Istat Pil pietra tombale sulla manovra

Istat Pil pietra tombale sulla manovra

Il dato del terzo trimestre dice che la crescita è si è fermata. Arrivare nel 2019 a una crescita del Pil dell1,5% è quasi impossibile

Ci pensa l’Istat a mettere la pietra tombale sulla manovra del governo Conte-Salvini-Di Maio. L’Istituto di statistica ci ha spiegato questa mattina che la crescita dell’economia del nostro Paese è ferma: “stagnante”, è il termine tecnico. Durante la crisi del 2012-2013, il Pil italiano arrivò a otto trimestri negativi consecutivi (-2,5 e -1,9 su base annua): l'economia, in sostanza, andava all'indietro. Dal 2014, è cominciata la ripresa e l’Italia è tornata, non senza fatica, sul terreno positivo e il Pil è salito dello 0,1% 82014), 0,9% (2015), 1,1%  (2016) e 1,6% (2017). Le previsioni per il 2018 erano comunque di una piccola frenata (1,5%) che, con il passare dei mesi, è diventata più consistente.

Il governo gialloverde ritiene (e ha sempre detto) di essere in grado di rilanciare l’economia con una manovra "espansiva", anche mettendo in circolo più denaro destinato (reddito di cittadinanza, flat tax, revisione del sistema pensionistico) ad aumentare le capacità di spesa delle famiglie a basso reddito. Per questo ha dato vita a una manovra economica che, anche se ridotta rispetto alle prime idee abbastanza grandiose comporta circa 20 miliardi di maggiori spese. Una manovra che si finanzia con il famoso aumento del rapporto deficit-Pil allo 2,4% nel 2019 che dovrebbe tornare a scendere al 2,1% e all’1,9% nei due anni successivi. E che si basa su una previsione di aumento del Pil dell’1,5% nel 2019, del’1,6% nel 2020 e dell’1,4% nel 2021.

Come sappiamo l’Unione Europea ha contestato il fatto che l’Italia si possa permettere questo scostamento e l’ha fatto anche perché non ha mai creduto davvero alle possibilità di una crescita così consistente come quella stimata dal governo. E’ stato detto da diversi economisti che con la crescita che l’Italia riuscirà a mettere insieme nel 2019, il rapporto deficit-Pil non salirà del 2,4%, ma rischia di arrivare intorno al tre per cento: un livello del tutto inaccettabile che comporterebbe quasi l’uscita dell’Italia dall’Unione.

Il dato di questa mattina conferma questa analisi. Se, come prevede l’Istat, il Pil annuale del 2018 (ormai mancano solo tre mesi e la previsione è quasi certamente corretta) crescerà solo dell’1 per cento, pensare che la crescita del Pil possa fare un salto in avanti del 50% e arrivare all’1,5% nel 2019 e una cosa da libro dei sogni. Già con il Pil all’1,2% nel 2018, quota 1,5% nel 2019 sarebbe stata difficile da raggiungere. Partendo dall’1 per cento, è praticamente impossibile.

I conti di Conte, dunque, non tornano. Ma il tavolo della manovra si poggia sua alcune gambe fondamentali: una era quella del Pil in crescita delle percentuali suddette. Senza la zampa del Pil sembra sempre più probabile che si ricorra al piano B che vede una crescita più contenuta del rapporto deficit-pil intorno al 2,1%-2,3% ma. forse, neppure così basterà.

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