G8 Genova 2001, Vittorio Agnoletto: “La notte della Diaz ha cancellato lo stato di diritto”

G8 Genova 2001, Vittorio Agnoletto: “La notte della Diaz ha cancellato lo stato di diritto”
La facciata della scuola Diaz a Genova. (Foto: LaPresse)

Il ricordo del medico, allora portavoce del Genoa social forum

A 25 anni dai tragici fatti del G8 di Genova, Vittorio Agnoletto, allora portavoce del Genoa social forum, ha ricordato i giorni del vertice nel capoluogo ligure ai microfoni di LaPresse. “Un’immagine che mi torna in mente sempre è la notte del 21 luglio, quando per primo sono entrato all’interno della scuola Diaz. Non dimenticherò mai quello che ho visto: sangue dappertutto, sangue per terra, sulle pareti, sui caloriferi, sugli scalini. Una situazione veramente, veramente tragica. Sto male ogni volta che devo ripensare a quei momenti. Lì fu chiaro che eravamo completamente da soli, che quella notte lo stato di diritto era stato cancellato“, ha dichiarato. Agnoletto è a Genova, dove ha preso parte al convegno ‘No kings Italy‘ a Palazzo Ducale e alle iniziative che fino al 21 luglio si terranno in città per i 25 anni dai fatti di Genova del 2001.

Agnoletto: “Allora avevamo ragione e ora è tutto più difficile”

“Avevamo ragione allora, però non basta dire che avevamo ragione, perché nel frattempo la situazione è diventata ancora più difficile. Noi allora contestavamo un mondo dove il 20% della popolazione possedeva l’80% della risorsa. Oggi l’8% possiede più dell’80% delle risorse, l’8% della popolazione mondiale. E il 40% della popolazione mondiale, la parte più povera, non arriva a possedere il 3% della ricchezza del pianeta. Siamo di fronte a un’ingiustizia veramente enorme, incredibile, ed è quello che noi avevamo previsto”, ha aggiunto Agnoletto.

Il primo ricordo dei giorni del G8 di Genova per Agnoletto è quello della “grande assemblea del 16 luglio 2001 nel pomeriggio, quando si aprì il forum, perché non dimentichiamo che le iniziative in occasione del G8 2001 cominciarono lunedì, con una settimana di discussioni, seminari convegni e di assemblee. Nell’assemblea di apertura del forum avevamo veramente la sensazione che questo mondo era possibile cambiarlo. C’erano persone e attivisti che arrivavano da ogni angolo del pianeta, da tutti i continenti, e noi andavamo proprio a vedere quali erano le connessioni tra la lotta che faceva uno e la lotta che faceva l’altro, a individuare quali erano i nostri avversari, Organizzazione mondiale del commercio, Banca mondiale, Fondo monetario internazionale. Venivamo da Portalegre, dal Forum sociale mondiale, i forum sociali poi si diffusero in tutto il mondo, quindi un movimento estremamente forte. E quello è un ricordo di speranza che mi fa dire che se è stato possibile allora mettere insieme 1187 associazioni e realtà, di cui 900 italiane, deve essere possibile farlo anche un’altra volta, sicuramente con modalità diverse, perché sono cambiati i tempi”.

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