Il direttore generale dell'Abi: "A livello europeo e italiano i crediti deteriorati sono attesi aumentare"

Sui crediti deteriorati "il tema non è se ma quanto cresceranno, le misure attuali sono in grado di attenuare l'impatto, ma occorre la massima attenzione". E se la creazione di una bad bank europea potrebbe avere tempi eccessivamente lunghi la soluzione potrebbe essere un 'network' di bad bank nazionali. Giovanni Sabatini, Direttore generale dell'Abi, scatta con LaPresse una fotografia della situazione e assicura: "L'impegno delle banche è massimo, gli strumenti di sostegno a famiglie e imprese stanno funzionando".

La settimana scorsa il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, ha lanciato un allarme per il sistema bancario che potrebbero vedere crescere i crediti deteriorati. E' così?

A fronte di una crisi che non ha precedenti, e ha determinato una caduta del Pil italiano stimata nell'ordine del 9% e del Pil dell'area Euro in qualche modo analoga, è chiaro che a livello europeo e italiano i crediti deteriorati sono attesi aumentare, il tema non è se cresceranno, ma quanto cresceranno.

Secondo lei c'è un allarme rosso all'orizzonte?

Le misure attuali sono in grado di attenuare l'impatto, ma occorre la massima attenzione per non abbassare la guardia che significa anche mantenere tutte le misure di flessibilità che possano evitare l'esplodere degli Npl, mi riferisco per esempio al calendar provisioning. Occorre evitare regole troppo rigide e automatismi che creano effetti prociclici negativi.

Ritiene utile la creazione di una bad bank europea?

Sicuramente avere degli strumenti che agevolano la gestione dei crediti deteriorati nei bilanci delle banche è uno strumento importante. Una bad bank unica europea, come proposto anche sul Financial Times da Andrea Enria è coerente con l'unione bancaria, il sistema unico di risoluzione delle crisi, richiede però un importante sforzo di armonizzazione di tutta una serie di norme parallele ed è un processo che può richiedere tempi lunghi. In subordine, come proposto da Enria, potrebbe esserci un network di bad bank nazionali che operano con regole comuni e abbiano quindi una capacità di azione omogenea nella gestione degli Npl.

 

 

D. Si parla tanto di risparmio degli italiani e di erosione dovuta alla crisi, qual è la situazione?

 

R. Quello che noi oggi osserviamo è una crescita continua dei depositi, un fenomeno che è comune in tutta Europa. Questo riflette l'incertezza rispetto alle prospettive future. E' chiaro che la ripresa della pandemia aumenta l'incertezza di famiglie e imprese, diminuiscono i consumi. Da un lato il risparmio è un elemento virtuoso dall'altro occorre far sì che possa essere canalizzato in modo produttivo.

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