Oggi è attesa la sentenza della Corte di Cassazione sul caso di Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour, nel Cuneese, condannato per aver ucciso due rapinatori e ferito un terzo dopo l’assalto al suo negozio del 28 aprile 2021. I giudici della Suprema Corte dovranno pronunciarsi sul ricorso contro la sentenza d’appello che ha ridotto la pena da 17 anni, inflitta in primo grado, a 14 anni e 9 mesi di reclusione, confermando però la responsabilità dell’imputato per omicidio volontario e tentato omicidio. In attesa della sentenza, davanti al Palazzo della Cassazione, a Roma, un gruppo di sostenitori del gioielliere ha organizzato un sit-in di solidarietà per manifestargli vicinanza e chiedere il riconoscimento della legittima difesa.
Il caso Roggero, cosa è successo
La vicenda rappresenta uno dei casi più discussi degli ultimi anni sul tema della legittima difesa. Roggero ha sempre sostenuto di aver reagito per proteggere se stesso e la propria famiglia, presenti quel pomeriggio in gioielleria durante la rapina. Secondo i giudici di merito, invece, i colpi mortali sarebbero stati esplosi quando il pericolo era ormai cessato, con i rapinatori in fuga e quindi non più in grado di rappresentare una minaccia immediata. La vicenda risale al pomeriggio del 28 aprile 2021. Tre uomini, con il volto coperto, fecero irruzione nella gioielleria armati di un coltello e di una pistola che, solo successivamente, si sarebbe rivelata essere un’arma giocattolo. Dopo aver minacciato Roggero, la moglie e la figlia, si impossessarono di gioielli e denaro custoditi nella cassaforte, uscendo poi dal retro del negozio per raggiungere l’auto utilizzata per la fuga.
Le immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza, acquisite agli atti del processo, documentano un filmato di circa otto minuti che ricostruisce l’intera sequenza. Roggero afferra il revolver custodito sotto il registratore di cassa e si lancia all’inseguimento dei rapinatori all’esterno del locale. Raggiunta l’auto, esplode diversi colpi d’arma da fuoco contro i banditi mentre tentano di allontanarsi. Alessandro Modica, alla guida della vettura, viene ferito a una gamba e riesce a fuggire. Giuseppe Mazzarino viene colpito mortalmente nei pressi dell’auto. Andrea Spinelli tenta di scappare a piedi ma cade sull’asfalto; secondo la ricostruzione processuale viene raggiunto da Roggero, colpito con alcuni calci e nuovamente preso di mira con l’arma, ormai scarica. Anche lui morirà poco dopo. Terminata la sparatoria, il gioielliere rientra nel negozio e chiama il 112.
Le accuse a Roggero, la difesa di Salvini e Vannacci
La Procura ha sempre sostenuto che non si sia trattato di una reazione difensiva, bensì di un’azione posta in essere quando il rischio per l’incolumità delle vittime della rapina era ormai terminato, parlando di una sorta di “vendetta” nei confronti dei malviventi. Una tesi accolta sia dal Tribunale sia dalla Corte d’Assise d’Appello, che ha riconosciuto alcune attenuanti riducendo però la pena a 14 anni e 9 mesi. Il caso ha alimentato un acceso dibattito politico e pubblico sulla legittima difesa. Numerosi esponenti del centrodestra hanno manifestato solidarietà a Roggero. Il vicepremier Matteo Salvini ha ribadito più volte che “la difesa è sempre legittima”, mentre nelle settimane scorse il generale Roberto Vannacci e il conduttore radiofonico Giuseppe Cruciani hanno partecipato a un’iniziativa pubblica indossando magliette con la scritta “Siamo tutti Roggero”. La Corte di Cassazione, potrebbe confermare la condanna pronunciata in appello o disporre un nuovo giudizio d’Appello.
Pg Cassazione chiede la conferma della condanna per Roggero
I giudici della Corte di Cassazione si sono riuniti in camera di consiglio per decidere sul caso di Mario Roggero, mentre la Procura generale ha sollecitato la conferma della condanna a 14 anni e 9 mesi. La sentenza è attesa nel pomeriggio.
Sit-in di Futuro Nazionale: “Solidarietà a Roggero”
Davanti alla Corte di Cassazione si è svolto un presidio di solidarietà promosso da Futuro Nazionale. “Siamo qui oggi in nome e per conto di Futuro Nazionale e del generale Roberto Vannacci in un presidio di solidarietà nei confronti di Mario Roggero, ritenendo che la difesa deve essere sempre legittima, sempre in tutti i casi, perché riteniamo che nel momento entri in casa mia potrebbe accadere qualsiasi cosa ed è necessario quindi tutelare la mia sicurezza e quella della mia famiglia”, spiega a LaPresse, Marco Pomarici, dirigente del movimento.

