Confcommercio: “Segnali concreti di miglioramento dell’economia”

Confcommercio: “Segnali concreti di miglioramento dell’economia”

L’analisi afferma che ci sarà un contributo rilevante alla variazione del Pil con una stima di crescita dello 0,5% a gennaio.

Confcommercio vede rosa e parla di “segnali concreti di miglioramento dell’economia“.

“Il quadro congiunturale mostra negli ultimi periodi segnali concreti di miglioramento dell’economia italiana – rileva l’analisi di gennaio messa a punto dall’ufficio studi di Confcommercio e presentata oggi – sostenuti dal rientro dell’inflazione, dal recupero del potere d’acquisto e da una ripresa dei consumi più diffusa rispetto ai mesi precedenti”.

Stima del Pil in crescita a +0,5% a gennaio

Il rafforzamento della domanda interna nel quarto trimestre (+0,5% tendenziale), con particolare enfasi nei mesi di novembre e dicembre (rispettivamente, +0,6% e +1%) – spiega Confcommercio – fornisce “un contributo rilevante alla variazione del Pil, stimato crescere a gennaio 2026 dello 0,5% su dicembre e dell’1,2% nel confronto annuo”.

Prospettive ottimistiche

Le prospettive di crescita per il 2026 sono “moderatamente ottimistiche (+0,9%) e restano fortemente dipendenti dall’evoluzione dei consumi“, in un contesto di progressiva terziarizzazione della spesa legata soprattutto al tempo libero e ai servizi (a dicembre tendenziale +11,1% ricreazione e cultura, +16,4% smartphone e Pc).

Risveglio dei consumi

“Il risveglio dei consumi durante il Black friday, il Natale e l’avvio dei saldi – osserva il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli – è certamente un segnale positivo che conferma il recupero della fiducia. Per rendere la crescita più robusta è necessario continuare a ridurre le tasse su famiglie e imprese, semplificare la burocrazia e creare migliori condizioni per la partecipazione di giovani e donne al mercato del lavoro”.

Da ottobre e novembre si osserva infatti un cambiamento significativo nel clima di fiducia. Secondo Confcommercio “per le imprese, in crescita mese su mese da settembre per quattro mesi consecutivi, circa +3% rispetto a luglio; per le famiglie +1,7% a dicembre su novembre”. Quindi, “diminuisce la sfiducia delle famiglie e aumenta la propensione al consumo. Le intenzioni di spesa risultano in crescita rispetto sia al 2024 sia alla prima parte del 2025”.

L’inflazione non è più un freno

“L’inflazione, al netto degli elementi temporanei – continua Confcommercio – ha cessato di rappresentare un freno strutturale per famiglie e imprese (0,7% tendenziale la nostra stima di gennaio rispetto a 1,2% di dicembre). Il reddito disponibile reale torna a crescere e supera i livelli pre-pandemici (+4,6% primi 3 trimestri 2025/2019), mentre i consumi reali recuperano più lentamente (+1,2% 2025/2019) ma mostrano una chiara inversione di tendenza nella parte finale del 2025″.

Prezzi del cibo saliti del 30% in 7 anni

In Italia – rileva ancora Confcommercio – i prezzi degli alimentari e delle bevande alcoliche sono cresciuti del 30,1% da gennaio 2019 a dicembre 2025. L’aumento è stato del 28,5% per la Francia, mentre è stato superiore per la Germania a +41,9% e per la Spagna a +40,5%.

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