Ue, ecco il piano a difesa dell’acciaio: cosa prevede su import e dazi

Ue, ecco il piano a difesa dell’acciaio: cosa prevede su import e dazi
Una fabbrica di acciaio in funzione in Germania (foto AP/Matthias Bein)

Von der Leyen: “Settore siderurgico forte e decarbonizzato è vitale, agire ora”

Arriva il piano Ue per la difesa dell’industria europea dell’acciaio. La Commissione europea ha presentato oggi, martedì, una proposta per proteggere il settore siderurgico dell’Ue dagli impatti sleali della sovraccapacità globale, definendola un “passo fondamentale per garantire la sostenibilità a lungo termine di un settore strategicamente cruciale”, messo in difficoltà anche dai dazi imposti dal presidente Usa, Donald Trump.

Cosa prevede il piano Ue per l’acciaio

Nel rispetto degli impegni stabiliti nel Piano d’azione dell’Ue per l’acciaio e i metalli, la proposta mantiene il principio del libero scambio e rafforza l’impegno con i partner globali per affrontare la sovraccapacità, attraverso:

  • la limitazione dei volumi di importazione esenti da dazi a 18,3 milioni di tonnellate all’anno (una riduzione del 47% rispetto ai contingenti siderurgici del 2024)
  • il raddoppio del livello dei dazi fuori quota al 50% (rispetto al 25% precedente)
  • il rafforzamento della tracciabilità dei mercati dell’acciaio introducendo un obbligo di fusione e colata per impedirne l’elusione.

La proposta sostituirà la misura di salvaguardia per l’acciaio che scadrà entro giugno 2026 e risponde all’appello dei lavoratori dell’UE, dell’industria, di diversi Stati membri, dei membri del Parlamento europeo e delle parti interessate a offrire una protezione forte e permanente all’industria siderurgica dell’Ue, al fine di salvaguardare i posti di lavoro nell’Ue e sostenere il settore nei suoi sforzi di decarbonizzazione, si legge in una nota della Commissione.

“Soluzioni collettive per affrontare la sovraccapacità globale”

La sovraccapacità siderurgica, viene riferito dall’Esecutivo europeo, è un problema globale che richiede un’azione forte, autentica e congiunta da parte di tutti i partner. La Commissione continuerà a guidare i lavori internazionali per trovare soluzioni collettive per affrontare efficacemente le cause profonde della sovraccapacità globale, anche nel quadro del Forum globale sull’eccesso di capacità produttiva di acciaio. Con la misura proposta, la Commissione invita i paesi che condividono gli stessi principi a collaborare per proteggere le proprie economie dalla sovraccapacità globale proteggendo, al contempo, le catene di approvvigionamento e aumentando l’accesso reciproco al mercato.

Ora la procedura legislativa ordinaria

In considerazione della stretta e unica integrazione nel mercato interno dell’UE nell’ambito dell’accordo SEE, le esportazioni da Norvegia, Islanda e Liechtenstein non saranno soggette a contingenti tariffari o dazi. Separatamente, anche gli interessi di un paese candidato che si trova ad affrontare una situazione di sicurezza eccezionale e immediata, come l’Ucraina, dovrebbero essere presi in considerazione al momento di decidere l’assegnazione delle quote, senza pregiudicare l’efficacia della misura. La proposta della Commissione sarà ora soggetta alla procedura legislativa ordinaria, pertanto spetterà al Parlamento europeo e al Consiglio concordare il regolamento finale. La decisione del Consiglio che autorizza l’avvio dei negoziati con i partner commerciali richiederà la maggioranza qualificata del Consiglio per essere adottata. Una volta adottata dal Consiglio e dal Parlamento, la misura sostituirà la salvaguardia dell’Ue sull’acciaio, quando scadrà nel giugno 2026.

Von der Leyen: “Acciaio forte e decarbonizzato è vitale, agire ora”

“Un settore siderurgico forte e decarbonizzato è vitale per la competitività, la sicurezza economica e l’autonomia strategica dell’Unione Europea. La sovraccapacità globale sta danneggiando la nostra industria. Dobbiamo agire ora: esorto il Consiglio e il Parlamento a procedere rapidamente”, ha commentato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen.

Séjourné: “Per difendere acciaio meno import e dazi al 50%”

“Per salvare le nostre acciaierie e i nostri posti di lavoro in Europa: dimezziamo la quota di acciaio importato dall’estero, raddoppiamo i dazi doganali (dal 25% al 50%). Questa è la nuova clausola di salvaguardia sull’acciaio”, ha scritto su X il vicepresidente esecutivo della Commissione Europea, Stéphane Séjourné. “Questa è la reindustrializzazione dell’Europa”, ha aggiunto.

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