Italia-Brasile, ambasciatore Renato Mosca: “Nel 2026 continua il focus sull’agroalimentare”

Italia-Brasile, ambasciatore Renato Mosca: “Nel 2026 continua il focus sull’agroalimentare”

Negli scambi tra Italia e Brasile continuerà nel 2026 il focus sull’agroalimentare. Così l’ambasciatore del Brasile in Italia Renato Mosca in un’intervista a ‘Relazioni internazionali di Tribuna politica ed economica’. “Anche nel 2026 – dice – manterremo il focus su iniziative che rafforzino il commercio bilaterale nel settore agroalimentare”. Lo stock di investimenti italiani in Brasile – viene spiegato – supera i 20 miliardi di dollari, con una forte presenza in settori come energia, telecomunicazioni, industria manifatturiera, automotive e attività finanziarie.

“Il settore agroalimentare continuerà a essere una priorità per l’Ambasciata anche nel 2026 – afferma MoscaBrasile e Italia condividono una forte complementarità in questo campo, riflessa nel peso significativo dei prodotti agroalimentari nella lista delle esportazioni brasiliane verso il mercato italiano, come caffè, cellulosa, soia, carne bovina e cuoio. Questa dinamica evidenzia sia l’efficienza dell’agroindustria brasiliana sia l’integrazione naturale tra la nostra produzione e l’industria agroalimentare italiana”.

“L’eccellenza italiana in diversi segmenti, come quello del caffè – continua l’ambasciatore Mosca – ha radici dirette nelle coltivazioni brasiliane, rafforzando il carattere strategico di questa partnership. La nostra sfida è progredire ulteriormente, diversificando l’offerta e ampliando la presenza di prodotti a maggior valore aggiunto, innovativi e trasformati, in linea con il profilo del consumatore italiano. Nel 2026 manterremo il focus su iniziative che rafforzino il commercio bilaterale di prodotti agroalimentari, in crescita da due anni, ampliando le opportunità di business e valorizzando il contributo del Brasile al settore agroalimentare italiano“.

A proposito dell’ultima Conferenza mondiale delle Nazioni Unite, ospitata dal Brasile a fine novembre, l’ambasciatore Mosca afferma che “la Cop30, tenutasi a Belem, ha ribadito che la transizione globale verso un futuro pulito e sostenibile dipende da una cooperazione efficace, di ambizione climatica e dall’attuazione rigorosa degli accordi multilaterali. Svoltasi in Amazzonia, la Conferenza ha evidenziato l’importanza delle foreste tropicali per l’equilibrio climatico e messo in luce il ruolo del Brasile come promotore di soluzioni che coniugano tutela ambientale e sviluppo”. In generale, “la Cop30 ha sottolineato l’urgenza di trasformare gli impegni in azioni concrete, misurabili e trasparenti. I Paesi partecipanti hanno riconosciuto che un futuro sostenibile dipenderà dalla tutela della biodiversità, dall’inclusione socio-economica e dall’accelerazione del processo globale di decarbonizzazione”. In questa cornice – prosegue Mosca – ”il Brasile ha riaffermato il proprio impegno per la neutralità climatica, per la protezione dell’Amazzonia e per il rafforzamento di una governance internazionale più giusta, solidale ed efficace”.

“Non soltanto in Brasile, che dispone di una matrice energetica altamente rinnovabile, che crea una base solida per iniziative in energia pulita e per lo sviluppo di nuove catene di valore – rileva l’ambasciatore Mosca – questo vantaggio rende il Paese un partner particolarmente attraente per la cooperazione tecnologica, i progetti congiunti e l’insediamento di industrie orientate alla produzione sostenibile. Settori come l’idrogeno verde, i biocarburanti, l’etanolo di seconda generazione e il biodiesel offrono un grande potenziale di espansione. Ma anche per l’Italia, che è l’unico Paese europeo membro dell’Alleanza globale per i biocarburanti, aprendo spazio a partnership strategiche e investimenti volti ad aumentare la produzione di combustibili sostenibili. La convergenza tra la necessità globale di decarbonizzazione e i vantaggi competitivi brasiliani crea un ambiente favorevole non solo agli investimenti esteri, ma anche al rafforzamento della cooperazione bilaterale in energia pulita e innovazione”.

Negli ultimi mesi, “i dazi statunitensi e l’aumento del protezionismo globale hanno rafforzato l’importanza di accordi commerciali ampi e prevedibili. In questo scenario, l’accordo di partenariato Mercosur-Unione europea diventa ancora più strategico per entrambi i blocchi. Nel riaffermare l’apertura economica, l’integrazione produttiva e l’impegno verso regole multilaterali stabili, l’accordo offre una risposta concreta all’unilateralismo”. L’accordo – spiega l’ambasciatore – “approfondisce anche legami storici e crea la più grande area di libero scambio mai negoziata dall’Ue, comprendendo oltre 700 milioni di persone e economie che sommano circa 22 trilioni di dollari. Rappresenta non solo l’espansione del commercio, ma anche maggiore sicurezza giuridica, fiducia reciproca e rafforzamento politico della partnership”.

“La dimensione degli investimenti è ugualmente centrale – aggiunge Mosca – l’Ue già rappresenta oltre il 60% dello stock di investimenti esteri in Brasile, e più di mille aziende italiane operano nel Paese. L’accordo faciliterà le filiere essenziali, stimolerà la transizione verde e digitale e amplierà le opportunità sia per le esportazioni europee sia per il settore produttivo sudamericano. Si tratta quindi di una tappa fondamentale, in grado di consolidare la partnership e rafforzare il ruolo di entrambi i blocchi nell’economia internazionale”.

Il Brasile – continua l’ambasciatore – “si è distinto negli ultimi anni come uno dei principali poli di attrazione a livello globale per gli investimenti esteri diretti (Ide). Nel 2025 i dati preliminari indicano un ingresso di circa 74,3 miliardi di dollari tra gennaio e ottobre, superando l’intero volume del 2024 e raggiungendo il livello più alto dal 2014, con la prospettiva di un nuovo record annuale di investimenti diretti nel Paese”. Attualmente “oltre mille aziende italiane operano sul territorio brasiliano, impiegando circa 150mila lavoratori diretti. Si registra anche una crescente presenza di imprese di medie dimensioni, a conferma di un contesto favorevole agli investimenti di lungo periodo in Brasile e dell’espansione concreta delle opportunità di cooperazione economica tra i nostri Paesi. Con il 90% della sua matrice elettrica proveniente da fonti rinnovabili e un’ampia disponibilità di professionisti qualificati nel settore delle tecnologie dell’informazione, il Brasile si sta affermando come potenziale hub globale per le infrastrutture dei dati e lo sviluppo dell’intelligenza artificiale. In questo scenario, una nuova opportunità emergente riguarda gli investimenti nei data center”.

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