Nuovo capitolo del caso delle due sorelle scomparse all’Aquila da oltre una settimana. La responsabile della comunità educativa di Civitella Alfedena in cui erano ospiti le adolescenti è stata iscritta nel registro degli indagati per l’ipotesi di reato di abbandono di minori. Si tratta di un atto dovuto da parte della Procura della Repubblica di Sulmona, scaturito anche dal fatto che una delle due sorelle ha soltanto 12 anni.
Le indagini e le ricerche proseguono da otto giorni senza sosta. Le ragazze si sono allontanate dalla struttura protetta nel cuore del Parco nazionale d’Abruzzo, dove risiedevano da circa due anni dopo un periodo di separazione tra diverse comunità. Il padre delle minori, Stefano Di Giacinto, assistito dall’avvocato Francesco Ricciardi, ha presentato una denuncia ipotizzando una corresponsabilità dei gestori della Comunità per una presunta assenza di vigilanza.
Investigatori al lavoro per ricostruire gli ultimi movimenti delle sorelle
Gli investigatori stanno ascoltando in queste ore testimoni e residenti del quartiere per ricostruire con esattezza gli ultimi movimenti delle due ragazze prima della sparizione. Tra le testimonianze raccolte da LaPresse, quella di una signora, che abita nei pressi della struttura. La donna ha riferito di aver visto le due sorelle nella serata di venerdì, mentre si trovava all’esterno della propria abitazione per innaffiare i fiori. Secondo il racconto, le giovani in quel momento erano accompagnate dall’educatore della struttura. Ogni elemento utile, comprese le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona e i tabulati telefonici, è al vaglio degli inquirenti che continuano a lavorare, a ritmo serrato, nel tentativo di riportare a casa le due minori sane e salve.
Spunta un video: le ragazze riprese ore prima dell’allontanamento
Intanto è spuntato un video dalle telecamere dell’impianto di videosorveglianza di un bar, in cui si vedono le ragazze scomparse. Sono state riprese mentre erano sedute sole al bar “Lupo” di Civitella, la sera di sabato dopo le ore 21, prima dell’allontanamento dalla struttura in cui erano ospitate da circa due anni. Il padre, Stefano Di Ginto, ha confermato che si tratta di Alysia e Sarah.
Trovati biglietti in codice in camera
Nel corso delle perquisizioni nella camera delle due sorelle di 12 e 16 anni, i carabinieri avrebbero rinvenuto dei bigliettini scritti in codice che le giovanissime avrebbero utilizzato per comunicare con l’esterno. Il ritrovamento dei foglietti sposterebbe l’attenzione degli investigatori sulla rete di contatti delle ragazze: ora toccherà ai militari decifrare i messaggi per comprenderne l’esatto contenuto, un elemento che avvalorerebbe l’ipotesi che ci sarebbe stato un aiuto esterno da parte di qualcuno che avrebbe pianificato e agevolato la fuga delle due.
Legale della società che gestisce la casa-famiglia: “Da parte nostra massima serietà”
“Siamo tranquilli, se sarà necessario difenderci lo faremo nelle sedi più opportune. Da parte nostra c’è sempre stata massima serietà e correttezza gestionale”, ha detto Maurizio Volpini, presidente e rappresentante legale di OfH, la società che gestisce la casa-famiglia di Civitella Alfedena (L’Aquila) dalla quale si sono allontanate le sorelline. Il legale è intervenuto dopo l’apertura di un fascicolo da parte della Procura di Sulmona per l’ipotesi di abbandono di minore, a seguito della denuncia presentata dal padre delle due ragazze Stefano Di Giacinto.

