Giorno della memoria, perché si celebra il 27 gennaio

Giorno della memoria, perché si celebra il 27 gennaio
Un soldato israeliano osserva i reperti esposti al memoriale dell’Olocausto Yad Vashem a Gerusalemme, in vista della Giornata internazionale della memoria dell’Olocausto, domenica 25 gennaio 2026 (AP Photo/Ohad Zwigenberg)

La ricorrenza è stata istituita dall’Assemblea Generale dell’Onu il primo novembre 2005 per ricordare le vittime dell’Olocausto

Il 27 gennaio di ogni anno il mondo celebra il Giorno della Memoria, istituito dalle Nazioni Unite per ricordare le vittime dell’Olocausto. Questa ricorrenza fu indicata nella risoluzione 60/7 dell’Assemblea Generale dell’Onu del primo novembre 2025, per non dimenticare l’orrore del genocidio nazista che portò allo sterminio del popolo ebraico e di altre minoranze.

Cosa è successo il 27 gennaio 1945

È la mattina del 27 gennaio 1945 quando le truppe sovietiche dell’Armata Rossa, guidate del maresciallo Ivan Stepanovic Konev arrivarono per prime nella città polacca di Oswiecim (in tedesco Auschwitz), scoprendo il campo di concentramento e liberandone i superstiti. Le parole dei testimoni rivelarono per la prima volta, in maniera compiuta, gli orrori dei lager nazisti. In quella cittadina vi era un complesso formato da almeno tre campi principali (comprendendo anche quelli di Birkenau e Monowitz) e una quarantina di sottocampi. L’apertura dei cancelli del campo fece conoscere non solo molti testimoni della tragedia, ma anche i metodi di tortura e annientamento utilizzati in quel lager nazista.

L’anno scorso, in occasione degli 80 anni dalla liberazione del campo di sterminio, c’è stata una grande commemorazione alla presenza di numerosi capi di Stato e di governo, compreso il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Giorno della memoria, perché si celebra il 27 gennaio
I binari ferroviari dove centinaia di migliaia di persone arrivarono per essere condotte alle camere a gas all’interno dell’ex campo di sterminio nazista di Auschwitz Birkenau, o Auschwitz II. Oswiecim, Polonia, 7 dicembre 2019. (AP Photo/Markus Schreiber, file)

Il Giorno della Memoria in Italia e i Giusti tra le nazioni

L’Italia ha formalmente istituito la giornata commemorativa, nello stesso giorno, alcuni anni prima della corrispondente risoluzione delle Nazioni Unite: ricorda le vittime dell’Olocausto, delle leggi razziali fasciste e coloro che hanno messo a rischio la propria vita per proteggere i perseguitati ebrei, nonché tutti i deportati militari e politici italiani nella Germania nazista.

Fino al primo gennaio 2022 l’Ente nazionale per la Memoria della Shoah Yad Vashem di Gerusalemme riconosceva nel mondo, 28.217 persone come Giusti tra le nazioni, cioè non ebrei che durante l’Olocausto si sono impegnati, a rischio della vita e senza nessun interesse economico, a soccorrere gli ebrei perseguitati, fra cui 766 italiani.

Esiste anche una Giornata europea dei Giusti che, sull’esempio del riconoscimento dato da Yad Vashem ai non ebrei che salvarono gli ebrei durante la Shoah, ricorda chi si è battuto contro tutte le persecuzioni e in difesa dei diritti umani. Il 10 maggio 2012 il Parlamento europeo ha istituito, su proposta di Gariwo la foresta dei Giusti, la Giornata europea dei Giusti che si celebra il 6 marzo, anniversario della morte di Moshe Bejski, che per 25 anni è stato presidente della Commissione dei Giusti di Yad Vashem.

© Riproduzione Riservata