La deputata Maria Vittoria Brambilla indagata: false fatture per un programma tv

La deputata Maria Vittoria Brambilla indagata: false fatture per un programma tv

La vicenda riguarda una trasmissione sugli animali su Rete 4

Nuovi guai giudiziari per Michela Vittoria Brambilla. La deputata di Noi Moderati e presidente della commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza è indagata in un’inchiesta della Procura di Milano per evasione fiscale e utilizzo di “fatture per operazioni oggettivamente inesistenti” con al centro i rapporti di sponsorizzazione fra Enci – l’Ente nazionale cinofilia italiana – e la trasmissione televisiva ‘Dalla parte degli animali’ condotta su Rete 4 dall’ex sottosegretaria. Giovedì mattina uomini della guardia di finanza e della squadra mobile di Milano hanno dato esecuzione a un decreto di perquisizione nei confronti degli altri 5 indagati con Brambilla fra cui il presidente dell’Enci, Espedito Muto. L’ex parlamentare di Forza Italia non è stata perquisita nel rispetto delle prerogative garantite agli appartenenti di Camera e Senato mentre i militari del Nucleo di polizia economico finanziaria e i poliziotti hanno bussato alle porte anche di Enci Servizi srl e tre case di produzione televisiva di Milano, Roma e Torino per acquisire documentazione: Next Studios, DDL Entertainment e Show Labs.

Il caso al centro di servizi di ‘Report’

La vicenda al centro dell’inchiesta dei sostituti procuratori milanesi Giancarla Serafini e Antonio Pansa con il coordinamento del procuratore aggiunto Paolo Ielo era stata oggetto di di servizi di Report ‘firmati’ da Giulia Innocenzi per la trasmissione di Sigfrido Ranucci su Rai. Puntate che avevano anche portato i deputati del Partito democratico in commissione agricoltura a presentare interrogazioni parlamentari per chiedere al Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste chiarimenti sulla “trasparenza” e la “correttezza nell’utilizzo di risorse pubbliche e para-pubbliche” e sull’esercizio dei “poteri di vigilanza del Masaf sull’Enci”. Gli inquirenti ora indagano su un presunto giro di false fatture gonfiate che, fra 2020 e 2026, sarebbero state utilizzate per “evadere le imposte sui redditi e sul valore aggiunto”. Un flusso di denaro di circa 1,5 milioni di euro fra le case di produzione televisiva e Enci.Una “provvista” di soldi di cui Brambilla sarebbe stata in realtà la “destinataria di fatto” si legge nelle 18 pagine del decreto di perquisizione. Secondo gli inquirenti, dietro la copertura di prestazione di “product placement” (pubblicità indiretta) per la trasmissione televisiva che va in onda dal 2017 e fu voluta dalla deputata di Noi Moderati assieme al presidente Silvio Berlusconi, “l’intero flusso economico” o quasi (circa il 90%) versato da Enci veniva “sostanzialmente” trasferito dalle tre società di produzione televisiva alla deputata. Fra 2020 e 2023 si parla di oltre 937mila euro che sarebbero stati incassati dalla parlamentare.

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