Milano, 7 lug. (LaPresse) – Chiusura negativa per Piazza Affari, con l’indice Ftse Mib che perde lo 0,24% a 19.735,63 punti e il Ftse All-Share che cede lo 0,11% a 20.467,81 punti. Giornata altalenante per la Borsa di Milano, partita bene ma caduta poi sotto la parità. Nel primo pomeriggio, la Banca centrale europea ha alzato i tassi di interesse di un quarto di punto, all’1,5%, dando respiro alle banche e riportando in positivo i listini di Piazza Affari, che sono tornati però in rosso nei pressi della chiusura. A sostenere Mib e All-Share non è bastata neanche Wall Street, in positivo dopo i dati sul lavoro negli Stati Uniti. Le richieste per i sussidi di disoccupazione sono calate di 14mila a 418mila la scorsa settimana. Tornando alla decisione dell’Eurotower, il rialzo del costo del denaro “è stato necessario per l’aumento dei rischi sulla stabilità dei prezzi”, ha spiegato il presidente della Bce, Jean-Claude Trichet. Che ha precisato la sua contrarietà a un “default selettivo” della Grecia, per quanto riguarda la partecipazione dei privati al salvataggio di Atene. In questo contesto, chiusura positiva per le principali Borse europee, con l’indice Ftse 100 di Londra che sale dello 0,86% a 6.054,55 punti, il Cac 40 di Parigi che mostra un incremento dello 0,47% a 3.979,96 punti e il Dax di Francoforte che cresce dello 0,54% a 7.471,44 punti.
Su Milano pesano i timori di un contagio della crisi del debito. E il comparto bancario del Mib soffre ancora. Sale soltanto Popolare Milano, dell’1,43% a 1,633 euro. Scendono invece Banco Popolare (-1,17% a 1,518 euro), Banca Montepaschi (-0,65% a 0,5315 euro), Intesa Sanpaolo (-2,59% a 1,733 euro) e Unicredit (-4,23% a 1,337 euro). Oggi era attesa la decisione dell’Antitrust sul patto parasociale con Premafin, in sostanza sulle limitazioni presentate da Piazza Cordusio per evitare ‘incroci pericolosi’ nel triangolo finanziario Ligresti-Unicredit-Mediobanca. A mercati chiusi è arrivata la decisione dell’Autorità, che ha dato il via libera ai propositi delle società, e cioè alla cessione dell’1,15% di Generali in mano a FonSai e all’astensione dei consiglieri di Unicredit nel board di FonSai, nelle riunioni in cui si parlerà di Mediobanca. Piazzetta Cuccia perde oggi l’1,48% a 6,64 euro. Mentre Fondiaria-Sai è di nuovo la maglia nera del listino principale, con un crollo del 5,28% a 1,337 euro, anche per la pressione generata dall’aumento di capitale da 450 milioni di euro. Fuori dal Mib, Premafin perde lo 0,79% a 0,475 euro.
Il mercato italiano attende per domani la chiusura dell’Opa di Lactalis su Parmalat. Intanto Collecchio guadagna l’1,67% a 2,562 euro. Male Azimut, che paga una raccolta totale negativa per 77 milioni di euro a giugno. La società del risparmio gestito cede l’1,38% a 6,065 euro. Tra i titoli del listino principale, cadono Fiat (-2,15%), A2A (-1,14%) e Telecom Italia (-1,42%). Bene Tenaris (+3,49%), Pirelli (+2,06%), Saipem (+2,01%), Impregilo (+1,65%), Luxottica (+1,53%), Enel (+1,51%) e soprattutto Enel Green Power, che balza del 3,21% a 1,867 euro.

