Lodo Mondadori, Cedu respinge il ricorso di Berlusconi e Fininvest

Lodo Mondadori, Cedu respinge il ricorso di Berlusconi e Fininvest
La sede di Mondadori a Segrate (Foto LaPresse/Piero Cruciatti)

Legale Fininvest: “Decisione deludente, Berlusconi è vittima”

La Corte europea per i diritti dell’uomo ha bocciato i punti principali del ricorso intentato nel 2014 da Silvio Berlusconi e Fininvest sulla vicenda giudiziaria relativa al Lodo Mondadori. La Grande Camera della Cedu ha stabilito che non vi è stata “nessuna violazione” del “diritto a un giusto processo” e del “diritto di accesso a un tribunale”. Inoltre non c’è stata nessuna lesione del diritto alla “protezione della proprietà privata” in merito al risarcimento alla Cir. La Cedu invece ha dato ragione a Fininvest in merito al fatto che la Corte di Cassazione non avesse “motivato adeguatamente” la condanna al pagamento delle spese processuali. La Corte ha anche stabilito a maggioranza (6 voti a 1), che non vi era stata violazione della presunzione di innocenza nei confronti di Silvio Berlusconi. 

Legale Fininvest: “Decisione Cedu deludente, Berlusconi vittima”

“Prendiamo atto della deludente decisione della Cedu, che non ha minimamente colto la forza e la fondatezza dei punti fondamentali dei nostri ricorsi. Restiamo profondamente convinti di tutte le nostre valutazioni, a partire dal fatto che Silvio Berlusconi in Italia è stato vittima di una grave ed evidentissima violazione del fondamentale principio della presunzione d’innocenza, in quanto le sentenze italiane che in sede civile hanno deciso il risarcimento alla Cir hanno affermato fosse colpevole, mentre in sede penale era stato prosciolto già in udienza preliminare”. È la posizione espressa dall’avvocato Andrea Saccucci, legale di Fininvest. “Non è un caso – aggiunge – che la decisione della Corte sul punto non sia stata unanime e che un giudice del collegio abbia espresso un’opinione dissenziente. Quanto alla Fininvest, restiamo convinti, in base alle regole consolidate della legge italiana, che le pretese di Cir al risarcimento non fossero in alcuna misura ammissibili”. 

Lodo Mondadori: che cos’è e cosa è successo

Il ‘Lodo Mondadori’ è un episodio della cosiddetta ‘guerra di Segrate‘, uno scontro giudiziario-finanziario tra Silvio Berlusconi e Carlo De Benedetti, per il possesso della casa editrice Arnoldo Mondadori Editore. Ne è nata una lunga vicenda giudiziaria, riguardante anche il presunto pagamento di tangenti per ottenere un lodo favorevole alla parte di Berlusconi; il processo che è scaturito dalla vicenda ha infatti visto tra gli imputati lo stesso Berlusconi e i suoi più stretti collaboratori, tra cui Cesare Previti.

L’azione legale civile non riguarda direttamente la corruzione e le tangenti, bensì il danno economico derivante dal fatto che il lodo è stato da esse viziato. Il 3 ottobre 2009 viene emessa la sentenza di primo grado: la Fininvest di Berlusconi deve risarcire 749.995.611,93 euro alla Cir di De Benedetti per “danno patrimoniale da perdita di opportunità di un giudizio imparziale”.

Il 9 luglio 2011 la Corte d’Appello di Milano emette la sentenza relativa al processo d’appello. I giudici confermano la condanna, espressa in primo grado, al risarcimento da parte di Fininvest dei danni economici per mancata possibilità subiti dalla Cir in seguito alla sentenza della Corte d’Appello di Roma e al seguente lodo arbitrale. La cifra stabilita per il risarcimento ammonta a 540 milioni di euro da pagare in data della sentenza di primo grado, più gli interessi scaturiti da tale data per un totale di 560 milioni.

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