Negli ultimi tre mesi del 2024 è proseguita la crescita per il settore delle costruzioni

La fiducia delle imprese italiane registra un nuovo calo a dicembre, più moderato di quello rilevato a novembre ma comunque spia dell’incertezza della fase economica attuale. A dirlo sono i dati dell’indice RTT di Confindustria, che grazie al risultato molto positivo di ottobre indicano per il quarto trimestre un aumento del fatturato, dopo la flessione registrata nel terzo.

Nello specifico, negli ultimi tre mesi del 2024 è proseguita la crescita per il settore delle costruzioni, resta positiva anche la dinamica nei servizi, mentre è in riduzione quella nell’industria. Su quest’ultimo ambito restano alte le preoccupazioni per i costi di produzione nei prossimi mesi, complice il netto aumento dei prezzi dell’energia.

E proprio il tema dell’energia è stato affrontato anche dal numero uno di Viale dell’Astronomia, Emanuele Orsini, intervenuto a Milano all’assemblea della Federazione Gomma Plastica. “Siamo molto penalizzati a livello di prezzi rispetto a Spagna, Francia e Germania, così non è possibile rimanere competitivi”, ha spiegato il leader degli industriali, che si è detto favorevole – al fine di “accelerare il ritorno della produzione da nucleare nel nostro paese” – anche a “riattivare i siti esistenti delle centrali nucleari, impiantando le nuove tecnologie”. In ogni caso “va sdoppiato il costo dell’energia elettrica da quello del gas, e in generale serve bloccare la speculazione”, ha spiegato Orsini, sottolineando come non si possa permettere “di distruggere l’industria italiana perché qualcuno vuole speculare sull’energia”. Su scala continentale, di conseguenza, l’Europa “deve pensare di avere un prezzo europeo dell’energia e una difesa europea”.

Il nostro paese “ha bisogno di una politica industriale da qui a tre anni, con una visione a dieci”, ha poi aggiunto Orsini tornando sull’Italia, che deve “pensare a come salvaguardare le filiere e le imprese che vanno forte”, ma anche capire come “convertire ad altri settori” le imprese con dei problemi, e infine “aggredire quei mercati dove non siamo, come fatto ad esempio sul Mercosur”.

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