Ue, via libera a dazio da 3 euro sui piccoli pacchi da Paesi terzi

Ue, via libera a dazio da 3 euro sui piccoli pacchi da Paesi terzi
Smistamento di pacchi in un centro logistico in Cina (foto Ap/Zhai Yujia)

Il Codacons stima che dalla misura concordata dal Consiglio Ue deriverà una stangata da 13,8 miliardi di euro annui per i consumatori

Via libera da parte del Consiglio Ue a una misura temporanea che introduce un dazio doganale fisso di 3 euro sui piccoli pacchi che entrano nell’Ue da Paesi terzi, principalmente tramite commercio elettronico, a partire dal 1° luglio 2026 e fino all’entrata in vigore nel 2028 della riforma doganale – attualmente in fase di negoziazione legislativa – che dovrebbe porre fine al regime di esenzione dai dazi per le merci di valore inferiore a 150 euro nei flussi e-commerce con assoggettamento a tasse di tutti i pacchi. La misura è volta soprattutto ad arginare la grande quantità di prodotti a basso costo e scarsa qualità che entrano nel mercato unico, soprattutto dalla Cina, grazie all’esenzione prevista attualmente dalla normativa.

Codacons: “Stangata da 13,8 miliardi annui sui consumatori”

Il Codacons stima che dalla misura deriverà per i consumatori europei “una stangata da 13,8 miliardi di euro all’anno“. Nel 2024, analizza l’associazione, “sono entrati in Europa 4,6 miliardi di pacchi provenienti da Paesi extra-Ue, di cui il 91% dalla Cina. Qualsiasi tassazione su tali spedizioni sarà scaricata sugli acquirenti finali, che dovranno quindi sostenere costi più elevati per i propri ordini online. Nell’ipotesi di una tassa da 3 euro sui pacchi sotto i 150 euro di valore, i consumatori europei andrebbero incontro ad una maggiore spesa da complessivi 13,8 miliardi di euro all’anno, considerato l’attuale volume delle spedizioni verso i Paesi Ue”. La misura però, prosegue il Codacons, “sembra creare un corto circuito con quanto previsto da una proposta alla manovra di bilancio del nostro governo, e che prevede già una tassa da 2 euro per tutte le micro-spedizioni sotto i 150 euro da applicarsi non solo ai pacchi extra-Ue diretti in Italia, ma anche a quelli che partono dall’Unione Europea e dallo stesso territorio italiano. A pagare le spese di tali balzelli saranno ancora una volta i consumatori, ingiustamente penalizzati quando decidono di fare acquisti di piccolo valore sul web“.

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