Sei articoli in nove pagine: è la bozza, ancora provvisoria, del Ddl incentivi visionato da LaPresse e atteso giovedì in Consiglio dei ministri. Nel testo si va dai principi generali dell’azione legislativa alla razionalizzazione dell’offerta di incentivi, passando per la formazione di un codice degli incentivi. Per il riordino degli incentivi alle imprese si considererà la certezza dell’intervento, il suo impatto, il coordinamento delle misure, la loro conoscibilità, la digitalizzazione e la coesione sociale con particolare riferimento al Sud. E’ quanto si legge in una bozza, visionata da LaPresse, del ddl incentivi atteso giovedì in Consiglio dei ministri. In particolare si elencano “il principio della pluriennalità e della certezza dell’orizzonte temporale dell’incentivazione, in coerenza con le valutazioni fatte ex ante sulla base di analisi di contesto e indicatori di riferimento; il principio della misurabilità dell’impatto nell’ambito economico incentivato, sulla base della valutazione, in itinere ed ex post; il principio della programmazione degli interventi incentivanti da parte delle amministrazioni competenti; il principio del coordinamento oggettivo e soggettivo delle misure in modo da raggiungere, a parità di risorse, il massimo effetto incentivante, e da evitare duplicazioni e sovrapposizioni tra soggetti che gestiscono politiche pubbliche di incentivazione; il principio della agevole conoscibilità delle misure fruibili da parte degli imprenditori e degli aspiranti imprenditori; il principio della digitalizzazione e semplicità delle procedure; il principio della più ampia coesione sociale, economica e territoriale per uno sviluppo economico armonico ed equilibrato della Nazione, con particolare riferimento alle politiche di incentivazione della base produttiva del Mezzogiorno”.
Ddl incentivi: nella bozza 6 articoli, da razionalizzazione a codice

Giovedì in Cdm, 24 mesi per la creazione di un sistema organico
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