L'autore: "Questi abitacoli sono luoghi magici, sospesi tra una partenza e un arrivo, dove tutto è possibile"

Pezzi sparsi di vita, diapositive impresse per sempre nella memoria, persone straordinarie, fuori dal comune, che si sono messe a nudo e hanno deciso di raccontarsi in prima persona o attraverso le storie dei loro clienti: questo è ‘Taxi confidential’, il libro di Giuseppe Coccon (presentato giovedi 9 dicembre a Bologna all’ ex Fforno Mambo) alla sua prima esperienza da scrittore, che fissa per sempre con l’inchiostro queste emozioni per impedire al tempo di sbiadirle. Zia Caterina, una delle protagoniste del libro, era presente all’incontro con altri tassisti bolognesi.

Taxi Confidential

Taxi Confidential

“I taxi sono storie in movimento, diversi in tutto il mondo eppure uguali. Luoghi magici, sospesi tra una partenza e un arrivo, dove tutto è possibile” – dice Giuseppe Coccon. “Dentro i taxi passa la vita, tanta vita. Ci si innamora e si piange, si telefona e si fanno affari. Quando scendiamo, l’autista raccoglie i frammenti di noi rimasti sul sedile per trasformarli in racconti immaginari, sempre diversi. Cambiano le fogge, i colori dipingono una geografia diversa da quella dei libri. Eppure la parola Taxi è la stessa ovunque e in ogni linguae significa casa e albergo, sogno e speranza. Due sillabe sospese tra il noto e l’ignoto”.

Il libro racconta ventuno storie di donne e uomini al volante, al timone o alla cloche di un taxi tra l’Italia e New York, Tokyo e Parigi, Londra e Malè, Pechino e Città del Messico. Persone sensibili e divertenti, spiritose e dissacranti, attive nel sociale, segnate dal tempo e dalla vita ma con una straordinaria voglia di vivere e sorridere. C’è Sergej che viaggia per Mosca a bordo di un’ambulanza che di notte diventa un taxi; c’è Anna che a Palermo vive sola con due figli dopo essere stata lasciata dal marito marocchino. E ci sono Christine, senegalese a Parigi, e la già citata Zia Caterina, di Firenze, che dopo la morte del compagno decide di dedicare la sua vita ai bambini malati terminali e ai loro genitori, aiutandoli negli spostamenti da casa all’ospedale. Infine, ci sono Alessandro, una figlia disabile, in epoca Covid trasporta gratuitamente una bambina malata oncologica dalla Calabria a Roma per farla curare, ed Emanuele, Duca 40, tassista romano che fa cantare in auto tutti i suoi clienti, ma proprio tutti.

Sono storie che fanno pensare e anche commuovere. Sono i tassisti, insostituibili compagni di gioco, con la loro poesia e le loro manie, i veri protagonisti di questo divertente viaggio tra parole ed emozioni.

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