Inchiesta urbanistica Milano, sequestrato cantiere di via Zecca Vecchia: hotel su scavi archeologici

Inchiesta urbanistica Milano, sequestrato cantiere di via Zecca Vecchia: hotel su scavi archeologici
Foto archivio (Foto Claudio Furlan/Lapresse)

La guardia di finanza di Milano ha sequestrato oggi il cantiere di un hotel in costruzione da 199 stanze in via Zecca Vecchia, nel pieno centro storico di Milano, nell’ambito delle inchieste sull’urbanistica e l’edilizia. I militari delle fiamme gialle hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo disposto dal gip Mattia Fiorentini. Secondo le ipotesi della pm Marina Petruzzella e l’aggiunto Paolo Ielo, l’edificio di 5 piani per cui i lavori sono in corso e che dovrebbe sostituire un ex garage si sarebbe avvalso di tutta una serie di “atti falsi” per permettere l’edificazione di un lotto che insiste su un “importante sito del demanio archeologico”, il “foro della città antica romana, all’incrocio tra il cardo e il decumano”. Sono 39 gli indagati dalla Procura per le ipotesi di reato di lottizzazione abusiva e falso in concorso.

Attraverso una “istruttoria” iniziata nel 2015, “scomposta” in “mille rivoli” con diverse richieste di titoli edilizi differenti, si legge nel capo d’imputazione, e la “falsificazione omissiva” di una “variante pilota” al Piano regolatore del 1980 recepita dagli ultimi Piani di governo del territorio (2012 e 2020), il progetto alberghiero di 5 piani fuori terra e altri 5 interrati per posti auto da realizzare sul demolito “garage San Remo”, una vecchia autorimessa comunale, avrebbe violato “tutti i limiti edificatori” per l’area di via Zecca Vecchia. A partire dalla necessità di un “piano attuativo”, di un “indice massimo” di superficie lorda che sarebbe stato violato e della “creazione di uno spazio aperto pubblico”. Secondo il gip, inoltre, tra le varie violazioni sarebbe stata aggirata la norma nazionale del Testo unico edilizia che impone il voto del consiglio comunale (in Lombardia è sufficiente la giunta comunale) per l’approvazione delle convenzioni urbanistiche come quella stipulata fra il Comune di Milano e la società Ca. Thorr srl (non indagata) che ha poi incaricato dell’intervento immobiliare l’azienda Rimond. Stando al provvedimento una prima richiesta di sequestro sarebbe stata inizialmente rigettata dal gip nei mesi scorsi sul presupposto del mancato rilascio dei titoli edilizi da parte del Comune e di un’iniziativa immobiliare in stallo che, quindi, non avrebbe consentito di ipotizzare il reato di lottizzazione abusiva su un’area non ancora costruita. A questo sarebbe seguito un supplemento di indagine da parte della Procura con il Nucleo di polizia economico finanziaria della guardia di finanza, in cui sono state depositati atti, testimonianze di dirigenti del Comune di Milano e chat. Da cui emergerebbe che l’area continua ad essere “presidiata da numerosi automezzi funzionali” a proseguire le “opere” illegittime nonostante i rigetti relativi alla pratica edilizia. Le società immobiliari avrebbero continuato a “indirizzare” al Comune note “pretendendo il rilascio dei permessi” alle “loro condizioni” e allegando “addirittura un cronoprogramma” dei lavori basato sulla “convenzione urbanistica” che “per ammissione dei dirigenti del Comune” è “palesemente illegittima” ma non viene annullata in “autotutela”. Gli uffici comunali si sarebbe secondo la Procura “trincerati in una colpevole inerzia”: non accolgono le “richieste del privato” ma non dichiarano “anomala e illegittima” la convenzione urbanistica del 2023. Così provocando la “paralisi” e il “portarsi del danno per il territorio” che rimane occupato dal cantiere in vista della futura edificazione. Una “lottizzazione abusiva” in “forma cartolare” la definiscono i pm, cioè fondata su documenti e progetti di ciò che si farò e non di ciò che è già stato costruito. Si tratta del settimo sequestro immobiliare o di importanti cantieri a Milano dal 2022 a oggi, inclusi quelli annullati sui ricorsi degli avvocati dal Tribunale del riesame. Il progetto dell’hotel di via Zecca Vecchia segue infatti i sigillati già messi a ‘Hidden Garden’ di Piazza Aspromonte (oggi finito, costruito e abitato per cui è in corso un procedimento penale per abusi edilizi) il ‘Giardino Segreto Isola’ di via Lepontina 7-9, le ‘Residenze Lac’ di via Cancano, lo ‘Scalo House’ di via Lepontina-Valtellina, il cantiere di viale Papiniano 48 (sequestro respinto al gio e poi ordinato dal riesame) e quello della torre ‘Unico-Brera’ di via Anfiteatro (disposto dal gip e poi annullato dal Riesame).

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