Exploit Compro Oro: in otto mesi +40% delle compravendite, e non solo per necessità

Exploit Compro Oro: in otto mesi +40% delle compravendite, e non solo per necessità

In rialzo le quotazioni dei metalli preziosi. L’oro ha toccato il prezzo record di 150 euro al grammo

E’ exploit di compravendite nei ‘Compro Oro’ con un aumento del 30-40% anche per effetto del rialzo delle quotazioni dei metalli preziosi. L’oro ha superato i 100 euro al grammo e nelle settimane scorse ha toccato il prezzo record di 150 euro al grammo (5.500 dollari l’oncia). E l’argento è andato vicino ai 120 dollari l’oncia.

“Il rialzo eccezionale dei prezzi dell’oro e dell’argento degli ultimi 7-8 mesi ha spinto le compravendita nei ‘Compro Oro’ sino al 40%”, dice a LaPresse Nunzio Ragno, presidente dell’Associazione nazionale tutela il Comparto Oro (A.n.t.i.c.o)., che rappresenta l’attività di tutti i soggetti della filiera orafa, dai produttori ai commercianti, al dettaglio e all’ingrosso, fino all’ investimento. L’ associazione fa parte del Consiglio dell’organismo agenti e mediatori (Oam). Si vendono oggetti di metallo prezioso per bisogno, come sempre accaduto, ma oggi lo si fa “anche se non c’è una stretta necessità economica”, cioè per monetizzare a quotazioni vantaggiose in cui ricavare di più.

E’ boom dai ‘Compro Oro’, al di là dei ribassi di oro e argento dell’ultima settimana – dice Ragno – “come fisiologicamente accade in borsa per queste commodities. Solo che questa volta abbiamo registrato rispetto a situazioni precedenti un calo di 15 euro al grammo, se non di più”. Due giorni fa l’oro è arrivato a 127 euro e attualmente è a 137 al grammo e quindi si sta rialzando rispetto a quella “caduta brusca che ha avuto da 150 a 126 euro al grammo”. E il trend è al rialzo: “prevediamo che fino ai prossimi mesi la soglia toccata una settimana fa di 150 euro al grammo possa essere raggiunta se non superata. L’incertezza geopolitica, il deprezzamento del dollaro, l’effetto dazi, l’avvento delle valute digitali, hanno il loro impatto sui sistemi monetari tradizionali portando a investire di più di in oro”, spiega.

L’attività di commercio di oro usato può essere effettuata o da un ‘Compro Oro’, che deve essere dotato di una licenza, oppure anche da un gioielliere, che alla compravendita di gioielli o di oreficeria o gioielleria nuovi affianca quella di oro usato. E va distinto il credito su pegno dall’ attività del ‘Compro Oro’, basati su un rapporto contrattuale diverso, perché impegnare un oggetto non è una vendita. Le persone dai ‘Compro Oro’ vendono pezzi di famiglia, servizi di posate, vassoi, gioielli ereditati di generazione in generazione, anelli, bracciali.

Il presidente Ragno sottolinea che l’elevatissima e non prevista quotazione raggiunta dall’oro negli ultimi periodi sta inducendo “sia un fenomeno legato a chi vende i gioielli di famiglia ai ‘Compro Oro’, sia un altro legato all’oro da reinvestimento. Se i prezzi salgono o addirittura si impennano come negli ultimi tempi – spiega Ragno – “cresce la propensione sia a vendere, sia a comprare oro puro per investimento come bene rifugio“.

Ciò che emerge è anche il cambiamento sociale: non sono più solo le famiglie o le persone meno abbienti che storicamente hanno già versato quello che dovevano versare per far fronte ai propri debiti a vendere l’oro e l’argento di famiglia, ma molti nella classe media che sono attirati dal valore e dal prezzo raggiunto dal metallo prezioso. Venditori per scelta e non per necessità che col ricavato magari si tolgono uno sfizio: un viaggio, un intervento di chirurgia estetica, solo per fare un esempio. Un dato per tutti: le percentuali medie di ritiro di un ‘Compro Oro’ fino a qualche mese fa erano tra 800 e 1200 grammi al mese, mentre ora sono salite tra i 1000 e 1800 grammi al mese come media nazionale”, conclude il presidente dell’ Associazione nazionale tutela il Comparto Oro (A.n.t.i.c.o). 

© Riproduzione Riservata