A venticinque anni dal G8 di Genova, se la magistratura ha ormai accertato le responsabilità dei diversi protagonisti, resta ancora aperta la questione di una memoria condivisa su quanto accaduto e sulla catena di errori che portò a quei fatti. Da questa esigenza nasce l’idea di mettere a confronto tre protagonisti di allora: l’ex ministro dell’Interno Claudio Scajola, il dirigente della Polizia di Stato Gianpaolo Trevisi, presente all’esterno della scuola Diaz nella notte del blitz, e Guido Lutrario, tra i leader del movimento No Global e dei Disobbedienti.
L’intervista, realizzata da LaPresse, si sviluppa a partire dalle stesse domande rivolte a tutti e tre, con l’obiettivo di favorire una riflessione comune, in particolare sull’autocritica: “qual è stato l’errore che, nella sua posizione di allora e inquadrato nella sua struttura, oggi non commetterebbe più?”. Prima, però, viene chiesto di riassumere con una parola l’esperienza del G8.
