In arrivo incrementi erogati in quattro tranches, via il vecchio inquadramento professionale del 1973

Un aumento fino a 112 euro in busta paga, diviso in quattro tranches, via il vecchio inquadramento professionale del 1973, sostituito da uno nuovo più adatto ad accogliere il cambiamento.

Dopo lunghe negoziazioni avviate nel novembre 2019, si è sbloccata la vertenza dei metalmeccanici ed è stata raggiunta un’intesa tra Federmeccanica, Assistal, Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm sul nuovo contratto nazionale che ha vigenza gennaio 2021 – giugno 2024. Sono in arrivo aumenti a regime di 112 euro sui minimi al quinto livello, e di 100 euro al terzo. L’aumento verrà pagato in quattro tranches: a giugno del 2021 i primi 25 euro, poi a giugno 2022 altri 25 euro, quindi a giugno 2023 ulteriori 27 euro, e infine a giugno 2024 l’ultima quota di 35 euro.

I sindacati chiedevano incrementi medi per 146 euro sui minimi, istanza ritenuta insostenibile dagli imprenditori tanto che a ottobre si era arrivati alla rottura e alla proclamazione dello sciopero per il 5 novembre. La svolta si è avuta con la presentazione della piattaforma datoriale lo scorso 26 novembre, base dalla quale imprenditorie sindacati sono partiti per arrivare all’accordo.

Nella busta paga, grazie all’intesa, i metalmeccanici troveranno anche un aumento di 12 euro di Ipca, l’indicatore dei prezzi al consumo. Confermati anche 200 euro l’anno di flexible benefit del precedente contratto. Novità anche sul fronte della previdenza complementare: si prevede l’innalzamento del contributo aziendale per il Fondo Cometa dal 2% al 2,2% dal 2022 per gli under 35.

IL nuovo contratto prevede inoltre la riforma dell’inquadramento professionale. Va in soffitta il sistema introdotto nel 1973, sostituito con uno ‘nuovo’, più allineato con i cambiamenti in essere e la transizione verso l’Industria 4.0. Ridefiniti i requisiti di 9 livelli di professionalità che sostituiscono le precedenti 10 categorie, con l’eliminazione della prima categoria come livello di ingresso.

Soddisfazione per l’accordo sia da parte dei sindacati che da Federmeccanica, che parla di “investimento per il futuro. Con il rinnovo di oggi – fanno sapere gli imprenditori – abbiamo riconosciuto un incremento salariale rilevante che però mantiene il giusto equilibrio con le difficoltà economiche del momento. Abbiamo dato un segnale fortissimo non solo per le nostre imprese e per i nostri lavoratori, ma anche verso le istituzioni”.

Di “risultato straordinario” parla Francesca Re David, segretaria della Fiom, mentre per il segretario generale della Fim Roberto Benaglia “è stato un contratto difficilissimo, forse uno dei più difficili degli ultimi decenni, tra pandemia, una crisi economica e sociale a cui si aggiunge oggi anche quella politica”. “In un periodo di emergenza sanitaria, economica e sociale senza precedenti, i metalmeccanici lanciano un segnale forte e di fiducia verso il futuro”, chiosa Rocco Palombella, segretario generale Uilm.

Per Maurizio Landini, segretario della Cgil, si tratta di un “grande risultato per le lavoratrici, i lavoratori e per tutto il Paese” oltre a essere “un investimento sul lavoro di qualità e sul futuro del sistema industriale dell’Italia”. “Domani mattina si riunirà il Comitato centrale della Fiom-Cgil – conclude Re David – e dopo la riunione degli organismi unitari, l’ipotesi di accordo verrà illustrata nelle assemblee nei luoghi di lavoro e, infine, sottoposta al referendum vincolante tra tutte le lavoratrici e i lavoratori”.

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