Strage Ustica, i pm di Roma verso il ritiro dell’archiviazione dopo la disponibilità della Francia

Strage Ustica, i pm di Roma verso il ritiro dell’archiviazione dopo la disponibilità della Francia
(Photo Guido Calamosca / LaPresse)

Parigi pronta a consegnare la documentazione sulla caduta del Dc9 nel giugno 1980

 Colpo di scena nell’inchiesta sulla strage di Ustica: all’udienza del 30 settembre davanti al gip di piazzale Clodio, la Procura di Roma è pronta a ritirare la richiesta di archiviazione dopo la disponibilità della Francia a consegnare tutta la documentazione conservata sul disastro del DC-9 Itavia. L’ambasciata francese ha inviato una nota alla Farnesina proponendo la trasmissione degli degli atti, compresi documenti del ministero della Difesa che potrebbero riguardare le precedenti rogatorie italiane. Il fascicolo, che copre un arco temporale fino agli anni Novanta, è stato trasmesso dalla Presidenza del Consiglio al ministero della Giustizia e quindi ai magistrati romani, per disporre nuovi riscontri sulla tragedia costata la vita a 81 passeggeri del Dc9 Itavia, quando l’aereo precipitò al largo dell’isola siciliana il 27 giugno 1980.

Strage Ustica, i pm di Roma verso il ritiro dell’archiviazione dopo la disponibilità della Francia

(Photo Alessandro Ruggeri / LaPresse)

Bonfietti (Associazione vittime): “Grande risultato, accolte nostre richieste”

Daria Bonfietti, presidente dell’associazione delle vittime della strage di Ustica, accoglie con favore la disponibilità annunciata da Parigi dopo le richieste rivolte al governo italiano. La presidente spiega a LaPresse: “Le richieste dell’ambasciata francese sono importantissime e siamo contenti per la disponibilità della Francia a collaborare. Le nostre richieste, avanzate tra l’altro alla premier Giorgia Meloni a giugno, hanno avuto un buon esito e il presidente Macron ha dato la sua disponibilità che ha mantenuto. Avevamo chiesto la non archiviazione e questo sta arrivando, sarà sospesa. E’ un grande risultato”. Bonfietti aggiunge: “Ora cercheremo di capire che documentazione arriverà, saranno determinanti per scrivere anche gli autori materiali di un abbattimento di un aereo civile in tempo di pace. Mancavano solo i nomi”. La presidente conclude: “I paesi interessati è giusto che si prendano le loro responsabilità”.

Cosa accadde

Era il 27 giugno 1980 quando un volo Itavia da Bologna a Palermo, con a bordo 81 persone, scompare dai tracciati radar di Fiumicino, si squarcia in cielo e si inabissa tra Ustica e Ponza. Nel corso degli anni si è parlato di coinvolgimento francese, libico e statunitense, di collisione con un aereo militare, di un cedimento del mezzo e di un attentato terroristico. La strage fu rivendicata, subito dopo, dal gruppo neofascista dei Nuclei armati rivoluzionari, ma per i giudici si tratterà di un vero e proprio depistaggio operato dal cosiddetto ‘Super Sismi’, formatosi all’interno dei servizi segreti militari. Francesco Cossiga, presidente del Consiglio all’epoca dei fatti, a quasi trent’anni di distanza avanzò l’ipotesi di un missile francese “a risonanza e non ad impatto” che intercettò il volo civile, ma doveva essere destinato ad abbattere un aereo su cui viaggiava il dittatore libico Gheddafi. La Cassazione condannò i ministeri dei Trasporti e della Difesa al pagamento di un risarcimento ai familiari delle vittime, oggi riuniti in un’associazione. Il 5 marzo 2025 la procura di Roma ha chiesto l’archiviazione dell’ultima inchiesta sulla strage

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