Bce: “Senza sorprese il taglio dei tassi a giugno è un ‘fatto compiuto’”

Bce: “Senza sorprese il taglio dei tassi a giugno è un ‘fatto compiuto'”
PRODUCTION – 09 April 2024, Hesse, Frankfurt/Main: A stele with the inscription “European Central Bank – Eurosystem” stands in front of the headquarters of the European Central Bank (ECB). Europe’s top monetary watchdogs meet for their regular Governing Council meeting on 11.04.2024. Photo by: Arne Dedert/picture-alliance/dpa/AP Images

Intervista di Luis de Guindos, vicepresidente della Banca centrale europea: “Obiettivo inflazione al 2% nel 2025”

“Siamo stati molto chiari: se le cose si muovono nella stessa direzione delle ultime settimane, allenteremo la nostra politica monetaria restrittiva a giugno. Supponendo che non ci siano sorprese da qui ad allora, come si dice in francese, è un ‘fatto compiuto’“. Lo ha detto il vicepresidente della Banca centrale europea (Bce), Luis de Guindos, durate un’intervista a Le Monde, come riporta la Bce. Cautela su un possibile percorso per il taglio dei tassi di interesse.

“Ciò dipenderà dall’evoluzione dei dati, dalla situazione geopolitica e dal potenziale impatto sui prezzi del petrolio, ad esempio. Dovremo anche monitorare l’andamento dei salari e della produttività. E dovremo tenere conto di quanto sta accadendo negli Stati Uniti, dove l’inflazione è più elevata. Il livello di incertezza rende molto difficile dirlo. Ho già parlato di giugno. Per quanto riguarda ciò che accadrà in seguito, sono propenso ad essere molto cauto”, ha spiegato de Guindos. “La battaglia non è finita, ma abbiamo ottenuto diverse vittorie importanti sulla strada della disinflazione. Siamo passati da un’inflazione complessiva del 10% al 2,4%. Anche l’inflazione di fondo sta scendendo ed è ora sotto il 3%. Tutti gli indicatori si muovono nella giusta direzione. Non ci siamo ancora, ma la fine è in vista. Pensiamo di raggiungere il nostro obiettivo del 2% nel 2025″, ha detto ancora il vicepresidente della Bce.

“Al di là dei rischi geopolitici, la minaccia più grande che rimane è rappresentata dall’inflazione nel settore dei servizi, trainata principalmente dai salari. Anche in questo caso, però, c’è un chiaro rallentamento della dinamica: i salari aumentavano a un tasso superiore al 5% un paio di trimestri fa, ma sono cresciuti a poco più del 4% nell’ultimo trimestre del 2023″, ha aggiunto de Guindos.

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