Umberto Eco, 10 anni fa la morte: il mondo lo celebra dopo il lungo silenzio

Umberto Eco, 10 anni fa la morte: il mondo lo celebra dopo il lungo silenzio

Eventi e una maratona web tra l’Europa e gli Stati Uniti

Oggi, 19 febbraio 2026, saranno dieci anni dalla morte di Umberto Eco. Una data che coincide con la scadenza dei “10 anni di silenzio”, invocati dallo stesso semiologo nel suo testamento. L’evento è atteso in Italia e non solo, con iniziative volte a celebrare uno dei massimi studiosi di comunicazione del ‘900. Scrittore, filosofo, semiologo esperto di comunicazione e media, Umberto Eco era nato ad Alessandria il 5 gennaio del 1932, e si è spento nella sua abitazione di Milano all’età di 84 anni. A renderlo immortale nella letteratura mondiale è stato il bestseller ‘Il nome della Rosa’, pubblicato nel 1980, del quale sono state vendute 14 milioni di copie, con traduzioni in oltre cento lingue, una trasposizione cinematografica che ha vinto 4 David di Donatello nel 1987. Anche ‘Il Pendolo di Foucault’, del 1988, fu un successo senza precedenti, frutto di una fertile produzione letteraria che andava dai saggi di estetica medievale, linguistica e filosofia, fino ai romanzi. Fondatore, nel 1988, del Dipartimento della Comunicazione dell’Università di San Marino, dal 2008 Umberto Eco è stato professore emerito e presidente della Scuola Superiore di Studi Umanistici dell’Università di Bologna.

A Bruxelles una serata all’Istituto di Cultura

L’Istituto Italiano di Cultura di Bruxelles presenta una serata omaggio al semiologo, studioso, scrittore, filosofo, fra i più grandi intellettuali italiani di sempre. L’evento si tiene il 19 febbraio e inizierà alle 18.30 con la proiezione della diretta streaming A World-Wide Talk for Umberto Eco, una maratona web della Fondazione Umberto Eco, in collaborazione con la Fondazione Bottega Finzioni e il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Successivamente, dopo i saluti istituzionali, alle 19.30 si terrà la proiezione del docufilm Umberto Eco. La biblioteca del mondo di Davide Ferrario. Il docufilm è dedicato alla biblioteca privata di Umberto Eco, che raccoglieva oltre 30.000 volumi di opere contemporanee e 1.500 libri rari e antichi. Un patrimonio unico, espressione concreta dell’idea di biblioteca come “memoria del mondo”, secondo la celebre definizione dello stesso Eco. Diretto da Davide Ferrario, che aveva già collaborato con Umberto Eco per una videoinstallazione alla Biennale Arte di Venezia un anno prima della scomparsa dello scrittore, il film è stato realizzato grazie all’accesso alla biblioteca reso possibile dalla fattiva collaborazione della famiglia.

L’Emilia Romagna gli dedica una vetrofania

“I libri si rispettano usandoli, non lasciandoli stare”. Con questa frase la Regione Emilia-Romagna ricorda Umberto Eco.
Da ieri, mercoledì 18 febbraio, nelle vetrate d’ingresso della sede di viale Aldo Moro 52, a Bologna, la frase accoglierà i dipendenti della Regione, le visitatrici e i visitatori, con una vetrofania dedicata all’intellettuale e semiologo alessandrino d’origine e bolognese d’adozione, accompagnata dal disegno dell’illustratrice dell’Agenzia di informazione e comunicazione della Giunta, Agata Matteucci, che lo ritrae seduto su una pila altissima di libri, da cui spuntano ritagli di giornali e fogli. Libri come quelli che ha amato, studiato e scritto.
Un omaggio a Eco, intellettuale e accademico, che ha lasciato un solco profondo nella nostra società e che ha contribuito a innovare gli studi universitari. Umberto Eco – afferma l’assessora alla Cultura, Gessica Allegni – è stato un intellettuale poliedrico, uno degli scrittori e dei pensatori più rilevanti e incisivi della cultura contemporanea. Le sue parole, i suoi studi, i suoi scritti, dagli articoli ai romanzi, resistono al tempo, parlano ancora oggi alle studentesse e agli studenti, agli studiosi, al pubblico che negli anni ha seguito e amato le sue riflessioni. Intuizioni geniali, come il corso di laurea in Scienze della comunicazione fondato da lui nel 1993 o ancor prima quello in Discipline delle Arti, della Musica e dello Spettacolo che contribuì a istituire, sempre all’Università di Bologna, hanno inciso in modo innovativo nell’ambito del mondo accademico. Bologna è stata anche la sua città, quella che ha scelto per gran parte della sua lunga carriera universitaria”. Eco – aggiunge Allegni – ha interpretato l’evoluzione della cultura di massa, anticipandone anche alcune direzioni come quelle segnate da internet e dai social media. La frase che la Regione ha scelto per ricordarlo richiama il suo profondo legame con i libri, come autore, studioso e collezionista. Un modo per ringraziarlo, per rendere omaggio a chi, come lui, ha fatto di quei libri un modo per parlare a tutte e tutti. Sapere- chiude Allegni- che Bologna, la sua Bologna, accoglierà un fondo di libri di studio in uno spazio nuovo a lui dedicato, presso la Biblioteca universitaria, è motivo di orgoglio per tutta la comunità dell’Emilia-Romagna”.

Sul web la maratona ‘Eco Eco Eco – A World-Wide Talk for Umberto’

La Famiglia Eco, la Fondazione Umberto Eco e la Fondazione Bottega Finzioni lanciano ‘ECO ECO ECO – A World-Wide Talk for Umberto’, una maratona web globale di 24 ore su 24, accolta dal ministero degli Affari Esteri italiano e promossa attraverso la rete di istituti culturali italiani a livello mondiale per il decimo anniversario dalla scomparsa di Umberto Eco. In diretta streaming dal 18 febbraio alle 6:00 EST al 19 febbraio alle 6:00 EST, la maratona inizia simbolicamente sull’isola di Taveuni – dove Eco andò per lavorare al suo celebre romanzo ‘L’isola del giorno prima’ – mentre il nuovo giorno sorge per la prima volta sull’arcipelago di Kiribati e sulle Fiji. Attraversando fusi orari da Est a Ovest del globo, l’evento invita lettori, studiosi e voci culturali di spicco da tutto il mondo a trasformare l’eredità di Eco in una conversazione collettiva.

Anche in Canada la maratona web

Anche il Canada partecipa alla maratona culturale, con contributi che includono osservazioni di tre illustri studiosi: Marcel Danesi (professore emerito, Dipartimento di Antropologia, Università di Toronto); Diana Iuele-Colilli (Università Laurentian, Sudbury ON); Donato Santeramo (Queen’s University, Kingston ON). L’evento darà voce a ogni Paese toccato dall’influenza di Umberto Eco: dalle università asiatiche a quelle europee, passando per le Americhe, coprendo l’intera portata di un pensiero che parlava tutte le lingue.”Diventa parte della storia. Per il decimo anniversario della scomparsa di Umberto Eco, abbiamo immaginato un dialogo che non conosce confini. Invitiamo tutti – lettori, studenti, amici o semplici curiosi – a unirsi a questo mosaico di ricordi inviandoci un video omaggio a marathon@fondazioneumbertoeco.org. Vogliamo che la sua ‘Opera Aperta’ continui a vivere attraverso voci da ogni parte del mondo”, dichiara la Fondazione Umberto Eco. Dato l’elevato numero di partecipanti previsti, i contributi video che non potranno essere ospitati nella diretta saranno archiviati nella documentazione ufficiale della Fondazione Umberto Eco, che ne gestirà la visibilità sul proprio sito web.

© Riproduzione Riservata