Iran, chiudono in rosso le Borse europee e vola il prezzo del gas. Piazza Affari a -3,92%. Rincari anche sui carburanti – La diretta

Iran, chiudono in rosso le Borse europee e vola il prezzo del gas. Piazza Affari a -3,92%. Rincari anche sui carburanti – La diretta

Tutte le ripercussioni del conflitto in Medio Oriente sui mercati energetici

Il conflitto in Medio Oriente tra Israele, Stati Uniti e Iran sta avendo ripercussioni anche sui mercati energetici, diventati estremamente volatili. In forte rialzo soprattutto i prezzi di petrolio e gas mentre le principali borse di tutto il mondo stanno subendo grosse perdite, a partire da Milano che questa mattina ha aperto in calo del -1,92% ed è peggiorata con il passare delle ore. Male anche Francoforte, Madrid e Tokyo.

Guerra in Medio Oriente: le ripercussioni sui mercati in diretta
Inizio diretta: 03/03/26 07:00
Fine diretta: 03/03/26 23:00
Borse europee chiudono in forte calo, Francoforte -3,59% e Parigi -3,46%

Chiusura di seduta in forte calo per le Borse europee con il proseguire del conflitto tra Stati Uniti e Israele con l’Iran. Il Dax di Francoforte perde il 3,59%, il Cac 40 di Parigi il 3,46% e il Ftse 100 di Londra il 2,77%. L’Aex di Amsterdam cede il 2,55% mentre l’Ibex 35 di Madrid affonda del 4,55%. In calo anche il Bist di Istanbul che scivola del 3,09%.

Milano chiude in forte calo, Ftse Mib -3,92%

La Borsa di Milano chiude in forte calo, con l’indice Ftse Mib che cede il 3,92% in scia al conflitto in Medio Oriente. Tra i maggiori ribassi Moncler (-6,47%), Italgas (-6,3%), A2a (-6,08%), Hera (-5,74%), Brunello Cucinelli (-5,57%), Mediobanca (-5,42%), Prysmian (-5,39%), Banca Popolare di Sondrio (-5,23%), Unipol (-5,18%) e Saipem (-5,16%). Gli unici rialzi sono quelli di Lottomatica (+3,32%) dopo i conti e di Recordati (+1,35%).

Wsj, Trump pronto a sostenere gruppi armati anti regime

 Donald Trump è aperto all’idea di sostenere gruppi in Iran disposti a imbracciare le armi per rovesciare il regime. Lo hanno riferito funzionari statunitensi secondo quanto riporta il Wall Street Journal. Il presidente Usa ha parlato domenica con i leader curdi, hanno affermato i funzionari, e sta continuando a coinvolgere altri leader locali che potrebbero sfruttare la debolezza di Teheran per ottenere delle vittorie. I curdi dispongono di una forza considerevole lungo il confine tra Iraq e Iran e Israele ha bombardato posizioni nell’Iran occidentale, il che ha portato a ipotizzare che stia aprendo la strada a un’avanzata curda.”Il presidente Trump ha parlato con molti partner regionali”, ha dichiarato la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, in una nota, senza confermare esplicitamente gli obiettivi di Trump.

Trump: "Disposto a lavorare con nuovo governo Teheran"

Donald Trump si è detto disponibile a collaborare con un nuovo governo iraniano che dovesse emergere dal conflitto. Intervistato da Politico, il presidente alla domanda se fosse troppo tardi per prendere in considerazione l’idea di collaborare con qualcuno in un nuovo governo ha risposto: “No, non troppo tardi, 49 (alti dirigenti iraniani) sono stati uccisi, non dimentichiamolo, quindi la questione è piuttosto profonda, giusto? Ne stanno emergendo di nuovi. Molte persone vogliono quel lavoro.Alcuni di loro sarebbero molto bravi”.

Qatar nega attacco ad Irain: "Colpiti jet che si dirigevano a Doha"

 Il Qatar ha negato di aver attaccato l’Iran, come ha riferito la tv israeliana Channel 12 che citava fonti occidentali. “Il Qatar non ha preso parte alla campagna contro l’Iran. Stiamo esercitando il nostro diritto all’autodifesa e scoraggiando gli attacchi iraniani contro il nostro Paese. Esortiamo i media a utilizzare fonti qatariote attendibili quando riportano notizie” sul Paese, ha scritto su X il portavoce del ministero degli Esteri Majed Al Ansari. Il portavoce, in conferenza stampa, aveva affermato che il Qatar ha colpito jet iraniani che stavano sorvolando le acque qatariote. Ha affermato che il Qatar ha fatto decollare i propri jet e ha lanciato un avvertimento e che quando i jet iraniani hanno continuato la loro traiettoria verso Doha, è stato allora che hanno aperto il fuoco. 

Andamento sempre più negativo per Milano, Ftse Mib -4,61%

Andamento sempre più negativo per la Borsa di Milano, con l’indice Ftse Mib che cede il 4,61% in scia alle tensioni in Medio Oriente. Il principale ribasso è di Saipem, che cede il 7,17%, poi Prysmian (-6,96%), Italgas (-6,93%) ed Hera (-6,38%). In forte calo anche i bancari, da Unicredit (-6,58%) a Pop. Sondrio (-6,22%) e Bper (-5,99%), passando per Mediobanca (-5,92%), Intesa Sanpaolo (-5,69%) e Mps (-5,19%). In rialzo invece solamente Lottomatica (+3,32%) che oggi ha presentato i suoi risultati finanziari per il 2025, e Recordati (+0,51%). 

Iraq taglia produzione petrolio dopo chiusura stretto Hormuz

Il ministero del Petrolio iracheno ha dichiarato che interromperà la produzione in un importante giacimento petrolifero, poiché la guerra in corso in Iran ha interrotto una delle principali vie navigabili verso il Golfo Persico, ricco di petrolio. Il ministero ha citato una carenza di petroliere in entrata nel Golfo, costringendole a “interrompere la produzione e il pompaggio” dai giacimenti meridionali di Rumaila, vicino alla città di Bassora. La carenza di petroliere ha causato “un aumento dei livelli di stoccaggio nei nostri depositi petroliferi fino a livelli critici”

Unem: "Italia resiliente ma rischio forti rincari se si chiude Hormuz"

Gli attacchi condotti da Stati Uniti e Israele contro l’Iran stanno già generando significativi effetti sui mercati internazionali del greggio e, ancor più, dei prodotti raffinati. Nella seduta di ieri il Brent ha chiuso intorno ai 78 dollari al barile, registrando un aumento di circa il 7% rispetto a venerdì scorso, dopo aver toccato un massimo di 80 dollari, livello che non si vedeva da giugno 2025. Ma già nelle quotazioni odierne si sono raggiunti gli 82-83 dollari/barile- L’incremento è stato ancor più marcato per i prodotti raffinati, e in particolare per il gasolio, che a livello di quotazioni Platts Cif Med ha registrato in una sola seduta un aumento di quasi 10 centesimi euro/litro (+17,5%). La benzina è invece cresciuta di 3,3 centesimi (+7%). “È molto difficile prevedere quelli che potranno essere gli sviluppi e dunque gli impatti sull’Italia – ha commentato Gianni Murano, presidente UNEM – ma la differenza rispetto ad altri conflitti ancora in corso sta nell’importanza dell’Iran come potenza energetica e nella sua posizione geografica, centrale per i traffici di petrolio e gas. In caso di chiusura totale prolungata dello Stretto di Hormuz verrebbe meno tra il 15 e il 20% dell’offerta globale di petrolio e ci sarebbe una corsa agli approvvigionamenti che spingerebbe i prezzi verso livelli difficili da immaginare. Nonostante la complessità dello scenario internazionale – ha concluso – l’Italia può contare su una filiera energetica solida, su forniture sempre più diversificate e su operatori in grado di reagire rapidamente anche nei momenti di maggiore tensione. Le esperienze accumulate negli ultimi anni hanno reso il sistema più resiliente, più flessibile e meglio preparato a fronteggiare eventuali shock”.

Patuelli (Abi): "Non è l'ennesima guerra Medioriente, è molto più grave"

Quella cui assistiamo ora “non è l’ennesima guerra mediorientale, ma è una guerra molto più grave”. Così il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, intervenendo a una tavola rotonda al 130mo Consiglio nazionale Fabi, a Milano, al via oggi.”Il rischio è molto più elevato e le vite umane che si perdono non si contano e gli effetti economici si vedono ora”, sottolinea Patuelli.

Salvini: "Dobbiamo essere pronti a intervenire se aumentano i prezzi"

“Non penso sia il momento di fare polemiche. L’appello che faccio alle opposizioni è di lavorare insieme, perché una guerra non è mai una buona notizia, se aumenta anche il conto della bolletta, della luce, del gas e della benzina, i problemi aumentano e non c’è bisogno di chi fa solo polemiche. Quindi, siamo sul pezzo e cerchiamo di stare attenti sia a quello che succede in Iran che a quello che succede in Italia, a Milano, a Roma, perché poi le famiglie è qua che hanno bisogno. Se i prezzi aumentano, dobbiamo essere pronti a intervenire”. Lo ha detto il vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini, parlando con i cronisti a Cinisello Balsamo (Milano). 

Gas: continua boom prezzi futures Ttf, +30% a 58,2 euro/MWh

Continua il boom delle quotazioni dei futures del Gas all’hub di riferimento europeo, il Ttf di Amsterdam, in scia alle tensioni nel quadrante mediorientale. I contratti sono scambiati attualmente a 58,2 euro/MWh, in rialzo del 30,2% rispetto alla chiusura di ieri. 

Madrid: "Valutiamo impatto economico, noi poco esposti"

“Il governo sta valutando l’effetto” dell’attacco all’Iran “sulle tasche dei consumatori e sulle imprese”, “l’esposizione diretta della Spagna è bassa, sia per la diversificazione del nostro mix energetico che per le nostre fonti di approvvigionamento di petrolio e gas”. Lo ha detto la portavoce dell’esecutivo spagnolo Elma Saiz in conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri, dicendo di voler trasmettere un “messaggio di prudenza”. “L’impatto dipenderà dalla durata della situazione e la stiamo monitorando costantemente”, ha aggiunto, affermando che la Spagna ora è “più preparata rispetto a qualche anno fa, in gran parte grazie al Pnrr”. 

Ue: "Decoupling? Valutiamo opzioni su mercato elettrico"

“Al Consiglio europeo informale del mese scorso, il tema dei prezzi dell’energia è stato molto in primo piano. Ed è in questo contesto che la Presidente von der Leyen ha affermato che è giunto il momento di riproporre le opzioni che erano state scartate. Forse dobbiamo adottare un nuovo approccio. E una delle opzioni prese in considerazione riguarda, ovviamente, il mercato dell’elettricità. Stiamo discutendo di opzioni, e questo sarà anche parte della discussione di venerdì”, al Collegio dei commissari straordinario sulle politiche energetiche, “ovvero vedere quali sono le opzioni disponibili che possono migliorare la situazione in termini di prezzi dell’energia”.

Lo afferma la prima portavoce della Commissione europea Paula Pinho nel briefing quotidiano con la stampa, rispondendo a una domanda sul riprendere la proposta del disaccoppiamento dei prezzi del gas da quello dell’elettricità. “Ora, nel frattempo, e senza che fosse stato effettivamente pianificato, immaginando che avremmo avuto gli sviluppi che abbiamo avuto in Medio Oriente, ovviamente questo argomento diventa ancora più importante, e quindi la discussione di venerdì tra i commissari è estremamente tempestiva e poi alimenterà, di fatto, le discussioni del Consiglio europeo di marzo”, aggiunge.

Borsa: Milano sprofonda, Ftse Mib -4,25%
Borsa italiana

Continua il crollo odierno della Borsa di Milano, con l’indice Ftse Mib che cede il 4,25% in scia alle tensioni in Medio Oriente. Il principale ribasso è di Saipem, che cede l’8,8%, poi Moncler (-6,47%), Brunello Cucinelli (-6,39%) ed Hera (-6,06%). In forte calo anche i bancari, da Pop. Sondrio (-5,29%) a Bper (-5,21%), passando per Unicredit (-5,2%), Mediobanca (-5,17%), Intesa Sanpaolo (-4,83%), Mps (-4,64%). In rialzo invece solamente Lottomatica (+5,67%) che oggi ha presentato i suoi risultati finanziari per il 2025, e Leonardo (+0,1%).

Tabarelli: "Presto per stimare l'impatto sulle bollette, preoccupano carburanti e scorte gas"

“Al momento è presto per stimare l’impatto futuro sulle bollette di quanto sta succedendo” nella regione mediorientale, “dipende da quanto si prolungherà il conflitto. I prezzi delle materie prime sono sempre più finanziarizzati, legati a mercati con forti oscillazioni. Sicuramente preoccupano, per quanto riguarda l’Italia, i rialzi del prezzo del gas, che è legato a quello dell’elettricità, e infatti entrambi sono in forte aumento. Di gas attualmente ne abbiamo in abbondanza, ma nelle prossime settimane andranno ricostituite le scorte per il prossimo inverno”.

“Preoccupa inoltre, e molto, l’impatto sul prezzo dei carburanti, dovuto all’aumento delle quotazioni del petrolio, che sono schizzate fortemente negli scorsi giorni, siamo passati da circa 58 a circa 83 dollari al barile. I primi effetti li stiamo vedendo già oggi ed è probabile continueranno nelle prossime settimane”. Così, sentito da LaPresse, Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia. 

Inflazione, Assoutenti: "Più rialzi alimentari, e con la crisi dell'Iran potrebbe peggiorare"

A febbraio si accentua la crescita dei prezzi al dettaglio nel comparto alimentare, con i listini che salgono al +2,6% su base annua. Lo afferma Assoutenti, dopo i dati sull’inflazione diffusi oggi dall’Istat. “A fronte di una inflazione media del +1,6%, i prezzi di alimentari e bevande analcoliche aumentano del +2,6% rispetto allo stesso periodo del 2025, e del +0,3% sul mese precedente, con un aggravio di spesa da +241 euro annui per una famiglia con due figli – spiega il presidente Gabriele Melluso – Un andamento che desta forte preoccupazione soprattutto il vista delle prossime festività di Pasqua, quando aumenteranno sensibilmente i consumi alimentari degli italiani”.

“Una situazione che potrebbe addirittura peggiorare nei prossimi giorni: la crisi del Medio Oriente rischia di avere ripercussioni fortissime sui prezzi al dettaglio, come conseguenza dei maggiori costi di trasporto delle merci e dell’impennata delle quotazioni delle materie prime. Per questo invitiamo il governo alla massima vigilanza sui prezzi alimentari e ad intervenire con le misure opportune per evitare che i carrelli della spesa siano sempre più vuoti e le tasche delle famiglie sempre più leggere” – conclude Melluso. 

Von der Leyen sentirà oggi Zelensky, atteso tema energia
Ucraina

“Per quanto riguarda gli sviluppi sull’oleodotto Druzhba, continuiamo i nostri contatti con gli ucraini. Collaboriamo con tutti gli Stati membri interessati, in particolare Slovacchia e Ungheria. Lavoriamo a stretto contatto con loro. La nostra priorità rimane la sicurezza dell’approvvigionamento dei nostri Stati membri, ma per quanto riguarda il funzionamento dell’oleodotto, non ho aggiornamenti da fornire”. Lo afferma la prima portavoce della Commissione europea, Paula Pinho, nel briefing quotidiano con la stampa.

“Posso anche informarvi che questo pomeriggio la Presidente von der Leyen avrà una chiamata con il Presidente Zelensky, come fa così spesso. Naturalmente, parleranno di questioni relative alla sicurezza energetica. Quindi questo potrebbe anche emergere nel colloquio, ovviamente”, riferisce. Quanto alla lettera critica di Viktor Orban, la portavoce ha precisato di non aver ancora ricevuto questa lettera ma che sarà letta, studiata e che riceverà risposta. 

Urso: "Preoccupano conseguenze su costi energia, confronto con imprese"
Ex Ilva Urso

“Il governo sta valutando l’impatto che può avere il nuovo conflitto che dall’Iran viene propagato anche nei Paesi vicini. Ovviamente siamo preoccupati delle conseguenze che si possono avere sul costo dell’energia. A prescindere dall’approvvigionamenti energetico, che credo sia garantito avendo depositi di stoccaggio e altri canali. Per quanto ci riguarda il problema è il prezzo e i tempi del conflitto avranno conseguenze sul sistema energetico e produttivo”. Lo ha detto il ministro per le Imprese e il Made in Italy Adolfo Urso in una conferenza stampa in occasione della terza edizione del Forum di cooperazione industriale Italia-Francia.

“Credo che sarà necessario a breve un confronto tra il governo e il sistema produttivo – ha sottolineato Urso – per realizzare le misure he possono meglio supportare il nostro sistema produttivo in questa fase così difficile che si è determinata per questo conflitto alle porte della nostra Europa”.Questo, ha poi sottolineato Urso, in sede nazionale ci deve spingere “verso l’autonomia” ed “è per questo che è stata avviata la strada della energia nucleare di nuova generazione”. “L’Europa – ha quindi aggiunto Urso – deve comprendere che deve ridurre la propria dipendenza nella prospettiva a medio-lungo termine”. 

Adoc: "Dati allarmanti, preoccupa effetto escalation in Medio Oriente"

“I dati Istat diffusi oggi confermano un quadro allarmante per il potere d’acquisto dei consumatori in Italia: a febbraio l’inflazione accelera allo 0,8% su base mensile e all’1,6% su base annua. A preoccupare è soprattutto la risalita dei prezzi del ‘carrello della spesa’ che sale al 2,2% dall’1,9% e l’impennata dei costi nel settore dei trasporti +3% e degli alimentari non lavorati +3,6%”.

“Questi numeri, uniti all’escalation dei conflitti in Medio Oriente, preannunciano una tempesta perfetta: i rialzi dei prezzi di petrolio e gas si stanno già manifestando alle pompe di benzina e scateneranno inevitabilmente un’ondata di rincari a catena sulle bollette energetiche e su tutti i beni di prima necessità e del carrello della spesa”. Così l’Adoc in una nota.”In questo scenario critico, abbiamo espresso, in un’audizione sul dl bollette alla X Commissione della Camera, profonda insoddisfazione per il dl bollette, ritenendo le misure previste dal Governo parziali, socialmente inique e che non tutelano adeguatamente le famiglie a reddito medio-basso e i lavoratori poveri.

La natura temporanea delle misure non affronta le cause strutturali dell’alto costo dell’energia né la dipendenza energetica dall’estero, aggravata dalle attuali tensioni geopolitiche. Chiediamo una riduzione stabile dell’IVA ai minimi UE, il trasferimento degli oneri di sistema dalla bolletta alla fiscalità generale per rispettare il principio di capacità contributiva e l’estensione del Bonus energia a una platea più vasta, includendo le famiglie con ISEE fino a 20.000 euro per evitare ingiuste fratture sociali”, sottolinea l’associazione.

“Inoltre, riteniamo il ‘contributo volontario’ per i redditi fino a 25.000 euro una misura di facciata priva di obblighi per i venditori e quindi incerta nell’erogazione. Proponiamo, invece, incentivi mirati all’efficienza energetica per i meno abbienti, l’inclusione del teleriscaldamento nei bonus e il superamento dei vincoli tecnici che frenano lo sviluppo delle Comunità Energetiche Rinnovabili. Infine, sollecitiamo una ridefinizione della categoria di “cliente vulnerabile” che si basi sulla reale povertà energetica e sul rapporto tra reddito e costi sostenuti, piuttosto che sul semplice criterio anagrafico, al fine di garantire una protezione equa e sostenibile contro una crisi ormai cronica”, termina la nota dell’Adoc. 

Faib-Fegica-Figisc: "Immotivati rincari fino a 6 cent/litro"

Questa volta sarà bene che il Ministro Urso, Mister Prezzi e la Guardia di Finanza si facciano aiutare da google maps a non sbagliare indirizzo e, finalmente, si convincano che non troveranno gli speculatori internazionali sulle pompe, tra i benzinai, ma nelle sedi dei petrolieri.E’ il primo commento delle Organizzazioni di categoria dei Gestori -Faib, Fegica e Figisc- al maxi rincaro dei prezzi dei carburanti che tutte le major petrolifere hanno comunicato ai Gestori nottetempo, imponendo loro di applicare immediatamente il nuovo listino alla pompa.

L’aumento fino a 6 cent/lt -prosegue la nota congiunta- appare al momento ingiusto e per niente giustificato, se non da una mera “previsione” che “ipotizza” prossimi aumenti sui mercati internazionali.In altre parole i consumatori italiani debbono subire un salasso solo perché gli “analisti” dei petrolieri nostrani stanno consultando la “sfera di cristallo”.

Petrolieri che pure, come dovrebbe essere a tutti noto, debbono garantire al Paese che li ospita -e, quindi, hanno da parte- una riserva di almeno 30 giorni di prodotto stoccato, proprio in caso di emergenze come queste.Ministro, Mister Prezzi e GdF, perciò, sono chiamati ad intervenire immediatamente ed esercitare ciascuno le sue proprie responsabilità perché non si inneschi una spirale che rischia di coinvolgere rapidamente, oltreché i carburanti e tutti i prodotti essenziali che vengono distribuiti su gomma, anche gas e elettricità.

Forse, in questa occasione, sarà più difficile avere l’impudenza di additare gli incolpevoli benzinai.Ma anche scaricare tutta la “colpa” in modo generico sulla “guerra” -conclude il comunicato sindacale- potrà essere pure comodo, ma è del tutto falso, comportando pure una palese connivenza con quanti già speculano e speculeranno ai danni della collettività e dei cittadini di questo Paese.

Pirondini (M5S): "Gas alle stelle, la guerra la pagano gli italiani"

“La guerra di Trump e Netanyahu contro l’Iran, che Meloni sta di fatto assecondando, la pagano gli italiani sulla propria pelle. Mentre Meloni è ancora alle prese con il suo ministro della difesa che è andato in ferie sotto le bombe, il prezzo del gas anche stamattina registra balzi record e si calcolano già stangate fino a quasi 600 euro a famiglia per le bollette di luce e gas: una mazzata terrificante per le tasche dei cittadini”.

“Con una pressione fiscale che ha sfondato il 43% e i rincari di benzina e beni di consumo ormai fuori controllo, la vita quotidiana è diventata un lusso per pochi. Il Governo è complice di un disastro economico figlio di scelte belliciste altrui, assecondate sacrificando l’interesse nazionale. Davanti a questo collasso, il decreto bollette si conferma per quello che già era fin dall’inizio: un’elemosina inutile e ridicola. Cosa intende fare questo Governo per evitare il crac totale? Questa è la loro guerra, ma il conto è solo nostro”. Così il capogruppo M5S al Senato Luca Pirondini. 

Tajani: "Al lavoro per sostegno a imprese su energia"

“Stiamo valutando anche con il ministro Pichetto, e con la presidente del Consiglio che è costantemente informata sull’evoluzione della situazione, anche per capire le conseguenze energetiche, se si possono avviare dei provvedimenti per le imprese che si occupano di commercio con l’estero”. Lo ha affermato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a margine dell’Arctic Forum Circle a Roma.

“Ho parlato già con Simest, Ice e Sace per valutare gli aiuti che si possono dare. Poi ovviamente ci sarà una decisione complessiva del governo, ma siamo già operativi anche sull’aspetto economico per cercare di favorire e sostenere le imprese che esportano nell’area del Golfo”, ha aggiunto. 

In Germania i prezzi di benzina e gasolio da riscaldamento continuano a salire

La guerra in Iran sta facendo aumentare ulteriormente i prezzi del carburante e del gasolio da riscaldamento in Germania. La tendenza al rialzo degli ultimi giorni è proseguita anche questa mattina, secondo i dati dell’Adac (Automobile Club Tedesco) e di Heizoel24 (Gasolio da Riscaldamento 24).

Un portavoce dell’Adac ha affermato che si prevede che i prezzi di benzina e gasolio aumenteranno di qualche centesimo nel corso della giornata rispetto a lunedì. I prezzi del carburante erano già aumentati notevolmente a partire da ieri. Il prezzo medio nazionale della Super E10 è di 1,839 euro al litro, 6,1 centesimi in più rispetto a venerdì, il giorno prima dell’escalation in Medioriente. Si tratta del prezzo più alto da maggio 2024.

Spread: differenziale Btp-Bund sale a 68 punti base

Lo spread tra Btp e Bund tedesco si allarga in scia alle tensioni in Medioriente e sale a 68 punti base, con il rendimento del decennale italiano sul mercato secondario in netto rialzo al 3,47% e quello del Bund al 2,79%. Ieri il differenziale Btp-Bund aveva chiuso a 65 punti base. 

Borsa: crollano listini europei, Francoforte -3% e Madrid -3,3%

Non si arresta il netto calo per tutti i principali listini europei, in scia all’escalation militare in corso in Medioriente. In aggiunta a Milano, che cede attualmente il 3,2%, Francoforte cede il 3%, Parigi lascia sul terreno il 2,15%, Londra segna -2,02%. Amsterdam perde il 2,1%, mentre Madrid segna -3,3%. Male anche Zurigo a -2,13%. 

Codacons: "Rincari a cascata per il prezzo dei carburanti"

“Rincari a cascata per i prezzi dei carburanti su tutta la rete italiana”. Lo denuncia il Codacons, che ha elaborato i dati regionali forniti stamattina dal Mimit. “Il rialzo delle quotazioni del petrolio si sta trasferendo immediatamente sui listini alla pompa di benzina e gasolio, che registrano aumenti generalizzati – spiega l’associazione – Analizzando i prezzi medi regionali, oggi in Italia in modalità self il gasolio costa in media 1,760 euro al litro, 3,7 centesimi in più rispetto al 27 febbraio, prima dell’attacco all’Iran”.

“La benzina costa invece 1,698 euro/litro, 2,6 centesimi in più rispetto alla settimana scorsa, ma in ben 9 regioni italiane (Basilicata, Calabria, Liguria, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia, Valle d’Aosta, Trentino Alto Adige) il prezzo medio della verde al self ha già superato la soglia di 1,7 euro al litro”, sottolinea il Codacons.

“A Bolzano il prezzo medio del gasolio, sempre in modalità self service, ha già superato quota 1,8 euro/litro, attestandosi oggi a 1,820 euro, mentre sulla rete autostradale il diesel al self costa 1,845 euro/litro, 1,787 euro la benzina”, aggiunge l’associazione. “Aumenti che, ricorda il Codacons, si stanno registrando nonostante i carburanti venduti oggi sulla rete siano stati realizzati col petrolio acquistato mesi fa a prezzi decisamente più bassi. Rincari che rischiano di avere pesanti ripercussioni sulle tasche degli italiani, aggravando la spesa per i rifornimenti e portando ad incrementi generalizzati dei listini al dettaglio per tutta la merce che viaggia su gomma”. 

Gme, prezzo medio elettricità in rialzo a 106,67 euro al megawattora

Nella settimana da lunedì 23 febbraio a domenica primo marzo il GME ha registrato un prezzo medio dell’energia elettrica (PUN Index GME) pari a 106,67 euro/MWh, in rialzo rispetto ai 104,82 euro al megawattora della settimana precedente, mentre i volumi di energia elettrica scambiati direttamente nella borsa del GME sono risultati pari a 4,7 milioni di MWh, con la liquidità all’83,4%. I prezzi medi si sono attestati tra 106,00 euro/MWh della Sardegna e 111,97 euro/MWh della Sicilia.

Borsa: Milano aumenta perdite, Ftse Mib -3,3%

Non si arresta il calo della Borsa di Milano in scia all’escalation militare in Medio Oriente. Il Ftse Mib cede attualmente il 3,3% a 44.751,11 punti, con i titoli di Unipol (-5,75%), Fincantieri (-4,83%), Stm (-4,72%) e Prysmian (-4,67%) a segnare i maggiori ribassi. Male anche i bancari, da Mediobanca (-4,73%) a Bper (-4,52%) passando per Mps (-4,39%). In rialzo invece solamente Lottomatica (+5,38%) che oggi ha presentato i suoi risultati finanziari per il 2025, e Leonardo (+0,24%).

Borsa: asiatiche chiudono in netto calo con escalation conflitto, Tokyo -3,06%

Lascia sul terreno il 3,06% l’indice Nikkei alla Borsa di Tokyo, in scia all’escalation militare in Medio Oriente. Forte calo anche per i listini cinesi, con Shanghai che cede l’1,43% e il Component di Shenzhen che perde il 3,07%. Ancora più netto il calo per il Kospi di Seul, che perde il 7,24%, mentre l’Hang Seng di Hong Kong chiude a -1,24%.

Gas: vola il prezzo futures Ttf, +26,4% a 56,2 euro/MWh

L’escalation militare in Medioriente fa compiere un nuovo deciso balzo alle quotazioni dei futures del Gas all’hub di riferimento europeo, il Ttf di Amsterdam. I contratti sono scambiati attualmente a 56,2 euro/MWh, in rialzo del 26,4% rispetto alla chiusura di ieri, circa il doppio del prezzo di venerdì scorso. 

Gas, indice Igi in forte rialzo a 43,82 euro al megawattora

Il valore dell’indice IGI (Italian Gas Index) per il 3 marzo è pari a 43,82 euro al megawattora, in rialzo rispetto al 2 marzo attestatosi a 32,78 euro al megawattora. L’indice, calcolato giornalmente dal Gestore dei Mercati Energetici – GME, fornisce uno strumento di interpretazione e valutazione delle dinamiche osservate sui mercati del Gas in Italia e si propone come un riferimento trasparente e replicabile dagli operatori, per operazioni di hedging e/o per contratti di fornitura. 

Borsa: avvio in forte calo per europee con escalation conflitto, Francoforte -2,15%

Avvio in netto calo per le borse europee in scia all’escalation militare in Medio Oriente. Cede il 2,15% Francoforte, Parigi lascia sul terreno l’1,64%, Londra l’1,33%. Amsterdam perde in avvio l’1,49%, mentre Madrid segna -1,87%. Male anche Zurigo a -1,5%.

Borsa: Milano apre in forte calo, Ftse Mib -1,92%
La sede della Borsa in Piazza Affari a Milano: ancora perdite venerdì dopo la decisione dei dazi del presidente Usa Donald Trump

Apertura in netto calo per la Borsa di Milano in scia all’escalation militare in Medio Oriente. Il Ftse Mib cede l’1,92% dopo i primi scambi, a 45.393,14 punti. In forte calo Prysmian (-4,23%), Generali (-3,64%), A2a (-3,28%) e Unipol (-3,18%). In rialzo invece Lottomatica (+2,93%), Leonardo (+0,86%), Ferrari (+0,71%) e Eni (+0,25%). 

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