Intervenuti in collegamento video anche il Primo Ministro, Denys Smihal, e il Ministro delle finanze ucraino, Sergii Marchenk

Una ‘dote’ di 19,8 miliardi di dollari all’Ucraina in aiuti economici. E’ quella che arriva dalle principali economie del G7 in conculsione del vertice in Germania. Risorse messe a disposizione nel 2022 affinché la situazione finanziaria di Kiev non ostacoli la capacità degli ucraini di difendersi dall’invasione della Russia.

E il ministro dell’Economia, Daniele Franco, proprio dal meeting tedesco, spiega che “valuteremo i margini per ulteriori interventi di sostegno all’Ucraina in vista della riunione di fine giugno dei capi di governo del G7”.

Un G7 che ha registrato la partecipazione anche dei Governatori delle banche centrali insieme ai capi del Fondo monetario internazionale (FMI), del Gruppo della Banca mondiale, dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) e Consiglio per la stabilità finanziaria (FSB). Sono intervenuti in collegamento video anche il Primo Ministro, Denys Smihal, e il Ministro delle finanze ucraino, Sergii Marchenko.

“Abbiamo concordato azioni concrete per approfondire la cooperazione economica multilaterale e sottolineato il nostro impegno per la nostra risposta unita alla guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina e al nostro incrollabile sostegno all’Ucraina”, sono le dichiarazioni che dopo l’incontro a Bonn e Königswinter, i ministri delle finanze e i governatori delle banche centrali dei paesi del G7 hanno affidato a un comunicato congiunto.

Al G7 delle Finanze parola d’ordine è stata intervenire contro l’inflazione. Perché “è un rischio per il futuro sviluppo economico. Le banche centrali sono indipendenti, ma hanno anche una “grande responsabilità”. Sono necessarie misure “restrittive, coerenti e rigide” per contrastare inflazione”, ha detto il ministro tedesco delle Finanze Christian Lindner alla conferenza stampa. “L’inflazione deve tornare rapidamente al 2%”, ha aggiunto.

Poi c’è il tema delle politiche di bilancio. “L”inflazione è un argomento molto serio. Coordinati a livello internazionale, dobbiamo lavorare nella stessa direzione. Bisogna trovare l’uscita dalla politica fiscale espansiva”, è la sottolineatura del ministro. Insomma non è tempo di “stimoli” e aumenti dei sussidi, ma di attenzione al deficit.

All’ipotesi di fondi aggiuntivi per il Next Generation Eu la Germania dice “no”, è stata l’assicurazione di Lindner in conferenza stampa. Intanto sui temi di politica monetaria, sempre dal G7 il presidente della Bundesbank, Joachim Nagel sottolineando che “le banche centrali devono intervenire con decisione contro l’inflazione”, annuncia che “il primo aumento dei tassi potrebbe avvenire già a luglio, e altri aumenti potrebbero seguire”.

Altre questioni, che destano preoccupazione per i leader finanziari del G7, hanno toccato il tema della necessità per i paesi di aumentare il controllo e la regolamentazione della criptovaluta e di altre risorse digitali e di razionalizzare le risposte alla pandemia. Anche se non è decollata la proposta Usa di introdurre dazi sul petrolio russo.

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