La vendemmia 2025 in Italia inizia oggi, giovedì 31 luglio, in anticipo rispetto a quanto previsto a causa del caldo. Le avversità climatiche non fermano il vino italiano con la produzione che, secondo le previsioni, dovrebbe aggirarsi quest’anno intorno ai 45 milioni di ettolitri, con una qualità tra il buono e l’ottimo. Sono le stime diffuse dalla Coldiretti in occasione dell’avvio della vendemmia in Italia con la raccolta dei primi grappoli di Pinot nero per lo spumante nell’azienda agricola Massimo Cassarà presso Contrada San Giorgio a Salemi, in provincia di Trapani. Se il bilancio finale si farà tradizionalmente a San Martino, le impressioni iniziali sono di un’annata che porterà uva in qualità e quantità, anche se saranno le evoluzioni climatiche delle prossime settimane a confermare o meno le previsioni.
Uve maturate in anticipo per il caldo
Un avvio in anticipo rispetto alla media degli ultimi anni, legato ancora una volta alle alte temperatura che hanno accelerato la maturazione delle uve. Siccità e maltempo hanno condizionato in alcuni territori le rese – spiega Coldiretti – ma senza pregiudicare la qualità, così come i problemi legati a malattie come peronospora e oidio sono risultati inferiori rispetto alle preoccupazioni iniziali, oltre agli attacchi degli insetti alieni. Fenomeni che hanno pesato comunque sui costi di produzione, dall’acqua alle strategie di protezione delle uve.
Partite con le uve da spumanti Pinot e Chardonnay – precisa la Coldiretti – le operazioni di raccolta si estenderanno ad agosto con gli altri bianchi e proseguiranno a settembre e ottobre con la Glera per il Prosecco e con le grandi uve rosse autoctone Sangiovese, Montepulciano, Nebbiolo, per concludersi addirittura a novembre con le uve di Aglianico e Nerello.
Ma l’inizio della vendemmia cade anche in un momento delicato per il settore, con i dazi Usa che vanno a colpire il principale mercato di riferimento in valore per le cantine tricolori, mentre proseguono i tentativi di ingiustificata demonizzazione di un prodotto che rientra a pieno titolo nella Dieta Mediterranea e i cui benefici legati a un consumo consapevole sono stati ampiamenti provati.
Secondo l’analisi Coldiretti il fatturato del vino italiano ammonta a oltre 14 miliardi di euro, con 241mila imprese viticole che gestiscono una superficie di 675mila ettari. Veneto, Sicilia e Puglia sono le regioni con la maggiore superficie vitata. Un settore importante anche dal punto di vista occupazionale con 1,3 milioni di persone impegnate direttamente nei campi, nelle cantine e nella distribuzione commerciale, ma anche nelle attività collegate.
La mappa per regione
- Abruzzo – Si prevede una buona produzione, con una resa di 120/140 quintali ad ettaro, nonostante i danni causati dalla grandine nella provincia di Chieti
- Basilicata – Si prospetta una buona annata, poco sopra le media dell’ultimo quinquennio
- Calabria – Prevale il segno positivo con aumenti di produzione tra il 10% e il 15% in tutte le province, fatta eccezione il Crotonese, dove le gelate potrebbero aver compromesso un quinto del raccolto.
- Campania – Buone previsioni con quantità uguali o superiori allo scorso anno, anche se inizia a preoccupare il fenomeno della siccità che potrebbe incidere sulle rese.
- Emilia Romagna – La regione registra quantità nella media in tutte le province, con pochi problemi causati da clima e attacchi di peronospora.
- Friuli Venezia Giulia – La situazione della vendemmia varia molto da zona a zona, a seconda del tipo di uva e della possibilità di irrigare. In generale, la quantità di uva prevista è nella media, anche se leggermente più bassa nelle aree collinari, soprattutto per Pinot grigio e Tocai friulano.
- Lazio – Le quantità sono stimate in leggera diminuzione
- Liguria – Il raccolto dovrebbe essere in linea con le medie degli ultimi anni.
- Lombardia – Nelle provincele attese sono di un lieve aumento produttivo, ma nel Pavese sono ancora da valutare i problemi legati agli attacchi di peronospora dell’anno scorso e gli effetti che potrebbero avere sulle uve.
- Marche – Qualche timore, legato alla siccità, interessa i vigneti soprattutto tra Pesaro e Ancona, ma le attese sono di un incremento, con rese tra i 120 e i 180 quintali ad ettaro.
- Molise – Previsioni positive per Trebbiano e Montepulciano
- Piemonte – Anche qui previsioni positive soprattutto nelle province di Asti e Alessandria, dove si prevedono ottime rese, oltre che Cuneo. Gli unici timori sono legati agli attacchi del coleottero giapponese Popillia Japonica nel Torinese.
- Puglia – La situazione è decisamente migliore rispetto allo scorso anno con un aumento della produzione stimato in un +20%, con la siccità che al momento non sembra aver creato particolari problemi alle viti.
- Sardegna – La produzione viaggia poco sopra o poco sotto la media a seconda delle province ma la mancanza d’acqua per l’irrigazione sta mettendo a rischio le uve nel Sassarese, soprattutto nella zona della Nurra.
- Sicilia – La siccità pesa anche sui vigneti siciliani con il “raccolto” che resterà sono i 3 milioni di ettolitri, in linea con gli ultimi tre anni.
- Toscana – Vendemmia nella media, non si segnalano particolari problemi e la qualità è attesa come ottima.
- Trentino Alto Adige – Produzione in aumento, con un +5/10% rispetto allo scorso anno.
- Umbria – Si attende una buona produzione, nonostante qualche difficoltà causata dalla peronospora e dal caldo
- Val d’Aosta – Si dovrebbe restare nella norma.
- Veneto – Produzione in linea con quella del 2024.

