Pil a +6% nel 2021, +4,7 % nel 2022. Confermato superbonus edilizia per il 2023. Porogati di un mese i termini per i referendum

Il Consiglio dei ministri ha approvato la Nota di aggiornamento al Def. Il Pil tornerà ai livelli pre Covid nel secondo trimestre del 2022, si legge nella bozza. Per il 2021 “la previsione annuale di aumento del PIL sale al 6,0 per cento, dal 4,5 per cento ipotizzato nel DEF in aprile”, scrive il ministro dell’Economia Daniele Franco nell’introduzione alla nota di aggiornamento al Def. “In confronto al quadro tendenziale, il sentiero dell’indebitamento netto programmatico è superiore di oltre un punto percentuale di PIL a partire dal 2022 – aggiunge – Come risultato del relativo impulso fiscale, la crescita del PIL prevista nello scenario programmatico è pari al 4,7 per cento nel 2022, 2,8 per cento nel 2023 e 1,9 per cento nel 2024”.

“La manovra della Legge di bilancio 2022-2024 punterà a conseguire una graduale ma significativa riduzione dell’indebitamento netto dal 9,4 per cento previsto per quest’anno al 3,3 per cento del PIL nel 2024. Rispetto al DEF, l’obiettivo di deficit per il 2022 scende dal 5,9 per cento del PIL al 5,6 per cento e anche i deficit previsti per i due anni successivi sono inferiori a quelli prospettati nel DEF”, scrive ancora il titolare del Tesoro

Saranno venti i decreti collegati alla manovra di bilancio per il prossimo triennio: nell’elenco, in una bozza ancora provvisoria del provvedimento all’esame del Consiglio dei ministri, non c’è il salario minimo. Confermato il Superbonus con il rifinanziamento della misura anche nel 2023. Nei giorni scorsi palazzo Chigi aveva spiegato che il provvedimento, ipotizzato da alcune indiscrezioni ieri al termine della cabina di regia, non era nell’agenda del governo.

Con un decreto poi il Consiglio dei ministri ha prorogato i termini per le richieste di referendum presentate dopo il 15 giugno 2021. I termini previsti per la presentazione delle firme entro il 30 settembre sono differiti di un mese.

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