La Procura della Repubblica di Bologna, “all’esito dell’esame dei primi atti e della documentazione video acquisita anche attraverso gli apparati in uso alle forze di polizia”, ha avviato un procedimento per chiarire “circostanze e cause del decesso” di Abderrahim Fakir, il 42enne morto ieri al Pilastro, nel capoluogo emiliano romagnolo, durante un intervento della polizia nel corso del quale è stato bloccato a terra e ammanettato.
Gli accertamenti riguarderanno “l’intero sviluppo dei fatti” e l’intervento “degli operatori sia delle forze dell’ordine sia del personale sanitario”. La Procura ha disposto “l’iscrizione nel procedimento, in apposito Registro Mod. 45 bis, nei confronti di quanti hanno preso parte alle diverse fasi del prolungato intervento”. Si tratta dello strumento previsto per consentire gli accertamenti nei casi in cui debba essere valutata anche l’eventuale presenza di una causa di giustificazione, senza che ciò comporti un’esclusione automatica di responsabilità. Le verifiche, a partire dagli “accertamenti di natura medico-legale”, serviranno a una “completa ed esaustiva ricostruzione dei fatti”.
Pm: “Fatti più estesi rispetto al video diffuso in rete”
La Procura di Bologna ha precisato che gli accertamenti riguardo alla morte di Abderrahim Fakir terranno conto “dell’intero sviluppo dei fatti”, che avrebbe avuto “più ampia estensione temporale rispetto al video sino ad ora diffuso in rete, pure acquisito da quest’Ufficio”. La documentazione video circolata finora, dunque, rappresenterebbe solo una parte della sequenza degli eventi oggetto dell’indagine. Gli inquirenti stanno acquisendo e analizzando ulteriori elementi per ricostruire tutte le fasi dell’intervento. La verifica riguarderà anche “l’intervento degli operatori sia delle forze dell’ordine sia del personale sanitario”.

