Saranno disposte oggi dalla Procura di Torre Annunziata le autopsie sul corpo di Greta Astarita, 33 anni, e sul bambino che portava in grembo al settimo mese e morto dopo il parto d’urgenza all’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia (Napoli). Gli esami medico-legali dovranno contribuire a chiarire le cause dei due decessi e a ricostruire la sequenza degli eventi che ha portato alla morte della donna, avvenuta sabato. La Procura indaga per duplice omicidio colposo. Le salme e la documentazione sanitaria sono state sequestrate.
Dal primo ricorso all’ospedale al decesso
Greta Astarita, originaria di Piano di Sorrento e già madre di una bambina, nella serata di venerdì ha accusato forti dolori all’inguine. Dopo un primo passaggio in ospedale e gli accertamenti, è stata dimessa. Tornata a casa, però, le sue condizioni sono peggiorate rapidamente fino alla perdita di conoscenza, rendendo necessario un nuovo trasporto d’urgenza al San Leonardo. Qui i medici hanno disposto un parto d’urgenza nel tentativo di salvare il bambino. Il piccolo, che secondo quanto riferito dalla famiglia avrebbe dovuto chiamarsi Nicolò, è morto poco dopo la nascita. La donna è stata ricoverata in Rianimazione, dove è morta nel pomeriggio di sabato.
I familiari hanno presentato denuncia al Commissariato di Castellammare di Stabia. Sul caso l’Asl Napoli 3 Sud ha annunciato un’indagine interna per ricostruire quanto accaduto e verificare il percorso assistenziale della donna. A Piano di Sorrento il sindaco Salvatore Cappiello ha espresso il cordoglio dell’amministrazione e dell’intera comunità per la morte della 33enne e del bambino, parlando di una tragedia che ha lasciato la città “sgomenta, senza parole e smarrita”.
Si tratta del secondo caso in pochi giorni che riguarda il San Leonardo di Castellammare di Stabia. La scorsa settimana quattro sanitari dell’ospedale sono stati raggiunti da misure cautelari nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Torre Annunziata sulla morte di un neonato avvenuta nel marzo 2024; l’indagine, che ha portato all’arresto della ex primaria di Ginecologia, ipotizza tra l’altro condotte messe in atto per nascondere presunte responsabilità del personale sanitario.

