Secondo le stime preliminari, nel mese di novembre 2025 l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, registra una variazione del -0,2% su base mensile e del +1,2% su base annua (come nel mese precedente). A comunicarlo è l’Istat con una nota. Rallentano i prezzi degli alimentari non lavorati (+1,4% da +1,9%), quelli degli energetici regolamentati (-3,3% da -0,5%) e quelli di alcune tipologie di servizi, in particolare i trasporti (+0,8% da +2,0%); l’accelerazione dei prezzi degli alimentari lavorati (+2,7% da +2,5%) si associa all’attenuata flessione di quelli degli energetici non regolamentati (-4,4% da -4,9%) e dei beni durevoli (-0,1%, da -0,8%). Si riduce il tasso di crescita su base annua dei prezzi del “carrello della spesa” (+1,9% da +2,1%), mentre l’inflazione di fondo si attesta al +1,8% (da +1,9%).
Pil in rialzo
Nel terzo trimestre del 2025, il Pil è aumentato dello 0,1% rispetto al trimestre precedente. Il prodotto interno lordo cresce invece dello 0,6% nei confronti del terzo trimestre del 2024. Lo rende noto l’Istat, che stamattina ha diffuso i conti economici trimestrali. I dati confermano a 0,5% la crescita acquisita per il 2025. Dal lato dell’offerta, aumenta il valore aggiunto dell’agricoltura (+0,8%) e dei servizi, mentre diminuisce quello dell’industria (-0,3%). Per quanto concerne la domanda, cresce la spesa per gli investimenti fissi lordi (+0,6%) e quella per i consumi finali (+0,1%).
Unione Consumatori: “Magra consolazione, il Paese è fermo”
“Una magra consolazione“. Così Massimiliano Dona, presidente dell’Unione nazionale consumatori, in merito ai dati trimestrali diffusi oggi dall’Istat. “Il Paese resta fermo – ha aggiunto Dona – Anche la spesa delle famiglie residenti resta al palo, salendo di un asfittico 0,1%. La manovra è da cambiare radicalmente, dato che con le modifiche dell’Irpef destina l’85,2% delle risorse al 40% più ricco della popolazione”.

