correttivo che riduca l’impatto dei rincari”.

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