Parigi (Francia), 10 ago. (LaPresse/AP) – I timori su un declassamento del rating sul debito della Francia hanno contribuito al crollo dei mercati finanziari europei. In particolare, il Cac40 di Parigi ha ceduto il 5,45% a 3.002,99 punti, con il comparto bancario in grande affanno. I maggiori istituti di credito transalpini hanno chiuso in rosso, con percentuali in doppia cifra. Credit Agricole ha lasciato l’11,8%, Société Généralé il 14,7%, con un valore di mercato crollato dai 40 miliardi di euro dell’inizio di giugno a 17 miliardi di euro. Dopo essere tornato di corsa dalla sua vacanza sulle coste della Francia, il presidente Nicolas Sarkozy ha convocato i ministri chiave per una riunione di emergenza.

Il 24 agosto farà il punto con il ministro all’Economia, François Baroin. Le prospettive di crescita economica per Parigi sono notevolmente maggiori di Italia e Spagna, ma il suo ritmo di espansione sta rallentando e potrebbe avere più difficoltà a ridurre un deficitche si è attestato al 7,1% del Pil nel 2010. Nessuna altra economia dell’eurozona con un rating tripla A ha un debito superiore a quello francese, che si attesta a circa l’85% del Pil. Oltre a tagliare il rating degli Stati Uniti di un livello, la scorsa settimana l’agenzia Standard & Poor’s ha espresso i propri timori rispetto a un possibile downgrade a breve di Parigi a seguito di ulteriori contributi per il salvataggio dei Paesi dell’euro, voce che ha pesantemente condizionato gli scambi odierni. A tranquillizzare gli investitori non sono bastate le conferme del rating tripla A arrivate dalle altre agenzie.

Secondo molti analisti, gli obiettivi sul deficit indicati dal Governo, del 5,7% nel 2011 e del 4,6% nel 2012, non sarebbero realistici. “Prenderemo le misure necessarie – ha detto però Baroin – per raggiungere questi obiettivi”. Il presidente Sarkozy ha aggiunto che “gli impegni presi sono inviolabili e saranno mantenuti”, ribadendo la sua proposta di una modifica costituzionale che preveda il mantenimento per legge dell’equilibrio di bilancio. Ma i suoi commenti non hanno frenato la crescita dello spread tra titoli del Tesoro tedeschi e francesi, salito ai massimi da 15 anni.

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