La gup di Milano, Giulia Marozzi, ha rinviato a giudizio Marcello Dell’Utri e la moglie, Miranda Ratti, nella vicenda delle donazioni da oltre 42 milioni di euro di bonifici bancari ricevuti da Silvio Berlusconi dopo la condanna dell’ex braccio destro del Cavaliere e fondatore di Forza Italia per concorso esterno in associazione di tipo mafioso del 9 maggio 2014. Il processo inizierà il prossimo 9 luglio di fronte alle seconda sezione penale del Tribunale di Milano. Il fascicolo è stato ereditato dal pubblico ministero milanese, Pasquale Addesso, dalla Direzione distrettuale antimafia di Firenze che aveva iniziato a indagare sui soldi nell’ambito dell’inchiesta sui mandanti esterni delle stragi del ’93-’94.
I legali dell’ex senatore: “La Cassazione ha già escluso due volte i reati”
La vicenda relativa al “rinvio a giudizio” di Marcello Dell’Utri e la moglie Miranda Ratti sui 42 milioni di euro donati da Silvio Berlusconi “è già stata esaminata, negli stessi termini, da sei diverse autorità giudiziarie, tra cui per due volte la Cassazione, che hanno escluso la realizzazione di trasferimenti fraudolenti di somme di denaro“. Lo fanno sapere in una nota congiunta gli avvocati Francesco Centonze e Filippo Dinacci per Dell’Utri e i legali Tullio Padovani e Lodovica Beduschi per la moglie. “Confidiamo – fanno sapere i legali – di dimostrare l’assenza di responsabilità dei nostri assistiti anche nel presente procedimento”.
L’indagine era iniziata a Firenze
Nel febbraio 2025, la gup di Firenze, Anna Liguori, ha invece accolto l’eccezione di competenza sollevata dai difensori di Dell’Utri, gli avvocati Filippo Dinacci e Francesco Centonze, secondo i quali il denaro ricevuto dall’ex Presidente del Consiglio non avrebbe alcuna connessione con l’inchiesta stragi e ha disposto il trasferimento a Milano. L’ex senatore e la moglie rispondono infatti di violazione della normativa antimafia Rognoni-La Torre, che impone ai condannati in via definitiva per fatti di mafia di dichiarare ogni incremento o diminuzione del patrimonio personale (solo Dell’Utri), e di reati fiscali legati al trasferimento dei 42.679.200 euro.

