Ai, Izzi (Banca Finint): “Polarizzerà servizi finanziari, verso consolidamento”

Ai, Izzi (Banca Finint): “Polarizzerà servizi finanziari, verso consolidamento”

L’intelligenza artificiale, con i rischi di una bolla e l’impatto sui mercati del caso Altruist, ha fatto tremare recentemente il mondo della consulenza e dei servizi finanziari, ma c’è chi invita a guardare ben oltre le reazioni emotive. E’ il messaggio che arriva da Lucio Izzi, Amministratore Delegato del Gruppo Banca Finint, presente al congresso di Assiom Forex a Venezia.

“Con l’intelligenza artificiale siamo di fronte a una nuova rivoluzione industriale di cui non dobbiamo cogliere solo i rischi potenziali. – dice a LaPresse Izzi, al timone del gruppo di Conegliano (Tv), banca d’investimento e d’impresa attiva nella gestione di asset finanziari, nel private banking e nelle cartolarizzazioni.- L’Ai è un fattore, centrale di competizione e ogni cambiamento tecnologico lo è. Ed in questo caso pervasività, dimensione e impatto sono probabilmente più ampi di ogni rivoluzione passata. L’Ai è un fattore che aumenterà la polarizzazione tra quelli che sapranno integrarne all’interno del loro modello di business i vantaggi e quelli che non riusciranno a farlo”.

Izzi nella sua analisi sottolinea: “non vedo null’altro che un ‘ enorme occasione di crescita e sviluppo che deriva da un salto tecnologico evolutivo”. Poi – spiega l’Ad di Gruppo Banca Finint -“i modelli di competizione dei vincitori saranno quelli che avranno saputo meglio cogliere il potenziale della innovazione”. Nella visione di Izzi con la Ai si avrà “una stagione di rinnovato consolidamento con una probabile centralità delle aziende che forniscono servizi cloud basati su data center su larga scala, ma con anche “spazio per l’advisory, soprattutto in un mondo turbolento e incerto come quello attuale, che ieri, ad esempio, ha visto irrompere la notizia della decisione della Corte suprema sui dazi degli Usa di Trump”.

“La capacità di operatori nella consulenza alle imprese ma anche nella consulenza finanziaria per le famiglie troverà una rinnovata spinta- aggiunge l’ad – L’Ai sarà un tratto dominante nel prossimo ciclo competitivo ed evolutivo del sistema. E non può essere ovviamente considerata semplicemente un’innovazione di piattaforma: è molto più pervasiva di così”. Non è quindi solo diventare più veloci, ma è cambiare il modello di business. Per Izzi la stagione di “consolidamento è destinata a continuare, ne abbiamo avuto ampia prova nell’ultimo anno, e ci sarà una fase di assestamento in Italia, ma credo che poi ci sara una nuova accelerazione” . In un contesto in cui gli investimenti per servire grandi mercati cross border sono imponenti – dice l’ad -“la dimensione e la definizione di un nuovo modello di business integrato sarà fondamentale”.

E ci saranno “nicchie in cui potranno agire operatori che sapranno trovare un’integrazione e una coerenza, mentre il resto dei player cesserà di competere. Un processo “partito molto tempo fa e che mostra un’accelerazione continua. E che alla fine farà emergere un certo numero di campioni europei integrati e di operatori di nicchia con caratteristiche di unicità e servizi di business molto specialistici”.

Banca Finint, la merchant bank di Enrico Marchi, fra le principali realtà indipendenti italiane nell’ambito dei servizi finanziari evoluti, sente di avere le carte per superare questa ‘selezione naturale’. “Noi siamo un operatore davvero unico – dice Izzi -perché integriamo cinque business principali dentro una piattaforma di servizio che va dalle famiglie alle financial institutions e che può combinare competenze molto profonde e specialità all’interno di un modello di servizio con cui abbiamo costruito una leadership nel tempo. Quindi sul mercato italiano Banca Finint è unica perché integriamo più business molto sinergici tra loro”. L’impegno di Banca Finint “sull’ecosistema dell’innovazione” mira a “ripensare ognuna delle nostre singole attività alla luce di quello che le innovazioni, le tecnologie e l’intelligenza artificiale ci consentiranno”.

Di fronte ai vertici di Bankitalia che anche dal 32mo Congresso di Assiom Forex hanno messo in guardia dai fattori di squilibrio e destabilizzanti, l’analisi di Izzi è che “qualunque sistema complesso soffre di squilibri che debbono essere in qualche modo contenuti e regolati” come invita a fare la Banca d’Italia “per evitare che sia messo in discussione lo stesso funzionamento del sistema”. Certo – aggiunge il top manager “in un mondo che si muove alla velocità attuale con le piattaforme e i trading algoritmici e il loro impatto sui mercati ad incertezza, turbolenza e volatilità dovremo fare l’abitudine. Perché la velocità di reazione che la tecnologia oggi consente manterrà i livelli di incertezza stabilmente più alti di quelli conosciuti in passato. E’ pertanto una missione difficile riuscire a gestirli efficacemente anche alla luce di impatti in mercati meno regolamentati e che devono ancora trovare un equilibrio come quello delle stable Coin”.

Alla domanda se si possono sviluppare anticorpi all’incertezza Izzi fa notare come “le imprese italiane hanno migliorato sensibilmente la loro capital structure e le posizioni di liquidità e sono quindi in grado di assorbire questi choc in maniera decisamente più efficace del passato”. “Ma questo – dice l’ad di Gruppo Banca Finint- non significa avere un’immunizzazione completa, quindi io credo che l’incertezza aumenterà il livello di polarizzazione. E la partita tra vinti e vincitori diventerà più ‘cruenta’: i vincitori conquisteranno, anche aggressivamente, quote di mercato e quelli che non ce l’hanno fatta semplicemente lasceranno il mercato”.

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