E’ stato un vero e proprio bagno di folla per Papa Leone XIV oggi ad Acerra, in provincia di Napoli. Il Pontefice ha voluto incontrare i cittadini residenti nell’area cosiddetta della ‘Terra dei Fuochi’ per portare la testimonianza di vicinanza della Chiesa. “Questa terra ha pagato un tributo alto, ha sepolto tanti suoi figli, ha assistito alla sofferenza di bambini e innocenti. Il valore e il peso di quel dolore impongono di provare insieme a essere testimoni di un nuovo patto. Siete in cammino verso il tempo della rinascita, che non è tempo di rimozione, ma di azione etica e di memoria operosa. È il momento di uno sguardo contemplativo, quello cui l’Enciclica Laudato si’ ha richiamato tutti gli esseri umani, ciascuno a partire dalle sue responsabilità”, ha detto Papa Leone XIV in piazza Nicola Calipari, affollata da oltre 15mila persone durante l’incontro con i sindaci e i fedeli dei Comuni della Terra dei Fuochi.
Leone XIV: “Qui per raccogliere lacrime causate da inquinamento ambientale”
“Sono venuto anzitutto a raccogliere le lacrime di chi ha perso persone care, uccise dall’inquinamento ambientale procurato da persone e organizzazioni senza scrupoli, che per troppo tempo hanno potuto agire impunemente. Sono qui, però, anche per ringraziare chi ha risposto al male col bene, specialmente una Chiesa che ha saputo osare la denuncia e la profezia, per radunare il popolo nella speranza”. Così Papa Leone XIV nel Duomo di Acerra (Napoli) per l’incontro con il clero e con i familiari delle vittime della Terra dei fuochi.
“Il grido della creazione e dei poveri tra voi è stato avvertito più drammaticamente, a causa di un concentrato mortale di oscuri interessi e indifferenza al bene comune, che ha avvelenato l’ambiente naturale e sociale. È un grido che chiede conversione”, ha aggiunto il Papa.
“Scardinare cultura prepotenza che qui troppo male ha fatto”
“Voi, ministri ordinati, religiose e religiosi, siate membra vive di questo popolo: manifestate quotidianamente l’autorità del servizio, che si abbassa e avvicina, che fa il primo passo e perdona. Va infatti scardinata una cultura del privilegio, della prepotenza, del non rendere conto, che troppo male ha fatto a questa terra, come a molte altre regioni dell’Italia e del mondo”. Così Papa Leone XIV nel Duomo di Acerra, dove ha incontrato il clero e i familiari delle vittime di inquinamento ambientale nella Terra dei fuochi.
“Soffi lo Spirito dai quattro venti e ispiri forme nuove di annuncio, di cooperazione, di rigenerazione ambientale e sociale. Esiste infatti una spiritualità dei luoghi, ma che deve tutto alla spiritualità delle persone. Il cambiamento del mondo, infatti, inizia sempre dal cuore”, ha aggiunto Papa Leone.
“Cambio mentalità economica, civile e religiosa risanerà il pianeta”
“Sarà un vero cambiamento di mentalità economica, civile e perfino religiosa a edificare il bene che risanerà questa terra e l’intero pianeta”. Così Papa Leone XIV, nel suo discorso in piazza Nicola Calipari ad Acerra (Napoli), tappa che chiude la sua visita pastorale in Terra dei fuochi.
“Tra le persone, le istituzioni, le organizzazioni pubbliche e private – ha aggiunto il Papa – occorre consolidare e allargare il patto che già sta portando i suoi primi frutti sul piano educativo e sociale. Esso non soltanto contrasterà e scardinerà le alleanze criminali, ma positivamente collegherà e moltiplicherà le migliori forze e le grandi idee che già sono nei vostri cuori”.
“Nessuna ingiustizia può cancellare bellezza di questa terra”
“Sono contento di trascorrere fra voi questo sabato mattina, per visitare nuovamente una regione di cui nessuna ingiustizia può cancellare la bellezza. Nella vita comprendiamo che più una bellezza è fragile, più chiede cura e responsabilità. Questo, carissimi, è il senso principale della mia presenza oggi ad Acerra: confermare e incoraggiare quel sussulto di dignità e responsabilità che ogni cuore onesto avverte quando la vita germoglia e subito è minacciata dalla morte. Chi ha il dono della fede comprenderà che tale sussulto viene da Dio creatore, che in ogni uomo e in ogni donna cerca cooperatori ai suoi progetti di vita”. Così Papa Leone XIV in piazza Calipari ad Acerra nel suo incontro con sindaci e popolazione dei comuni della Terra dei fuochi.
Don Patriciello: “Ad Acerra per condividere con noi rabbia e speranza”
“Oggi il Papa è ad Acerra, a pochi passi da Caivano, cuore della ‘Terra dei fuochi’. Un viaggio già messo in agenda da Francesco e che la pandemia rese impossibile. Chi lo avrebbe immaginato? Siamo commossi come i bambini nel giorno della Prima Comunione. Attendiamo la sua parola. Faremo tesoro di quanto ci dirà”. Così don Maurizio Patriciello, parroco della chiesa di San Paolo Apostolo nel Parco Verde di Caivano (Napoli), da sempre in prima linea nella lotta agli sversamenti e ai roghi tossici di rifiuti nella cosiddetta Terra dei fuochi, tra le province di Napoli e Caserta, nel giorno della visita pastorale di Papa Leone XIV ad Acerra.
Su Avvenire don Maurizio Patriciello scrive: “Il Santo Padre viene a condividere con noi la rabbia, il dolore, lo sconcerto, ma soprattutto la speranza e la preghiera. Viene a dirci di non mollare, di continuare a osare, di continuare a seminare pace, impegno, condivisione, amore. Questa visita si pone come sigillo di un percorso lungo e doloroso e l’inizio di un nuovo cammino. Sì, perché – sottolinea il parroco di Caivano – la lotta non è finita. Il dio-mammona sta sempre dietro l’angolo. Occorre vigilare, educare, formare; nessuna delega in bianco deve essere più data a nessuno”.
Secondo don Patriciello “il successo più importante raggiunto in questi anni” è “la nostra caparbia volontà di dialogare e collaborare con le istituzioni con franchezza, umiltà, maturità, lealtà. Un approccio ‘libero e liberante’, senza sconti, senza inutili offese e senza sciocche adulazioni. Un chiedere e dare aiuto alle legittime autorità, sapendo che le persone cambiano, lo Stato resta. A chi ci ha fatto male, tanto, tanto male, vorremmo consigliare di approfittare della presenza del Papa per iniziare un cammino di pentimento e di vera conversione. Chiedere perdono e tentare di riparare il male fatto è un atto di forza non di debolezza. Il tempo delle menzogne e delle minacce è finito. Una nuova alba s’intravede all’orizzonte”.
Vescovo al Papa: “E’ simbolo periferie sacrificate per benessere altri
“Vostra Santità viene nella vigilia dell’11° anniversario dell’Enciclica Laudato si’ sulla cura della casa comune. Vostra Santità viene ad incontrare la popolazione della cosiddetta Terra dei fuochi. Si tratta di un territorio, compreso tra Napoli e Caserta, di circa 11mila kmq, che include 90 comuni con circa 3 milioni di abitanti. Santità, sarebbe troppo lungo raccontare quello che è successo alla nostra terra. Ma, pur nei limiti di tempo imposti da questo saluto, non posso evitare di farlo; e intendo farlo anche per chiedere perdono al Signore per il male che le abbiamo provocato e perché quello che è accaduto non accada mai più”. Così monsignor Antonio Di Donna, vescovo di Acerra, nel suo saluto a Papa Leone XIV giunto nel Duomo di Acerra per la visita pastorale nella Terra dei fuochi.
“Il dramma ambientale – ha detto monsignor Di Donna – è incominciato negli anni ’80, quando alcuni industriali del Nord avevano necessità di smaltire grosse quantità di rifiuti tossici. Nell’arco di circa trent’anni sono giunte da molte industrie dell’Italia Settentrionale centinaia di migliaia di tonnellate di rifiuti tossici sversati in una parte di questo territorio. Questo ha assicurato grandi risparmi agli industriali corrotti e profitti altissimi alla criminalità organizzata. A questo si è unita la pratica di abbandono di rifiuti da parte di alcuni imprenditori di piccole aziende che lavorano in nero e smaltiscono in modo illegale i loro rifiuti, bruciandoli nelle nostre campagne. Così nasce la locuzione Terra dei fuochi, che poi è diventata un marchio infamante per il nostro territorio, provocando il crollo dell’economia agricola perché i contadini hanno trovato molte difficoltà per vendere i prodotti della terra. Santità, in questa casa, la nostra casa comune, come nel Tempio di Gerusalemme sono entrati nuovi mercanti, che, per ragioni di profitto, e con il silenzio colpevole di tanti, ne hanno fatto un luogo di mercato.
A ciò si aggiunge che Acerra, periferia della grande metropoli napoletana, sconta il prezzo di avere nel suo territorio l’unico inceneritore della Campania su cui si regge l’intero sistema di gestione dei rifiuti della regione. Per questa sommatoria di fattori inquinanti Acerra è diventata città simbolo delle tante periferie, sacrificate per il benessere di altri”.
Vescovo di Acerra dona statua e lettera Sant’Alfonso Maria de’ Liguori
Il vescovo di Acerra monsignor Antonio Di Donna ha donato a Papa Leone XIV, in occasione della sua visita pastorale, due preziosi ricordi legati a Sant’Alfonso Maria de’ Liguori, patrono della diocesi: una statua del santo e una lettera olografa. La statua di Sant’Alfonso Maria de Liguori, realizzata interamente a mano secondo la tradizione artistica napoletana, lo raffigura mentre compone una delle sue opere di teologia morale, che ne hanno fatto il Dottore della Chiesa e patrono dei confessori. Soprattutto la lettera olografa del Santo, custodita nel Museo Alfonsiano diocesano, è reliquia di straordinario valore spirituale e storico. L’epistolario di sant’Alfonso Maria de’ Liguori è una testimonianza viva della sua missione pastorale: attraverso le lettere il santo offriva vicinanza, consiglio e conforto, soprattutto ai poveri e agli abbandonati. Tra queste, la missiva del 30 ottobre 1753, scritta a Nocera de’ Pagani in un momento cruciale per la giovane Congregazione del Santissimo Redentore. Dopo l’approvazione pontificia del 1749, mancava ancora il regio exequatur del re di Napoli. Alfonso cercò allora nuovi canali di mediazione, rivolgendosi alla mistica suor Maria Angela del Divino Amore, influente presso la regina. Nella lettera chiese a don Luigi Sagliano di sollecitare l’intervento della religiosa. L’approvazione definitiva arriverà solo oltre 40 anni dopo, ma questi tentativi contribuirono a creare un clima più favorevole verso la Congregazione.
Questa eredità spirituale e storica è custodita nel Museo diocesano di Sant’Alfonso ad Arienzo (Caserta), inaugurato nel 2018 da monsignor Di Donna, nel palazzo vescovile dove il Santo visse per nove anni come vescovo di Sant’Agata de’ Goti; la cittadina infatti apparteneva alla diocesi di Sant’Agata de’ Goti, di cui era vescovo. Il Museo conserva cimeli, lettere e reliquie; cuore della casa è la cappella, con l’altare su cui Alfonso celebrava e che fu teatro di eventi mistici, come la bilocazione al capezzale di papa Clemente XIV.
15mila persone in piazza Calipari ad Acerra
Sono circa 15mila le persone presenti in piazza Nicola Calipari ad Acerra (Napoli) per la visita di Papa Leone XIV. La tappa di piazza Calipari, dove il Papa ha incontrato i sindaci e le popolazioni dei comuni della cosiddetta Terra dei fuochi, è la seconda e ultima tappa della visita pastorale ad Acerra, iniziata questa mattina con la visita in Duomo. Qui Leone ha incontrato i vescovi e i religiosi del territorio e i familiari delle vittime dell’inquinamento ambientale nella Terra dei fuochi.

