Euro digitale, da Bce ok a fase di sviluppo: quando potrebbe arrivare

Euro digitale, da Bce ok a fase di sviluppo: quando potrebbe arrivare
Photo by: Boris Roessler/picture-alliance/dpa/AP Images

La Banca Centrale Europea va avanti col progetto sul mezzo di pagamento digitale pubblico

Il Consiglio direttivo della Banca centrale europea ha deciso di passare alla fase successiva del progetto dell’Euro digitale. Questa decisione fa seguito al completamento con successo della fase preparatoria, avviata dall’Eurosistema nel novembre 2023, che ha gettato le basi per l’emissione di una moneta unica digitale. E’ quanto si legge in un comunicato della Bce.

Euro digitale, quando la prima possibile emissione

La decisione finale del Consiglio direttivo sull’opportunità di emettere un Euro digitale e sulla data di emissione sarà presa solo dopo l’adozione della normativa. Nell’ipotesi che i colegislatori europei adottino il regolamento sull’istituzione dell’Euro digitale nel corso del 2026, un esercizio pilota e le prime operazioni potrebbero aver luogo a partire dalla metà del 2027. L’intero Eurosistema dovrebbe quindi essere pronto per una potenziale prima emissione dell’Euro digitale nel corso del 2029. 

 “La decisione del Consiglio direttivo è in linea con la richiesta dei leader europei di accelerare i progressi sul fronte dell’ Euro digitale, come recentemente affermato in occasione del vertice sull’Euro dell’ottobre 2025 – si legge nella nota della Banca Centrale Europea – L’Euro digitale preserverà la libertà di scelta e la privacy dei cittadini europei e tutelerà la sovranità monetaria e la sicurezza economica dell’Europa. Promuoverà l’innovazione nei pagamenti e contribuirà a rendere i pagamenti europei competitivi, resilienti e inclusivi”. L’Eurosistema attuerà i preparativi “in modo flessibile, in linea con le richieste dei leader dell’area dell’Euro affinché l’Eurosistema sia pronto per una potenziale emissione dell’Euro digitale il prima possibile, pur riconoscendo che il processo legislativo non è ancora stato completato”.

Euro digitale, cos’è e come funziona

Con l’evolversi delle abitudini di pagamento e il calo dei pagamenti in contanti rispetto alle transazioni digitali, viene fatto notare,” è diventata sempre più urgente la necessità di un mezzo di pagamento digitale pubblico, complementare al contante. L’ Euro digitale integrerà il contante e apporterà i suoi vantaggi – semplicità, riservatezza, affidabilità, disponibilità in tutta l’area dell’Euro – ai pagamenti digitali. Oltre al regolamento sull’istituzione dell’ Euro digitale, la BCE sostiene anche la proposta della Commissione europea di rafforzare il diritto di pagare in contanti”

“Ipotesi limite 3mila euro”

Per l’euro digitale l’ipotesi è quella di fissare un massimo di tremila euro che ogni persona potrà detenere nel proprio portafoglio digitale. Le analisi finora condotte dalla Bce “hanno confermato che l’utilizzo dell’euro digitale per i pagamenti quotidiani non comprometterebbe la stabilità finanziaria e che, dati i diversi limiti ipotetici di detenzione fino a 3.000 euro per persona che i colegislatori hanno chiesto di testare, l’impatto dell’ euro digitale non comprometterebbe la stabilità finanziaria all’interno dell’area dell’euro, nemmeno in uno scenario di crisi altamente improbabile ed estremamente conservativo”. E’ quanti si legge nella documentazione diffusa oggi. 

Cipollone (Bce): “Garantirà il vantaggio dei contanti”

“Non si tratta solo di un progetto tecnico, ma di uno sforzo collettivo per garantire il futuro del sistema monetario europeo”. Così Piero Cipollone, membro del Comitato esecutivo della BCE e presidente della task force di alto livello sull’Euro digitale. “L’Euro digitale garantirà ai cittadini i vantaggi del contante anche nell’era digitale. In questo modo rafforzerà la resilienza del panorama dei pagamenti in Europa, ridurrà i costi per i commercianti e creerà una piattaforma che consentirà alle imprese private di innovare, crescere e competere”. 

Euro digitale, i costi del progetto

Il costo finale dell’Euro digitale, sia per lo sviluppo che per il funzionamento, dipenderà dalla sua configurazione definitiva, compresi i componenti e i servizi correlati che dovranno essere sviluppati. Sulla base del lavoro svolto nella fase preparatoria, i costi totali di sviluppo, comprensivi dei componenti sviluppati sia esternamente che internamente, sono stimati in circa 1,3 miliardi di Euro fino alla prima emissione, attualmente prevista nel corso del 2029. I costi operativi annuali successivi sono stimati in circa 320 milioni di Euro. I costi di sviluppo esterni fino alla prima emissione sono stimati a circa 265 milioni di Euro all’anno a partire dal 2029. L’Eurosistema sosterrebbe tali costi, come già fa per la produzione e l’ emissione delle banconote in Euro, che, come l’Euro digitale, sono un bene pubblico. Come nel caso delle banconote, si prevede che tali costi saranno compensati dal signoraggio generato, anche se le disponibilità in Euro digitale fossero modeste rispetto alle banconote in circolazione”. E’ quanto si legge in una nota della Bce.

Lagarde: “Al lavoro per adattare la moneta”

L’Euro, la nostra moneta comune, è un segno affidabile dell’unità europea”, ha dichiarato la presidente della BCE Christine Lagarde in una nota commentando il passaggio alla fase successiva del processo per l’adozione dell’Euro digitale. “Stiamo lavorando per rendere la sua forma più tangibile, il contante in Euro, adeguata alle esigenze future, riprogettando e modernizzando le nostre banconote e preparandoci all’emissione di contante digitale”. 

Nel 2027 il progetto pilota

Nella nuova fase verso l’Euro digitale l’Eurosistema si concentrerà su tre principali linee di lavoro: sviluppo tecnico, coinvolgimento del mercato e supporto al processo legislativo. E’ quanto spiega Bankitalia. In questa fase, l’Eurosistema implementerà le necessarie soluzioni tecniche, in vista di una possibile decisione di emissione, mantenendo al tempo stesso la flessibilità necessaria per restare allineata al processo legislativo e alle decisioni che verranno adottate. L’obiettivo della Bce è essere pronti per una possibile emissione dell’Euro digitale nel corso del 2029. In questo modo, chiunque nell’area dell’Euro potrà utilizzare un mezzo di pagamento pubblico, complementare al contante, affidabile e universalmente accettato per i pagamenti quotidiani – sia online sia offline. Il progetto pilota, che testerà su scala ridotta le prime transazioni, potrebbe iniziare già a partire dalla metà del 2027. Sarà anche rafforzata la stretta collaborazione con i prestatori di servizi di pagamento (PSP), e i rappresentanti dei commercianti e dei consumatori per avvicinarsi progressivamente alla prima emissione in modo consapevole e condiviso. Verrà, infine, mantenuto un dialogo costante con i co-legislatori e le istituzioni dell’UE sul progetto, continuando a fornire contributi tecnici durante tutto il processo legislativo. In ogni caso, l’eventuale decisione di emettere l’Euro digitale sarà presa dal Consiglio direttivo della Bce solo dopo l’approvazione della necessaria cornice legislativa. 

Consumatori: “Sia pubblico e gratuito”

Bene l’Euro digitale, ma sia totalmente pubblico e gratuito”. Lo afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Bisogna che, come il contante, sia un bene pubblico interamente gratuito, sia per gli esercenti che per i consumatori. Il sistema ibrido pubblico-privato che si sta delineando, invece, avrebbe dei costi che poi sarebbero inevitabilmente traslati sui consumatori finali, sui prezzi finali di beni e servizi che acquistano”, conclude Dona. 

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