Attacco all’Iran, Borse in calo e sale il prezzo del petrolio

Attacco all’Iran, Borse in calo e sale il prezzo del petrolio

Tajani e Pichetto a riunione su effetti crisi, +25% sul mercato del gas

Apertura di seduta in netto calo per le Borse europee dopo gli attacchi di Stati Uniti e Israele all’Iran. Il Dax di Francoforte perde il 2,33%, il Cac 40 di Parigi l’1,82% e l’Ibex 35 di Madrid il 2,91%. Negativo anche il Ftse 100 di Londra che cede lo 0,81% mentre l’Aex di Amsterdam cala dello 0,97%. Il Bist della Borsa di Istanbul perde il 4,08%.

Borse asiatiche in negativo, sale prezzo petrolio

Gli attacchi di Stati Uniti e Israele all’Iran hanno raffreddato i mercati mondiali, con i futures statunitensi inizialmente in calo di oltre l’1%. Le azioni hanno aperto in netto ribasso a Tokyo lunedì mattina e i prezzi del petrolio sono saliti alle stelle. L’indice giapponese Nikkei 225 ha perso il 2,3% poco dopo l’apertura e le azioni sono scese anche in Australia, Taiwan e Hong Kong.

Gli operatori scommettevano che l‘approvvigionamento di petrolio dall’Iran e da altre parti del Medio Oriente avrebbe rallentato o addirittura bloccato. Gli attacchi in tutta la regione, compresi quelli a due navi in transito nello Stretto di Hormuz, la stretta imboccatura del Golfo Persico, compromettono la capacità della regione di esportare petrolio. Attacchi prolungati avrebbero probabilmente comportato un aumento dei prezzi del greggio e della benzina.

Tajani e Pichetto a riunione su effetti crisi, +25% sul mercato del gas

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani e il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto hanno partecipato a una riunione convocata per aggiornare tempestivamente associazioni di categoria e imprese italiane sulla crisi in Iran e l’escalation nella regione, con un focus sulle possibili conseguenze economiche del conflitto, e per una verifica dell’effetto delle ultime decisioni Usa sul tema dazi.

Pichetto ha registrato il +25% sul mercato del gas e con i tecnici del ministero valuta le possibili influenze sul mercato italiano ed europeo. Tajani ha confermato che l’Italia si mantiene in stretto raccordo con i partner europei e internazionali per limitare e gestire possibili conseguenze del conflitto e della chiusura dello Stretto di Hormuz per il commercio internazionale, un tema discusso nelle riunioni straordinarie del G7 e del Consiglio Affari esteri Ue tenute nel fine settimana. L’obiettivo è scongiurare blocchi prolungati ed evitare effetti sui prezzi, in particolare di energia e materie prime.

L’Italia e i suoi partner sono al lavoro per garantire la libertà dei traffici commerciali in un’area cruciale per l’export, e per sostenere ogni iniziativa diplomatica per contribuire alla pace e stabilità del Medioriente. Tajani ha ricordato il ruolo delle operazioni della UE, a cominciare dalle missioni Aspides e Atalanta, cui l’Italia partecipa attivamente, che proteggono la libertà di navigazione nel Mar Rosso, nel Golfo di Aden e nei corridoi marittimi della regione.

Tajani ha illustrato anche alle associazioni e alle aziende italiane gli effetti della applicazione provvisoria del Mercosur: “È una notizia positiva, il governo ha accolto positivamente la decisione della Commissione”. Grazie all’applicazione provvisoria, saranno eliminati i dazi per tutti i principali prodotti d’esportazione europei, a beneficio delle imprese italiane interessate fra cui le 13 mila realtà italiane che già esportano verso il Mercosur (per un valore di 7,7 miliardi di euro nel 2025).

Secondo le proiezioni, l’eliminazione dei dazi consentirà agli esportatori Ue di risparmiare oltre 4 miliardi di euro all’anno. Tajani ha affrontato il tema del ‘pacchetto di protezione’ del settore agricolo, il caso Argentina-Usa e ha confermato i prossimi appuntamenti fissati dal Ministero degli Esteri sul tema export.

Sui dazi Usa, Tajani ha assicurato che i provvedimenti preannunciati dall’Amministrazione Usa dovrebbero confermare le assicurazioni ricevute da Washington, circa la volontà americana di continuare a conformarsi alla Dichiarazione congiunta Ue-Usa e alla soglia pattuita di dazi medi del 15%. Tajani ha ribadito che la pronuncia della Corte Suprema non incide sui provvedimenti adottati per acciaio, alluminio e relativi derivati, che restano pienamente in vigore senza subire variazioni.

Federpetroli: “Rischio greggio oltre 130 dollari in pochi giorni, preoccupa gas”

“Rally del WTI e Brent oggi all’apertura dei mercati, ma quello che preoccupa è l’impennata del gas, visto la criticità in questi mesi degli stoccaggi europei. I paesi coinvolti nel conflitto sono diversi, stamane anche Libano ed attacchi agli impianti della Saudi Aramco. Non ci sono valutazioni per il prezzo del greggio, possiamo arrivare in pochi giorni a oltre 130 dollari al barile. Sicure ripercussioni sui carburanti Rete Italia ed Europa”. Così il presidente di Federpetroli Michele Marsiglia a LaPresse, sugli impatti della situazione in Iran sul gas e sul petrolio, che in avvio di seduta del mercati vede il Brent a 80 dollari al barile.

Gas: Ttf schizza del 44,73% a 46,25 euro al MWh

I futures del gas Ttf scambiati all’hub di riferimento europeo di Amsterdam Ttf balzano del 26,4% a 40,4 euro al megawattora. I futures per maggio sono in rialzo del 23,07% a 38,78 euro e quelli per giugno del 20,92% a 37,76 euro. Nel primo pomeriggio c’è stato un ulteriore aumento: i futures del gas Ttf sono schizzati al rialzo del 44,73% a 46,255 euro al megawattora. Per maggio sono in rialzo del 41,3% a 44,525 euro e quelli per giugno del 37,653% a 42,985 euro.

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