E’ la poetessa, saggista e traduttrice canadese Anne Carson la vincitrice del Premio Nobel per la Letteratura 2026 “per la sua opera audace e creativa che, in un dialogo giocoso con la tradizione classica, ha dato vita a nuove forme per la letteratura contemporanea”. Ingrid Carlberg, segretaria permanente dell’Accademia di Svezia, ha riferito che l’autrice si trovava in Islanda, intenta ad “ascoltare il vento”, quando l’Accademia l’ha contattata per comunicarle la vittoria. Nata nel 1950 a Toronto, in Canada, formatasi all’Università di Toronto, dal 1979 ha insegnato lettere classiche, letterature comparate e scrittura creativa in università degli Stati Uniti e del Canada, tra cui l’Università McGill, l’Università del Michigan, l’Università di New York e l’Università di Princeton. Nel 1981 ha pubblicato la sua tesi di dottorato in studi classici, intitolata ‘Odi et Amo Ergo Sum’, e nel corso della sua carriera ha affiancato alla scrittura poetica l’attività di traduttrice e l’insegnamento presso diverse università.
BREAKING NEWS The 2026 #NobelPrize in Literature is awarded to the Canadian author Anne Carson, “for her bold and inventive oeuvre that, in playful dialogue with the classical tradition, has created new forms for contemporary literature.” https://t.co/YRvlRghlGG
— The Nobel Prize (@NobelPrize) October 8, 2026
Una lunga carriera di premi
“Gran parte della sua produzione letteraria è incentrata sull’incontro tra l’ossessione del filologo per le parole e il desiderio del poeta di creare nuovi significati. Lei stessa ha individuato nell’etimologia delle parole il punto di partenza di tutta la sua opera. Le sue traduzioni dal greco antico possono essere considerate opere autonome a tutti gli effetti”, si legge nella scheda dell’Accademia. Con più di venti libri scritti e tradotti pubblicati fino ad oggi, è stata premiata con le borse di studio Guggenheim e MacArthur, ha vinto il Lannan Literary Award, due Griffin Poetry Prize, il T. S. Eliot Prize, il Premio Principessa delle Asturie, il Governor General’s Award per la poesia in lingua inglese e il Premio PEN/Nabokov, ed è stata nominata membro dell’Ordine del Canada nel 2005 per il suo contributo alle lettere canadesi. Tra le opere principali figurano la sua interpretazione dei frammenti poetici di Saffo, ‘If Not, Winter’ (2002), nonché tragedie quali l”Elettra’ (2001) e l”Antigone’ (2015) di Sofocle e le ‘Baccanti’ (2015) di Euripide. Nel suo lungo saggio ‘Eros the Bittersweet’ (‘Eros il dolceamaro’, 1986), Carson getta le basi della sua successiva produzione letteraria. Attraverso una riflessione magistrale su Eros come essenza e forza motrice della poesia, il libro attinge ampiamente a un aggettivo composto di Saffo che definisce Eros come un connubio di dolore e dolcezza. In ‘Eros the Bittersweet’ parla di una “visione stereoscopica” che le consente di “mantenere in equilibrio due prospettive contemporaneamente”.
Learn more about the 2026 #NobelPrize in Literature: https://t.co/Esh6RtAUOK https://t.co/7B3mmTfswj
— The Nobel Prize (@NobelPrize) October 8, 2026
Il confronto tra Marilyn ed Elena di Troia
Esempi significativi sono il saggio ‘Economy of the Unlost’ (‘Economia dell’imperduto’, 1999), in cui Carson mette a confronto il poeta greco del VI secolo a.C. Simonide di Ceo con Paul Celan, e l’opera ‘Men in the Off Hours’ (‘Uomini fuori servizio’, 2000), in cui accosta lo storico Tucidide a Virginia Woolf. È attraverso tali costellazioni letterarie, spesso inaspettate, che Carson si è affrancata dalla poesia lirica legata all’io narrante, ispirando nuove forme di letteratura contemporanea. A dimostrazione del suo ecclettismo, nell’opera teatrale ‘Norma Jeane Baker of Troy’ mette a confronto niente meno che Marilyn Monroe ed Elena di Troia. L’opera è stata portata al debutto a New York nel 2019. Negli anni Novanta, Carson pubblicò una serie di opere di grande rilievo. Tra queste figura ‘The Glass Essay’, contenuto nella raccolta ‘Glass, Irony, and God’ (Vetro, Ironia e Dio, 1995), un testo che dimostra le potenzialità del poema lungo in cui i confini tra i generi si fanno sfumati. Sebbene scritta in versi, l’opera è anche un lungo racconto sul dolore e sull’amore non corrisposto. Nello stesso decennio vide la luce un’altra opera, spesso considerata il capolavoro dell’autrice: ‘Autobiography of Red: A Novel in Verse’ (‘Autobiografia del rosso’, 1998).
Anne Carson – awarded the 2026 #NobelPrize in Literature – once described boredom as her arch-enemy. It is a state she confronts with drastic humour and wit. ‘The Beauty of the Husband: A Fictional Essay in 29 Tangos’, published in 2001, tells of a cutting and sardonic row with a deceitful husband, its twenty-nine episodes each opening with lines of verse by the romantic poet John Keats. Keats’s sublime words about beauty being truth are, in brutal yet playful fashion, juxtaposed with this exhausting relationship drama.
— The Nobel Prize (@NobelPrize) October 8, 2026
Gerione ed Eracle: la sua opera più iconica
Probabilmente la sua opera più iconica: una riscrittura poetica del mito di Gerione e Eracle, che mescola poesia, romanzo e mito classico. Il libro dimostra la straordinaria capacità di Carson di attualizzare la tradizione letteraria classica. L’autrice canadese ha definito la noia il suo acerrimo nemico, uno stato che affronta con spirito tagliente e un umorismo sferzante. ‘The Beauty of the Husband: A Fictional Essay in 29 Tangos’ (‘La bellezza del marito. Un saggio romanzo in 29 tanghi’), pubblicato nel 2001, racconta un litigio feroce e sarcastico con un marito ingannevole; ciascuno dei ventinove episodi si apre con versi del poeta romantico John Keats. Altra opera indimenticabile di Carson è ‘Nox’ (2010), scritta in memoria del fratello Michael, morto in Danimarca nel 2000, in cui si percepisce un profondo senso di perdita che emerge dal profondo.
Newly awarded #NobelPrize laureate Anne Carson published a series of notable works in the 1990s. Among these is ‘The Glass Essay’ in ‘Glass, Irony, and God’ (1995), which demonstrates the potential of the long poem where genre boundaries are seen to blur. The same decade saw the publication of another work, often heralded as Carson’s greatest, entitled ‘Autobiography of Red: A Novel in Verse’ (1998). Throughout her entire authorship, Carson with a light touch explores the possibilities of writing, a process by which the literary sketch has become of particular value to her. Her collaborations with visual artists and choreographers and with opera and theatre directors demonstrate the freedom with which she relates to literary expectations and rule systems. It is this that lies behind the outstanding importance her work since the 1990s has had for the international art and literature scene.
— The Nobel Prize (@NobelPrize) October 8, 2026

