Potrebbero esserci problemi di ”credito all’economia” con ”l’aumento della pressione fiscale”. E’ il pensiero della Bce espresso in un parere sulla tassazione delle istituzioni finanziarie – come quello sulle riserve auree della Banca d’Italia – richiesto dal ministero dell’Economia e delle finanze italiano in merito ad alcune ”disposizioni” della Manovra 2026.
Rischio per il credito
“Sebbene gli enti creditizi soggetti alla normativa italiana presentino ancora una buona solidità finanziaria e una prima valutazione dell’impatto del disegno di legge suggerisca che la situazione non cambierebbe dopo la sua adozione – avverte la Banca centrale europea rispetto alla Legge di Bilancio 2026 e alla tassazione delle istituzioni finanziarie – il previsto aumento della pressione fiscale potrebbe pregiudicare l’erogazione del credito all’economia”.
Danni per la fiducia degli investitori
”Nonostante spetti agli Stati membri progettare i propri regimi fiscali e distribuire l’onere fiscale – osserva ancora la Bce – introdurre in modo ricorrente disposizioni ad hoc in materia fiscale aumenta ingiustificatamente l’incertezza politica riguardante il quadro fiscale, danneggiando la fiducia degli investitori e incidendo potenzialmente anche sul costo del finanziamento degli enti creditizi”. Inoltre ”la percezione di un quadro fiscale incerto può dar luogo a un ampio contenzioso, creando problemi di incertezza giuridica”.

