Manovra 2026, Ue promuove il Dpb dell’Italia

Manovra 2026, Ue promuove il Dpb dell’Italia

Il ministro dell’Economia Giorgetti: “Conferma che siamo sulla buona strada”

Il Dpb, documento programmatico di bilancio, dell’Italia è stato promosso dalla Commissione europea. E’ quanto emerge dal pacchetto autunnale del Semestre europeo presentato oggi dalla Commissione europea. Bruxelles ha valutato la conformità di tutti gli Stati membri al quadro di bilancio dell’Ue e ha fornito orientamenti per garantire che la loro politica fiscale nel 2026 sia allineata alle pertinenti raccomandazioni del Consiglio: quelle che approvano i piani a medio termine degli Stati membri o, per gli Stati membri sottoposti a procedura per i disavanzi eccessivi (PDE) le raccomandazioni volte a porre fine alla PDE. La valutazione della Commissione si concentra sulla crescita della spesa netta, l’unico indicatore operativo nel quadro riformato di governance economica. 

Giorgetti: “Promozione Dpb in Ue conferma che siamo sulla buona strada”

“L’approvazione di Bruxelles ci conferma che siamo sulla buona strada, percorsa con responsabilità e serietà. Sul debito il tracciato è già definito, al netto degli effetti negativi di cassa del Superbonus edilizio. Per la crescita, che non ci soddisfa, noi faremo la nostra parte ma serve un quadro internazionale che tenga conto dei profondi cambiamenti a livello globale”, ha commentato il ministro dell’Economia e finanze Giancarlo Giorgetti.

Ue: “Oltre all’Italia promossi Dpb di altri 18 Stati, Olanda a rischio”

Dall’analisi dei pareri della Commissione sui documenti programmatici di bilancio per il 2026 di 17 Stati membri dell’area dell’euro, 12 Dpb sono stati giudicati conformi e i rispettivi Paesi sono pertanto invitati a continuare ad attuare le politiche di bilancio nel 2026 come previsto: Cipro, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lettonia, Lussemburgo, Portogallo, Slovacchia.

Tre Dpb sono stati giudicati a rischio di non conformità e gli Stati membri sono pertanto invitati ad adottare le misure necessarie nell’ambito della propria procedura di bilancio nazionale per garantire che la politica di bilancio nel 2026 sia in linea con la raccomandazione del Consiglio. Si tratta di Croazia, Lituania e Slovenia.

Due Dpb sono stati giudicati a rischio di non conformità sostanziale e i Paesi sono pertanto invitati ad adottare le misure necessarie nell’ambito della propria procedura di bilancio nazionale per garantire che la politica di bilancio nel 2026 sia in linea con la raccomandazione del Consiglio: Malta e Paesi Bassi.

La Commissione ha inoltre valutato gli sviluppi e le prospettive di bilancio negli altri Stati membri. Sette sono stati valutati conformi: Austria, Belgio, Repubblica Ceca, Danimarca, Svezia, Polonia e Romania. Tre sono stati valutati a rischio di non conformità: Bulgaria, Ungheria e Spagna. Per i 16 Stati per i quali il Consiglio ha attivato la clausola di salvaguardia nazionale, la valutazione tiene conto della flessibilità per gli aumenti della spesa per la difesa.

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