Ponte Morandi, Giana (Aspi): “Porgiamo oggi le scuse non fatte allora”

Ponte Morandi, Giana (Aspi): “Porgiamo oggi le scuse non fatte allora”
Quello che restava del Ponte Morandi, poco dopo il crollo (AP Photo/Antonio Calanni, File)

Lettera aperta dell’ad del Gruppo Autostrade alla vigilia della sentenza di primo grado

Ponte Morandi, ci siamo: domani, dopo 284 udienze è attesa la prima sentenza per 57 imputati per il crollo che il 14 agosto del 2018, a Genova, costò la vita a 43 persone. In questa occasione, l’attuale amministratore delegato del Gruppo Autostrade per l’Italia, Arrigo Giana, ha scritto una lettera aperta. “Nel tempo che seguì il crollo del Ponte Morandi, continuavo a domandarmi come fosse stato possibile non chiedere immediatamente scusa per quanto era successo. Un’ulteriore incomprensibile ferita, vissuta altrettanto drammaticamente dalla comunità. Le azioni e le scelte di alcuni – scrive – hanno lasciato ferite indelebili, quindi porgere oggi quelle scuse non fatte ieri è una nostra esigenza morale che va al di là dell’accertamento delle responsabilità e del corso della Giustizia verso la verità”.

Ponte Morandi, Giana (Aspi): “Porgiamo oggi le scuse non fatte allora”
Arrigo Giana al Forum di Cernobbio nel 2024 (Foto Marco Ottico/LaPresse)

“Stesso desiderio verità di familiari e italiani”

“In queste ore siamo in attesa della sentenza di primo grado sulla tragedia del Ponte Morandi, con lo stesso desiderio di verità che sentono i familiari delle vittime, i cittadini genovesi e tutti gli italiani”, afferma Giana.
“Tutti noi ricordiamo, come fosse oggi, quella mattina del 14 agosto 2018 – sottolinea – Io ero uno dei milioni di cittadini che si trovava attonito davanti agli schermi della televisione, dove scorrevano le drammatiche immagini di quella tragedia che si stava consumando a Genova. In quegli istanti il pensiero di tutti correva alle vittime innocenti, alle loro famiglie irreparabilmente distrutte, ai feriti assistiti da eroici soccorritori”.

“Custodire la memoria del 14 agosto è monito costante”

Autostrade per l’Italia preserva la sua storia e il suo nome anche per custodire la memoria di quanto accaduto il 14 agosto 2018 come monito costante, anche se oggi questa azienda è altro rispetto ad allora: un nuovo corso sotto il controllo dello Stato e con nuovi azionisti”, aggiunge.

“Una nuova gestione – si legge ancora nella lettera – con nuovi dirigenti che lavorano giorno per giorno per monitorare la rete, pianificare gli interventi e prevenire i rischi, garantendo così la sicurezza delle infrastrutture, dei viaggiatori e dei lavoratori. Rompiamo il silenzio dunque. Ribadendo l’assoluto impegno delle nostre diecimila lavoratrici e lavoratori affinché fatti del genere non si ripetano mai più, a nome del Gruppo Autostrade per l’Italia voglio chiedere scusa ai familiari delle vittime, ai genovesi e a tutti gli italiani, per le sofferenze originate dal tragico evento del Morandi. Pur consapevole che il nostro gesto non potrà mai cancellare il loro dolore“.

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