E' aumentato di 13,3 miliardi rispetto al mese precedente

A maggio 2023 il debito delle Amministrazioni pubbliche è aumentato di 13,3 miliardi rispetto al mese precedente, risultando pari a 2.918,9 miliardi. E’ quanto si legge nell’analisi ‘Finanza pubblica: fabbisogno e debito’ della Banca d’Italia, che evidenzia come l’aumento sia dovuto al fabbisogno delle Amministrazioni pubbliche, pari a 11,5 miliardi, e all’effetto complessivo degli scarti e dei premi all’emissione e al rimborso, della rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione e della variazione dei tassi di cambio, per 2,1 miliardi. In senso opposto – sottolinea via Nazionale – ha agito la riduzione delle disponibilità liquide del Tesoro (0,3 miliardi a 31,9).

Nel dettaglio, il debito delle amministrazioni centrali è aumentato di 13,6 miliardi, mentre quello delle locali è diminuito di 0,3 miliardi e quello degli Enti di previdenza è rimasto sostanzialmente invariato. La vita media residua del debito è rimasta stabile a 7,8 anni. Inoltre, la quota del debito detenuta dalla Banca d’Italia è lievemente diminuita, arrivando al 23,3 per cento dal 23,5 per cento del mese precedente, mentre ad aprile – ultimo mese per cui questo dato è disponibile – quella detenuta dai non residenti si è collocata al 28,8 (rispetto invece al 28,7 per cento del mese precedente) e quella detenuta dagli altri residenti, cioè principalmente famiglie e imprese non finanziarie, al 14,1 per cento, invariata dunque rispetto al mese precedente.

A maggio 43,3 mld entrate tributarie: +7,1% su 2023

A maggio le entrate tributarie contabilizzate nel bilancio dello Stato sono state pari a 43,3 miliardi, in aumento del 7,1 per cento (2,9 miliardi) rispetto allo stesso mese del 2023. E’ quanto si legge nell’analisi ‘Finanza pubblica: fabbisogno e debito’ della Banca d’Italia, in cui viene sottolineato inoltre che nei primi cinque mesi del 2024 le entrate tributarie sono state pari a 206,8 miliardi, in aumento del 7,1 per cento (13,7 miliardi) rispetto all’anno prima.

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