Roma, 7 lug. (LaPresse) – Sarà un segno più anche nel secondo trimestre 2015 per l’attività economica dell’Eurozona, che ne primo trimestre “ha mantenuto un’intonazione positiva (+0,4%)“. Il Pil dovrebbe crescere “allo stesso ritmo nel secondo trimestre e accelerare moderatamente nella seconda parte dell’anno (+0,5% nel terzo e quarto trimestre)”. La previsione di crescita media nel 2015 è attesa all’1,4%, dopo lo 0,9% del 2014. Lo scrivono gli istituti statistici di Italia, Francia e Germania, ovvero Istat, Insee e Ifo, nell’Eurozone economic outlook.
Tuttavia i tre istituti sottolineano “il confronto tra la Grecia e i suoi creditori rappresenta al momento il fattore di maggiore preoccupazione per la stabilità economico/finanziaria dell’area euro”. Come nelle previsioni della scorsa primavera, un nuovo deprezzamento dell’euro e il calo del prezzo del petrolio, ad oggi meno probabili rispetto alle precedenti previsioni, potrebbero fornire un ulteriore stimolo alla domanda interna ed esterna, al pari di un maggiore effetto reale del programma di acquisto di asset da parte della Bce”.
A trainare “principalmente” l’economia dell’area dell’euro dovrebbero essere i consumi delle famiglie, gli investimenti produttivi e “in misura più contenuta” la domanda estera.
Secondo Istat, Insee e Ifo “nel corso dell’anno l’incremento dei salari insieme all’aumento dell’occupazione determineranno un incremento del potere d’acquisto delle famiglie con effetti positivi sull’attuale dinamica di consumo”. “Assumendo che il prezzo del petrolio rimanga intorno ai 65 dollari per barile – continua l’outlook – e che il cambio dollaro/euro resti intorno a 1,12, l’inflazione si attende raggiunga progressivamente lo 0,9% nell’ultima parte dell’anno”. “Questa previsione è realizzata sotto l’ipotesi che l’evoluzione della crisi greca non produca effetti significativi sulla stabilità dell’eurozona”.

