Manovra, Assolombarda chiede più coraggio al governo

Manovra, Assolombarda chiede più coraggio al governo

Il presidente Biffi: “Spostare tutte le risorse possibili per generare investimenti su una partita chiave per la competitività e per la crescita”. Oggi l’assemblea generale dell’associazione dal titolo ‘ReThinking Industry’ al Teatro Dal Verme a Milano.

Assolombarda chiede al governo di avere più coraggio sulla Manovra.

Spostare tutte le risorse

“Sul tema della legge di Bilancio serve più coraggio: il momento è adesso – dice il presidente di Assolombarda, Alvise Biffi, intervenendo all’assemblea generale dell’associazione dal titolo ‘ReThinking Industry’ al Teatro Dal Verme a Milano – ci aspettiamo di più da parte del governo sul fronte innovazione: è fondamentale spostare tutte le risorse possibili per generare investimenti su una partita chiave per la competitività e per la crescita. Per restituire un paragone concreto, nel 2024 il governo tedesco ha dedicato fondi alla ricerca e sviluppo per 44,9 miliardi di euro, noi appena 13,5. Questo vuol dire una spesa per abitante più che doppia, in Germania pari a 538 euro mentre in Italia di 229 euro. Dobbiamo cominciare a colmare questo gap”.

E’ insufficiente per le imprese

“È chiaramente una Manovra che non mette sufficienti investimenti per far correre le imprese – osserva Biffi – si guarda sempre al breve, non si guarda mai a lungo”. Dalla Manovra servono “risorse a leva che abilitino gli investimenti privati. Perché la parte clou degli investimenti sta in capo a noi e ai fondi privati. Oggi, se guardate il tendenziale, ha fatto crescere il nostro Paese, soprattutto grazie a che cosa? Al Pnrr che è debito. A tendere noi abbiamo strumenti migliori del debito, penso a venture capital e private equity. Se guardiamo ai francesi, 15 anni fa eravamo allineati sugli investimenti in venture capital e private equity, oggi loro investono 26 miliardi, noi 2″.

“Questa leva è fondamentale perché dove investono i fondi di private equity? Dove ci sono le migliori performance di crescita e produttività – continua ancora Biffi – diventa una leva moltiplicativa che attrae risorse dall’estero e ci crea quel circolo virtuoso per investire, ci fa uscire dal cane che si morde la coda dove abbiamo bassa produttività perché non investiamo e non investiamo perché abbiamo bassa produttività”.

E qui – aggiunge – “siccome partiamo dal basso, con la produttività della stragrande maggioranza delle nostre imprese, possiamo fare il delta di performance migliore, quindi siamo particolarmente attrattivi; dobbiamo avere l’innesco. Lo vedo nella Manovra in arrivo? Sinceramente no”.

L’opportunità offerta dall’AI

“L’intelligenza artificiale – rileva Biffi – rappresenta un’opportunità per far crescere la produttività. Già oggi, l’intelligenza artificiale generativa si sta affermando come uno dei fattori tecnologici più trasformativi per il mondo industriale, aprendo nuove prospettive per l’organizzazione della conoscenza, l’ottimizzazione dei processi e la valorizzazione del capitale umano. Se si guarda al mercato italiano l’intelligenza artificiale ha registrato una crescita significativa: nel 2024 ha raggiunto quota 1,2 miliardi di euro, mercato trainato prevalentemente dalle soluzioni di intelligenza artificiale generativa, che da sole rappresentano il 43% degli investimenti. Ancora una volta, però, l’adozione riguarda soprattutto le grandi imprese, perché per quanto riguarda le medie imprese solo il 15% ha già avviato progetti in questa direzione. Una percentuale che scende al 7% se allarghiamo lo sguardo alle piccole imprese”.

Serve un Piano nazionale per il lavoro

“Serve qualcosa di più ambizioso e stabile, non un aiuto una tantum, ma una struttura permanente per sostenere le imprese nell’investimento in formazione, in ricerca, nel lifelong learning – rileva Biffi – dunque, il richiamo per la politica è: non basta una misura estemporanea, serve un Piano nazionale strategico delle competenze, con crediti d’imposta robusti, con impegni pluriennali, in modo che le imprese possano contare su un sostegno prevedibile e duraturo come sistema Paese. Perché l’intelligenza umana e l’intelligenza artificiale sono compagne di viaggio. Ogni innovazione, infatti, prima di essere una tecnologia, è stata un’idea di una persona. Se si vuole un Paese capace di guidare il futuro, bisogna prendere coscienza che il capitale più prezioso sono e sempre saranno le persone. Ma bisogna avere la possibilità di investirci. Per questo motivo va ulteriormente potenziata l’alleanza integrata in cui scuole, università, centri di ricerca, Its e imprese collaborino per sviluppare le competenze digitali – tecniche e trasversali – necessarie a supportare la crescita. Assolombarda, a livello territoriale, ci sta lavorando da anni. Solo così si supererà l’impasse del mismatch tra domanda e offerta, un problema che riguarda il 47,2% dei candidati che ricercano le imprese lombarde e che risultano introvabili, in particolare figure specializzate e professioni emergenti, necessarie per supportare la trasformazione digitale e l’adozione efficace e responsabile dell’intelligenza artificiale“.

Al via ‘ReThinking Industry’, l’ecosistema dell’innovazione

Assolombarda firma un accordo dedicato all’innovazione, insieme con l’Istituto italiano per l’intelligenza artificiale per l’industria, Italian AI factory for leading innovation AI e il Politecnico di Milano. Si chiama ‘ReThinking Industry’ ed è un’iniziativa resa possibile – viene spiegato – “grazie alla collaborazione delle istituzioni del nostro territorio, Regione Lombardia e il Comune di Milano, e alla partnership di sistema con Unione industriali Torino”.

Con ‘ReThinking Industry’ – spiega Biffi – si vuole trasformare “una piramide, quella dell’innovazione, che oggi è in parte costruita, ma disgiunta e frammentata, in un organismo unico e operante: connessioni solide in basso, infrastrutture potenti, piattaforme aperte, applicazioni Ai di valore. Perché è solo da questa sovrapposizione armonica che emergerà il pieno potenziale della nostra industria”.

“Il cuore di ‘ReThinking Industry’ è la nascita di ‘ForgIA’, il primo di 42 progetti promosso da Assolombarda nell’ambito del mio mandato – conclude Biffi – si tratta di un ecosistema aperto, ma tutelato, basato sul principio della sovranità del dato, che permette di creare una dinamica nella quale imprese concorrenti collaborano tra loro in alcune aree strategiche, continuando a competere in altre. In sostanza, le imprese cooperano per sviluppare tecnologie, standard comuni, infrastrutture o mercati, mentre continuano a competere su prodotti, servizi o quote di mercato. Dovete immaginare che questo ecosistema faccia parte di una vera e propria piramide dell’innovazione, fatta non di pietre, ma di dati, infrastrutture e applicazioni intelligenti. Oggi, i dati sono un patrimonio dal quale dipende la competitività del nostro sistema produttivo e sono molto di più di una risorsa: sono il motore dell’innovazione e della sostenibilità nel lungo periodo. E allora le parole d’ordine che devono guidare la nostra azione sono ‘condivisione’ e ‘aggregazione’ dei dati: per anticipare i cambiamenti, per ottimizzare i processi e per rispondere con agilità alle crisi. Con ForgIA, quindi, si vuole costruire un ecosistema di dati condivisi dalle filiere e dai distretti industriali, messi a disposizione per forgiare soluzioni di Intelligenza Artificiale. La sua nascita consente di organizzare, valorizzare e rendere accessibili i dati industriali, con l’obiettivo di aumentare la produttività del sistema manifatturiero e favorire la trasformazione digitale delle imprese”.

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