Papiri di Ercolano, scoperti testo stoico e libri Filodemo grazie a raggi X e Ai

Papiri di Ercolano, scoperti testo stoico e libri Filodemo grazie a raggi X e Ai

Il traguardo grazie alla Vesuvius Challenge, competizione scientifica internazionale nata per decifrare i 1800 rotoli carbonizzati durante l’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C

A distanza di 2000 anni i papiri di Ercolano continuano a svelare i loro segreti. Sono stati infatti scoperti due nuovi libri del filosofo epicureo Filodemo di Gadara finora sconosciuti e ampie parti di un testo di filosofia stoica, di un seguace di Crisippo di Soli o forse di un autore completamente nuovo, questo grazie alla Vesuvius Challenge, competizione scientifica internazionale nata per decifrare i 1800 rotoli carbonizzati durante l’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C., tornati alla luce durante gli scavi nella Villa dei Papiri di Ercolano e conservati nella Biblioteca nazionale di Napoli.

Papiri di Ercolano, scoperti testo stoico e libri Filodemo grazie a raggi X e Ai

Qui Brent Seales, cofondatore della Vesuvius Challenge e titolare della cattedra Stanley e Karen Pigman di Scienze del Patrimonio presso l’Università del Kentucky, ha presentato le ultime scoperte fatte dai ricercatori grazie alle scansioni a raggi X e all’utilizzo dell’intelligenza artificiale, dei rotoli ancora intatti, che non sono stati aperti fisicamente, e di numerosi frammenti ritenuti illegibili fino a pochi decenni fa. Tra le più affascinanti, lo svolgimento virtuale completo della porzione superstite del papiro denominato ‘PHerc. 1667’, che ha rivelato quasi 1,5 metri di testo distribuiti su 20 colonne, e l’identificazione di libri finora sconosciuti del filosofo epicureo Filodemo, tra cui il Libro 1 de ‘Sui vizi’ e il Libro 8 de ‘Sugli dèi’.

Papiri di Ercolano, scoperti testo stoico e libri Filodemo grazie a raggi X e Ai
I 12 pezzi, o “frammenti”, del rotolo di papiro di Ercolano aperto, noto come P.Herc.118. La raccolta di immagini è di proprietà della Bodleian Library dell’Università di Oxford.

La scoperta grazie ai raggi X e all’Intelligenza artificiale

I ricercatori sono riusciti a srotolare virtualmente, attraverso l’utilizzo di raggi X e intelligenza artificiale, il papiro ‘PHerc. 1667’, rotolo un tempo completo e che oggi misura circa 8 centimetri in altezza, meno della metà delle dimensioni di un rotolo ercolanese standard, e circa 2 centimetri di diametro. Sono stati rivelati quasi 1,5 metri di testo continuo e approssimativamente 20 colonne di scrittura. 

Papiri di Ercolano, scoperti testo stoico e libri Filodemo grazie a raggi X e Ai
Il rotolo di Ercolano, contrassegnato da linee rosse tracciate con il laser, viene sottoposto a scansione presso l’Institut de France da Brent Seales e dal suo team (EduceLab)

Lo srotolamento virtuale

“Questo rotolo fu ritenuto completamente illeggibile, quando una parte fu aperta negli anni ’80″, spiega Federica Nicolardi, professoressa associata di Papirologia dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, “sebbene fossero visibili alcune lettere isolate, gli strati sovrapposti nascondevano la scrittura e al rotolo fu assegnato un quoziente di leggibilità pari a zero. Oggi, grazie allo srotolamento virtuale, possiamo seguire argomentazioni articolate attraverso più colonne. Si tratta di un cambiamento rivoluzionario”. Nicolardi coordina il gruppo di papirologi della Vesuvius Challenge il cui contributo è fondamentale sia per la creazione dei modelli di machine learning sia per l’interpretazione dei testi dei rotoli. Tra gli attuali membri del team figurano: Marzia D’Angelo, Killian Fleischer, Alessia Lavorante, Michael McCosker, Maria Chiara Robustelli, Claudio Vergara, Rossella Villa. “La scrittura del rotolo e i riferimenti interni suggeriscono che il reperto risalga al II secolo a.C. o, forse, al tardo III secolo a.C., cosa che lo renderebbe uno dei rotoli più antichi della collezione”, aggiunge Nicolardi. La datazione lo colloca pienamente nel contesto intellettuale della filosofia ellenistica. Sebbene il titolo e l’autore restino sconosciuti, sia la datazione così antica sia il contenuto del rotolo suggeriscono un autore diverso da Filodemo di Gadara, il filosofo greco le cui opere risultano a oggi predominanti tra le scoperte provenienti dai papiri di Ercolano. 

Nella collezione ercolanese sono presenti libri del filosofo stoico Crisippo; secondo i ricercatori potrebbe dunque trattarsi di uno stoico, oppure di un autore completamente nuovo”, aggiunge Villa. Secondo l’analisi del team papirologico, il testo sembra essere un trattato filosofico incentrato sull’etica, le arti e il comportamento umano, che verosimilmente riflette il pensiero stoico. “Se questo testo fosse stato rinvenuto in Egitto o in qualsiasi altro luogo – sottolinea Nicolardi – probabilmente sarebbe stato classificato immediatamente come un testo stoico. Il fatto che provenga da una raccolta che è quasi interamente epicurea ci induce ad essere più cauti nel trarre conclusioni. Se il testo fosse realmente un trattato stoico, Crisippo sarebbe un valido candidato come autore; anche la menzione nel testo di Aristocreonte, nipote e allievo di Crisippo, potrebbe puntare nella stessa direzione”. Essendo il terzo scolarca della scuola stoica e uno dei suoi pensatori più influenti, Crisippo svolse un ruolo fondamentale nella formazione della dottrina stoica, tuttavia, ben poco delle sue opere è sopravvissuto. Un nuovo testo eventualmente attribuito a lui risulterebbe quindi estremamente importante per la comprensione del primo stoicismo. “Non si tratta solo di un recupero tecnico: è il ritorno di una voce filosofica”, rimarca Nicolardi.

Il libro di Filodemo

 Un secondo importante risultato annunciato riguarda l’identificazione di un nuovo titolo all’interno del papiro ‘PHerc. 139’. Nella parte finale della superficie svolta virtualmente, i papirologi della Vesuvius Challenge sono riusciti a leggere: “Filodemo, Sugli dèi, libro 8”. La presenza del nome di Filodemo, il filosofo epicureo più ampiamente attestato nella biblioteca di Ercolano, permette agli studiosi di datare il rotolo tra il I secolo a.C. e il I secolo d.C. La scoperta è significativa perché per la prima volta dimostra che l’opera ‘Sugli dèi’ era un lavoro in più libri che si estendeva almeno fino all’ottavo. Fino ad oggi era noto soltanto il primo libro, contenuto nel papiro ‘PHerc. 26’. Gli studiosi stanno ora riesaminando altri testi correlati all’interno della collezione ercolanese, che affrontano tematiche teologiche analoghe. Alcuni di essi, pur essendo conservati sotto titoli differenti, potrebbero appartenere alla stessa serie. Tra questi figurano: ‘Sul modo di vivere degli dèi’, conservato nei papiri PHerc.152 e 157, opere che riguardano la natura della conoscenza divina (PHerc. 89/1301/1383) e testi che trattano della provvidenza (PHerc.1670).

 Oltre al titolo finale dell’opera, le prime letture della superficie svolta virtualmente hanno rivelato termini chiave ed espressioni teologiche che danno una prima idea del contenuto dell’opera, come riferimenti a “provvidenza”, “dio” e “entità invisibili”, e ancora “secondo natura”, “teorie”, “esseri viventi” e “principi intellettivi”. Considerati nel loro complesso, questi elementi sembrano puntare verso una trattazione filosofica approfondita di teologia epicurea, che doveva includere temi quali la natura degli dei, il ruolo della provvidenza e la struttura dell’universo. “Si tratta di una prova fondamentale per comprendere l’opera di Filodemo”, dichiara la ricercatrice Marzia D’Angelo, “per la prima volta possiamo collocare l’opera ‘Sugli dèi’ all’interno di una struttura più ampia e iniziare a comprendere come questi testi si colleghino tra loro in quanto parti di una ricerca filosofica estesa su concetti teologici in circolazione nell’antica Roma”.

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