Il governo riscrive la Manovra. Cambierebbero le cifre, quindi non più a saldi invariati. Sono pronte infatti modifiche per 3,5 miliardi di euro. Ed è in arrivo un nuovo pacchetto di misure dedicate alle imprese. Non solo, sembra che questa mini-rivoluzione del testo della Legge di Bilancio 2026 porti anche allo slittamento dei fondi per il Ponte sullo Stretto di Messina. Il quadro sarebbe stato delineato – come riferiscono diverse fonti di maggioranza e opposizione – dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti che oggi ha preso parte a una riunione dell’ufficio di presidenza della commissione Bilancio a Palazzo Madama dove l’esame del provvedimento sta per essere concluso.
Le nuove misure
Oltre alle misure su Transizione 5.0 e Zes, citate dallo stesso ministro all’uscita della riunione, ci sarebbero anche misure riguardanti il caro-materiali, la previdenza complementare e una riprogrammazione delle risorse per il Ponte sullo Stretto di Messina.
“Si tratta di modifiche che erano da gestire all’interno del ministero dell’Economia e si è scelto di calarle all’interno della sessione di Bilancio – spiega il relatore di FdI Guido Liris – essendo il provvedimento molto importante, si dà la possibilità al Parlamento di essere protagonista gestendo una Manovra più complessa con degli aiuti che danno valore qualitativo e quantitativo”. Per quanto riguarda il Ponte sullo Stretto di Messina “ci sarà una riprogrammazione delle risorse” dal 2025 al 2026; “visto che per un anno la programmazione sul Ponte non ha avuto motivo”.
Il provvedimento cambierebbe i saldi della Manovra approvata dal Consiglio dei ministri.
Insorge l’opposizione: “Vogliamo tempo per discutere”
Non passa molto che insorge l’opposizione e chiede, “dopo questo ulteriore stravolgimento”, tutto il tempo per analizzare e discutere le modifiche alla Manovra. In commissione Bilancio è stato stabilito che i gruppi potranno presentare subemendamenti al nuovo pacchetto entro il 16 dicembre alle 21.00. Il punto, sostanziale oltre che formale, è che però il nuovo testo annunciato da Giorgetti non è ancora stato depositato. “Cambiano il segno alla Manovra – afferma la senatrice di Iv Raffaella Paita – vogliamo tutto il tempo per discutere. Dobbiamo capire bene cosa sta accadendo. Questo pacchetto di 3,5 miliardi è un cambio radicale di impostazione e quindi noi abbiamo preteso tutto il tempo per potere analizzare”. Secondo il capogruppo del Pd in commissione Bilancio a Palazzo Madama Daniele Manca “siamo di fronte al fallimento della Manovra approvata dal Consiglio dei ministri; se ci aggiungiamo dividendi, affitti brevi e oggi il tema delle imprese è evidente che quella è una Manovra che è un ricordo del passato. Le modifiche, seppure rattoppate e all’ultimo momento, confermano questo fallimento e la stanno riscrivendo. Ora serve il tempo adeguato al Parlamento per prendere visione di queste modifiche e approfondire le coperture”.

