Svolta per i mutui nel 2025, con la domanda delle famiglie che torna a crescere. Lo rileva il barometro Crif.
La domanda di mutui da parte delle famiglie italiane nei 12 mesi del 2025 ha mantenuto una tendenza positiva con un dato medio annuale del +12%, come emerge dal Sistema di Informazioni Creditizie Eurisc. A gennaio è stato registrato un picco con una doppia cifra di +26,8%, punto più alto di un periodo di forte espansione tra la seconda parte del 2024 e la prima del 2025, a cui ha poi fatto seguito un progressivo rallentamento della dinamica di crescita.
La richiesta di mutuo rimane per le famiglie italiane il progetto di lungo periodo più rilevante nella propria vita, che quest’anno è stato avvantaggiato da condizioni di offerta favorevoli, in particolare per quanto riguarda i tassi di riferimento da parte della Bce.
Inoltre, è proseguita l’attività delle famiglie verso le operazioni di surroga (+37,3% gennaio-settembre 2025 rispetto a gennaio-settembre 2024), al fine di ridurre gli oneri della rata dei mutui stipulati nel periodo di forti aumenti dei tassi di interesse. Nel 2025 l’importo medio richiesto segna un aumento del +3,4% e un valore complessivo di 153.379 euro. Mentre, a dicembre il valore medio ha registrato tra gli importi più alti dell’anno con un valore di 155.504 euro e un +1% rispetto al 2024, insieme a quello registrato nel mese di giugno (155.107 euro, +4,6%).
“Cosa aspettarci per il 2026? Se da un lato la politica monetaria della Bce ha esaurito la sua spinta espansiva, dall’altro lato il progressivo consolidamento finanziario delle famiglie agirà da contrappeso, alimentando una domanda di mutui che resterà positiva, seppur mantenendo un approccio prudente – spiega Simone Capecchi, executive director di Crif – nel complesso, la qualità del credito rimarrà buona, con indicatori di rischio contenuti. La resilienza del sistema creditizio si conferma dunque un pilastro fondamentale per la tenuta del sistema Paese, capace di bilanciare la ripresa della domanda con una rigorosa gestione dei profili di rischio, garantendo una crescita equilibrata dell’intero comparto finanziario nazionale”.
Anche nel 2025 le fasce di importo che raccolgono maggiore richiesta sono quelle comprese tra 100.000 e 150.000 euro con un 31% del totale e 150.000-300.000 euro con una percentuale del 30,6%, mentre il 17,3% richiede un importo tra i 75.000-100.000 euro, e solo il 5,5% supera i 300.000 euro.
Per quanto riguarda invece le classi di rimborso, al fine di non appesantire il bilancio familiare mensile, quasi la metà della domanda si attesta tra i 25-30 anni (42,4%) e il 6,7% supera i 30 anni di durata. Infine, oltre un richiedente su due ha un’età compresa tra i 25 e i 44 anni, mentre il 21,6% è nel range di età 45-54 anni.

