Inizio d’anno amaro per i circa 1300 lavoratori di AirItaly, compagnia nata dalle ceneri dell’ex Meridiana, finita in liquidazione nel febbraio 2020 dopo il fallito salvataggio da parte dell’Aga Khan e di Qatar Airways.
AirItaly ha inviato 1.322 lettere di licenziamento riconducibili “alla procedura sindacale di licenziamento collettivo per cessazione di attività”, che la compagnia aveva avviato il 23 settembre scorso.
Fu il principe ismaelita Karim Aga Khan, promotore di un progetto di una compagnia aerea di base in Sardegna, con uno dei suoi principali hub in Costa Smeralda, a fondare l’Alisarda negli anni’60, trasformata poi in Meridiana e quindi in AirItaly. Negli anni numerose le ristrutturazioni e le riorganizzazioni.
L’invio delle 1322 lettere di licenziamento “è un atto che il segretario del Trasporto Aereo di Confael, Mario Clemente, definisce “atteso ma incomprensibile e inaccettabile”.
“Nonostante l’Italia abbia ricevuto miliardi di euro dall’Unione Europea per la ripresa del nostro Paese – sottolinea Clemente – 1.322 lavoratori iniziano il nuovo anno con una lettera di licenziamento. Si tratta dei lavoratori AirItaly per i quali Confael Trasporto Aereo chiede che vengano applicate le stesse misure previste per i lavoratori di altre compagnie che sono, di fatto, già chiuse, come purtroppo Alitalia e Norwegian”.
Le istituzioni sarde hanno toni duri nei confronti della proprietà della compagnia. “Oggi, alla preoccupazione per i lavoratori si aggiunge tanta amarezza perché quelle lettere datate 2 gennaio 2022 rappresentano uno schiaffo istituzionale al Governo, alle regioni Sardegna e Lombardia ma soprattutto a 1.322 famiglie”, ha detto l’assessore regionale del Lavoro della Sardegna, Alessandra Zedda, che chiede ai ministri coinvolti “di convocare con la massima urgenza le regioni e i sindacati con l’obiettivo di costruire il futuro dei lavoratori: occorre agire tempestivamente per allontanare lo spettro della Naspi”.
All’attacco ancora i sindacati. “Purtroppo il momento che temevamo e che abbiamo cercato di scongiurare fino alla fine è arrivato, nella totale indifferenza delle istituzioni”. Ad affermarlo Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl Trasporto Aereo che chiedendo “un intervento immediato del Governo per bloccare la procedura e scongiurare così questa vera e propria tragedia sociale che si sta consumando”.
“Più volte in questi mesi – proseguono i sindacati – abbiamo chiesto un intervento decisivo per risolvere la situazione con delle proposte concrete che sono rimaste inascoltate. Con una norma in deroga alla Legge di Bilancio, infatti, si sarebbe potuto estendere la cassa integrazione a tutti i 1400 lavoratori e lavoratrici di AirItaly anche per il prossimo anno, a prescindere dalle decisioni prese dall’azienda”.
Il dito è anche puntato contro la politica. “Siamo esterrefatti – concludono Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl Trasporto Aereo – dalla completa inerzia del Governo e delle istituzioni davanti a questa drammatica situazione. Per altre aziende di altri settori si sono cercate soluzioni che hanno evitato questo dramma sociale. Per il trasporto aereo invece altrettante iniziative per salvaguardare il settore non vengono intraprese, una grave mancanza del Governo che ci sconcerta e che ci induce a pensare ad azioni di lotta che coinvolgano tutto il settore”.
Intanto, la presidente dem della commissione Lavoro della Camera Romina Mura fa sapere di aver parlato con il ministro del Lavoro Andrea Orlando: “il ministero del Lavoro – riferisce – è pronto a mettere in campo le misure che servono, ma devono essere funzionali a un progetto industriale che deve venire dai ministri Giorgetti e Giovannini e dalle Regioni Sardegna e Lombardia. Quindi chiediamo per l’ennesima volta che parlino e si rapportino con il collega Orlando, lo chieda finalmente anche il presidente Solinas in persona. Se si vuole si può ancora fare qualcosa”.

