Washington (Usa), 18 set. (LaPresse/AP) – Il programma di stimolo all’economia Usa che prevede l’acquisto di 85 miliardi di dollari di asset al mese rimane invariato. Lo ha deciso il Fomc, il braccio monetario della Fed, al termine della due giorni di riunione. Gli analisti si aspettavano una prima limitata riduzione del programma di almeno 10 miliardi di dollari. Come da attese invece la decisione sul costo del denaro. I tassi di interesse Usa rimangono fermi al minimo storico dello 0-0,25% e la Fed ribadisce che rimarranno a quel livello fino a quando la disoccupazione sarà al di sopra del 6,5%. Nel comunicato del Fomc si legge che un aumento dei tassi di interesse “potrebbe rallentare il ritmo di miglioramento della situazione economica e del mercato del lavoro”. Per ridurre lo stimolo tuttavia la Fed vuole maggiori prove che dimostrino che la ripresa è robusta. Il Fomc, si legge nella dichiarazione, “ha deciso di attendere ulteriori prove del fatto che i progressi saranno sostenuti, prima di ridurre il ritmo dei suoi acquisti”.
La Banca centrale Usa vede ancora “rischi al ribasso” sull’economia, soprattutto per “l’inaspimento delle condizioni finanziarie degli ultimi mesi”, e taglia le stime sul Pil. Secondo la Banca centrale il Pil si espanderà tra il 2 e il 2,3 per cento nel 2013, a fronte del 2,3 e 2,6 per cento stimato a giugno. Per il 2014 la Fed ha rivisto la crescita del Pil Usa tra il 2,9 e il 3,1 per cento, rispetto alla precedente stima di un intervallo tra il 3 e il 3,5 per cento. Riviste invece in leggero rialzo le proiezioni sul mercato del lavoro. Il tasso di disoccupazione negli Stati Uniti sì attesterà tra il 7,1 e il 7,3 per cento nel 2013, rispetto alla stima di giugno che vedeva un tasso tra il 7,2 e il 7,3 per cento. Nel 2014 gli economisti della Banca centrale Usa prevedono una disoccupazione tra il 6,4 e il 6,8 per cento. Per il Fomc altri rischi sulla ripresa arrivano dalla crescita dei tassi sui mutui e dai tagli alla spesa del governo. Il piano di stimolo della Fed prevede 40 miliardi di euro di acquisti in asset con sottostanti immobiliari e 45 miliardi di spesa per buoni del Tesoro.

