Bankitalia sui conti pubblici parla di deficit in calo nel 2025. L’analisi è contenuta nel primo bollettino del 2026 messo a punto dalla Banca d’Italia, in base alle informazioni più recenti dove si toccano diversi argomenti, incluse le dinamiche internazionali.
In rapporto al Pil l’indebitamento netto si sarebbe ridotto e il debito pubblico sarebbe invece cresciuto. La legge di Bilancio approvata lo scorso dicembre lascia invariato il disavanzo nel 2026 rispetto alla legislazione previgente, e lo aumenta di 0,3 punti percentuali di Pil in media all’anno nel biennio successivo.
Prosegue la crescita globale ma resta l’incertezza
“Nel terzo trimestre del 2025 l’economia statunitense ha continuato a crescere in misura marcata – rileva la Banca d’Italia – come nella prima metà dell’anno, gli investimenti in tecnologie legate all’intelligenza artificiale hanno fornito un significativo contributo, alimentando al contempo il commercio internazionale. Il vigore degli scambi globali ha sospinto l’attività economica in Cina, in un contesto di debolezza della domanda interna. L’Ocse prefigura per il 2026 un lieve indebolimento della crescita mondiale, sulla quale pesano i rischi al ribasso connessi con le tensioni commerciali e geopolitiche e con possibili correzioni sui mercati finanziari nel settore tecnologico“.
Credito, dinamica positiva per famiglie e imprese
“In autunno il costo della raccolta bancaria e i tassi sui prestiti si sono mantenuti sostanzialmente invariati. I finanziamenti alle famiglie e alle imprese hanno accelerato – spiega la Banca d’Italia – tra i settori di attività economica, si è rafforzata l’espansione del credito alle aziende dei servizi ed è tornata positiva la dinamica dei prestiti nelle costruzioni; si è attenuata la flessione nella manifattura”. Secondo la rilevazione condotta presso gli intermediari italiani “tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre nell’ambito dell’indagine sul credito bancario nell’area dell’euro, nel terzo trimestre sono rimasti immutati sia i criteri di offerta sia le condizioni applicate sui prestiti alle imprese”.
Occupazione torna ad aumentare
“Il numero di occupati in Italia è tornato a salire nei mesi autunnali – rileva la Banca d’Italia – il tasso di disoccupazione si è ulteriormente ridotto; quello di partecipazione al mercato del lavoro è diminuito tra i giovani. Nel settore privato non agricolo le retribuzioni hanno continuato a espandersi in misura contenuta, leggermente al di sopra dell’inflazione”.

